
1. Cronologia e Storia
1.1. Alcune riflessioni teoriche sui Media e la Comunicazione

Le ricerche sul concetto di "massa" tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento, cos come le analisi del marxismo sulla societ delle merci e le analisi della Scuola di Francoforte fin dagli anni venti e quelle successive di Marcuse, favoriscono negli anni cinquanta e sessanta un clima culturale in cui la macchina per eccellenza, il computer, viene criticata di essere uno strumento di alienazione dell'individuo. Secondo il senso comune in quel periodo, lo sviluppo del progresso sociale prodotto dall'avvento dei computer nell'economia avrebbe ridotto le persone a dei numeri, dati indistinti di una generica massa che non avrebbe reso possibile all'individuo di crearsi e riconoscersi in un'identit propria. La letteratura della prima met del novecento si era scagliata contro le macchine, criticandone il conseguente eccesso di burocrazia e spersonalizzazione implicito nel loro uso negli ambiti della produzione. L'IBM, International Business Machine, nata grazie allo sviluppo di macchine di calcolo per fare i censimenti veniva considerata un pachiderma il cui criptico funzionamento delle sue macchine era da una parte riservato ad un'elit, mentre dall'altra non era a misura d'uomo. Uno dei dubbi verso i calcolatori era quello del rischio che tali macchine avrebbero favorito la massificazione degli individui ignorandone i bisogni specifici. Il timore era quello che P. Levy ha sintetizzato nel suo saggio "Cybercultura" come il rischio di non riuscire ad ottenere un'universalit che non fosse esente allo stesso tempo dal totalitarismo. C'era fin da allora una diffusa richiesta di diventare soggetti attivi sia nella sfera del lavoro che in quella della comunicazione. Non essere considerati numeri, ovvero semplici esecutori di ordini impartiti da una macchina, schiavi dunque della macchina stessa, bens soggetti le cui attivit fossero espressione delle proprie scelte personali. 
Su questo senso diffuso fa breccia la richiesta di interattivit sia nelle attivit lavorative che in ogni altra occupazione sociale. 
Una richiesta che si afferma anche grazie ad una situazione di crisi del sistema di produzione fordista che evidenzia i suoi limiti e l'incapacit di coordinare attraverso una pesante burocrazia gerarchica i vari sistemi di produzione. Un sistema di produzione in cui gli operai delle fabbriche sono l'ultimo anello, passivo, di una catena di produzione difficilmente gestibile secondo il modello verticale fordista.
Inoltre, differenti teorie sui media avevano da tempo avviata una forte critica dei mezzi di comunicazione di massa di cui sottolineavano il carattere centralizzato e asimmetrico. E' in questo clima e su questi bisogni che si fa strada la necessit di costruire macchine interattive. Una necessit rilevata anche dagli studi che dimostravano come la comunicazione tra soggetti avvenissero solo attraverso un processo bidirezionale di partecipazione attiva fra l'emittente e il ricevente e che dunque per raggiungere tutti i soggetti sociali era necessario un sistema di comunicazione in cui avvenisse uno scambio ed una partecipazione. C'era bisogno cio che sia l'operaio, sia il cittadino, si sentisse un soggetto attivo ed avesse personalmente un interesse a partecipare alla produzione, cos come alla vita sociale.
Ecco dunque che come avvenne a inizio ottocento, periodo in cui gli interessi del mercato di avere un sistema di comunicazione globale efficiente andavano parzialmente a collimare con gli interessi di coloro che chiedevano una societ basata sui principi della cooperazione e dello scambio mutuale (Mattelart, 1994), anche nel XX secolo, nell'immediato dopoguerra, si riproponeva una situazione in cui gli interessi del mercato (rappresentati dalle agenzie di pubblicit che fungono da intermediarie tra le aziende e la massa) andavano a collimare in alcuni aspetti con quelli di chi chiedeva una societ maggiormente  partecipativa.
E' curioso notare che la rete Internet nasce dalla rete Arpanet, ovvero la rete telematica costruita dall'agenzia ARPA che il Presidente Eisenhower aveva commissionato nel 1957 al nuovo segretario alla Difesa degli Stati Uniti d'America, Neil McElroy. E' curioso perch Neil McElroy  un ex dirigente della Procter and Gamble, azienda leader nel mondo della comunicazione commerciale e pubblicitaria, ed  stato colui che ha portato la pubblicit dei detersivi in radio e televisione. E' sua infatti l'idea delle "Soap Opera", ovvero delle trasmissioni televisive pensate appositamente per essere interrotte da pubblicit, spesso di detersivi. E' curioso anche perch McElroy verr affiancato per tale progetto dall'allora presidente del Massachussets Institute of Technology, James R. Killian Jr.. E' buffo notare che  proprio al MIT che nascer l'etica hacker alla fine degli anni cinquanta.
Ancora, il primo direttore dell' ARPA sar Roy Johnson, che prima di allora lavorava per la General Electric, mentre altri del personale dell'Arpa provenivano da industrie che avevano contratti con il pentagono, quali ad esempio Lockheed, Union Carbide e Convair. E' curioso che sar proprio Edwin Artzt, ovvero il presidente della Procter & Gamble, a pronunciare nel 1994 un discorso all' American Association of Advertising Agencies in cui emerger chiaramente l'utilit dell'interattivit per il mercato. Secondo Artzt, Internet potr "trasformarsi in una formidabile occasione per realizzare nuovi utili. Basti pensare a tutte le nuove circostanze favorevoli che si presentano. Potremo utilizzare l'interattivit per invitare il consumatore a partecipare alla nostra pubblicit. (...)Potremo utilizzare i giochi, l'info-pubblicit, i video- centri commerciali. Disporremo di un'infinit di strumenti per attirare il consumatore e informarlo. Se sapremo lavorare bene, il pubblico sar inchiodato alle poltrone davanti al computer, al momento della pubblicit".
Ci nonostante negli anni cinquanta e sessanta il mercato non  ancora pronto per l'arrivo delle teconologie digitali. Anzi, quando queste inizieranno a fiorire negli anni ottanta e inizio novanta, le varie aziende dovranno ristrutturarsi , dando luogo a nuove modalit di produzione e nuove alleanze per garantirsi  una posizione monopolistica sia sulla comunicazione che sulla produzione e distribuzione delle merci.
Negli anni cinquanta e sessanta al contrario si assiste ad una strana, ma accanita disputa tra i cosiddetti apocalittici ed integrati. Tra coloro cio che vedevano i mezzi di comunicazione di massa come strumenti il cui uso non poteva essere che negativo e coloro che al contrario li consideravano strumenti positivi per la societ (DeFleur, 1995). Tale contrapposizione sar mediata da posizioni come quella di H. M. Enzensberger che nel 1974 scrive "Constituents of a Theory of the media" in cui ad un uso repressivo dei media, Enzensberger fa corrispondere il loro uso emancipativo (Scelsi, 1999, pag.70): media decentrati anzich centralizzati. La comunicazione molti a molti anzich uno a molti. L'interazione e partecipazione del pubblico che non  pi passivo. La produzione collettiva e non elitaria. Il controllo attraverso forme autorganizzate di base anzich verticali. In tal modo il filosofo tedesco metteva in luce un modo diverso di guardare ai media, in qualche modo superando la diffidenza che la critica marxista riservava ai mezzi di comunicazione di massa. 

E' stata tutta una questione di vendita di saponette o c' qualcosa di pi?
C' sicuramente molto di pi.
Quello che segue in questo paragrafo  solo una selezione di notizie riguardanti testi scritti da intellettuali il secolo scorso. Altre notizie riguardanti altri testi fondamentali sono riportate nei paragrafi successivi.

Nel 1932 Bertolt Brecht ipotizza una radio autogestita dal proletariato, in cui l'ascoltatore diventi anche fornitore di informazioni in relazione con altri. Una radio dunque che permetta non solo di ricevere, ma anche di trasmettere (Celant, 1977, pag. 7). E' la risposta al nazismo che attraverso la propaganda radiofonica impone un'ideologia totalitarista al mondo. Nello stesso periodo si ha un clima culturale di forte critica all'uso dei media fatto dalla Scuola di Francoforte di M. Horkheimer al punto che viene fatta chiudere dal nazismo e costretta a trasferirsi in America.
La richiesta di un pluralismo dell'informazione, di media bidirezionali e autogestiti, sar una costante negli ultimi decenni del XX secolo e stimoler la creazione e lo sviluppo delle tecnologie alla base sia dei personal computer che delle reti telematiche.
Nel 1937 H.G. Wells predice che l'enciclopedia del futuro: <<non ha bisogno di concentrarsi in un unico luogo, ma pu assumere la forma di una rete... Essa costituir l'inizio materiale di un effettivo Cervello Globale>>" (Wells, 1990, pag.92).
Nel 1964 M. McLuhan scrive "Understanding Media" in cui i media sono descritti come un'estensione del corpo umano in grado di interconnetterlo globalmente.
Nel 1969 A. Touraine scrive "La Societ post-industrielle".
Nel 1974 H. M. Enzensberger scrive "Constituents of a Theory of the media".
Nel 1976 Deleuze e Guattari scrivono "Rizoma" in cui viene descritto un modello di pensiero che trae la sua metafora nelle radici delle patate che hanno una struttura reticolare molto simile alle reti distribuite e comunque differente da quella gerarchica delle radici di un albero. Vi si leggono delle affermazioni profetiche sulle forme di contaminazione attraverso cui si sviluppa il rizoma, applicandole ad un'idea di decentramento del senso, ovvero alla dipendenza del senso non da un codice o un ordine prestabilito, bens dalla molteplicit connessa. Secondo il principio di connessione e d'eterogeneit "qualsiasi punto del rizoma pu essere collegato con qualunque altro", non esiste un centro e un ordine prestabilito. "Non si ha pi una tripartizione tra un campo di realt, il mondo, un campo di rappresentazione, il libro, ed un campo di soggettivit, l'autore. Ma un concatenamento mette in relazione certe molteplicit prese in ciascuno di questi ordini, cosicch un libro non ha il suo seguito nel libro successivo, n il suo oggetto nel mondo, n il suo soggetto in uno o pi autori. In breve ci sembra che lo scrivere non verr mai fatto abbastanza in nome di un di fuori. Il di fuori non ha immagine, ne significazione, n soggettivit. Il libro, concatenamento con il di fuori, contro il libro-immagine del mondo" (Deleuze e Guattari, 1976).
Nel 1978 viene coniato in Francia il termine tlmatique (contrazione di tlcommunications e informatique). Viene presentato in Francia da S. Nora e A. Minc il rapporto "L'informatisation de la societ". Il rapporto, richiesto dal Presidente Valery Giscard d'Estaing, prevedeva che "in futuro avr luogo una computerizzazione sociale di massa, che si diffonder nella societ come l'elettricit. (...) Il dibattito si incentrer sulla interconnettivit. (...) Il potere sar in mano a chi crea le reti e a chi controlla i satelliti". (...) Non mancarono di rilevare che "la telematica, a differenza dell'elettricit, non fa circolare una corrente inerte, ma informazioni, ossia potere" e che "avere il controllo della rete  pertanto un obiettivo essenziale. Perci occorre che la struttura venga concepita nell'ambito di un sevizio pubblico" (S. Nora e A. Minc in Rheingold, 1994, pag. 263-64).
Nel 1980 A. Toffler scrive "The Third Wave". Secondo A. Toffler la nostra societ non  basata sulla gerarchia, ma sul decentramento, non sulla rigidit, ma sulla fluidit (Scelsi, 1990, pag. 39).
Nel 1980 esce il libro "Goodbye Gutenberg: the newspaper revolution of the 1980s" di A. Smith in cui egli definisce le tecniche elettroniche come la terza rivoluzione delle comunicazioni, intendendo che la prima  stata l'invenzione della scrittura (...) e la seconda quella portata da Gutenberg con la tecnica di stampa a caratteri mobili. (...) Ricordando che Alessandria d'Egitto  stata la sede della pi grande biblioteca del mondo antico, Smith afferma, con un immagine molto suggestiva, che le modalit di conoscenza interattive proprie dell'et elettronica possono essere paragonate ad una nuova Alessandria "elettronica", unificata ma universalmente accessibile, in cui si realizza un migliore equilibrio fra ci che  stato accumulato in passato e ci che si deve aggiungere nel presente. Si pu concludere che la telematica rappresenta il superamento delle tradizionali distinzioni fra i diversi media, ed in particolare fra mezzi stampati e mezzi elettronici. In futuro l'interattivit modificher in senso partecipativo il rapporto fra produttori dei programmi, gestori dei mezzi e utenti del servizio con un ridisegno del panorama culturale di massa (Glucksmann, 1982, pag. 247-249).
Nel 1982 G. Richeri scrive "L'universo telematico. Il lavoro e la cultura del prossimo domani".
Nel 1982 R. Glucksmann scrive "Telematica. Dal viewdata all'office automation" in cui, cosciente delle conseguenze sociali messe in atto dalla rivoluzione delle comunicazioni pone il problema del divario tecnologico accumulato dagli Stati europei nella telematica nei confronti degli Stati Uniti e di come tale processo metta in dubbio i principi di sovranit nazionale. Attraverso banche dati e reti telematiche gli americani stanno assumendo il controllo dell'informazione con conseguenze sulle attivit economiche, tecniche, scientifiche e universitarie. Per tali motivi Glucksmann auspica delle azioni dei pubblici poteri mirate a garantire una maggiore autonomia. Quindi profetizza la tendenza al decentramento nelle attivit lavorative attraverso forme di telelavoro quale la posta elettronica. Infine pone il problema della riservatezza paragonando la telematica al bisturi di un chirurgo, che cos come pu guarire se usata per finalit sociali, pu allo stesso tempo diventare uno strumento di morte se usata per raccogliere, correlare e memorizzare informazioni private sugli individui, senza rispettare la loro esigenza di libert (Glucksmann, 1982, pag. 251-262).
Nel 1982 W. Ong scrive "Oralit e scrittura" in cui dimostra che l'avvento della scrittura nel V secolo a.c., oltre a modificare modelli artistici, politici e commerciali, produsse un profondo cambiamento nella coscienza umana determinando le forme lineari e astratte della logica del pensiero occidentale attuale. M. Heim nella sua Teoria della trasformazione (1987) ritiene che la rivoluzione dell'informazione sia la terza tappa in questo processo e cio una rivoluzione tanto grande quanto il passaggio dall'oralit alla scrittura (Brent, 1994).
Nel 1983 I. De Sola Pool, insegnante al MIT, scrive "Tecnologie di Libert" in cui afferma che i computer e le reti telematiche sostituiranno i libri, le librerie, le riviste, i quotidiani e il sistema postale. Quindi afferma che "non ci sar libert di parola se anche queste cose non saranno libere" e che tale libert sar protetta solo se i mezzi di comunicazione saranno sparpagliati, decentralizzati, e facilmente disponibili come avviene per i microcomputers (De Sola Pool, 1983).
Nel 1984 I.De Sola Pool scrive, senza poterlo pubblicare, "Tecnologie senza frontiere".
Nel 1984 B. Nadoulek scrive "Enciber. Rapporto sui criteri utilizzati per la compilazione dell'Enciclopedia Cibernetica e l'analisi del fenomeno di rivolta sociale denominato Bushido Moderno" (Nadoulek, 1984).
Nel 1984 H. Bey scrive "Chaos. The broadsheets of ontological anarchism".
Nel 1984 S. Turkle scrive "The second self: computers and the human spirits".
Nel 1984 C.P. Snow fa la lettura del saggio "The Two Cultures and the Scientific Revolution"
Nel 1985 D. Haraway scrive: "La microelettronica  la base tecnica del simulacro; che  copia senza originale" (Birringer, 1998, pag. 258).
Nel 1988 N. Chomsky scrive "Manufacturing Consent" in cui vengono descritti i meccanismi grazie ai quali i politici, le corporazioni e i media progettano l'opinione pubblica.
Nel 1988 esce il primo numero di Extropy (www.extropy.com). La rivista indaga sui possibili mutamenti scientifici, filosofici e sociali. 
Nel 1988 K. Robins e F. Webster, scrivono il saggio "Il capitalismo cibemetico: informazioni, tecnologia, vita quotidiana" in cui descrivono il modo in cui M. Foucault analizza il modello di controllo sociale basato sul Panopticon. "Panopticon  il nome di una prigione molto efficace, concretamente proposta in Gran Bretagna da J. Bentham nel 1791. Una combinazione di architettura e ottica rende possibile che una sola guardia veda tutti i prigionieri, senza che i prigionieri si vedano tra loro; l'effetto  che tutti i prigionieri si comportano sempre come se fossero sotto sorveglianza" (Rheingold, 1994, pag. 319). In tale modello la tecnologia  al servizio del controllo e dell'esercizio del potere. Cos come la capacit di leggere, scrivere e comunicare liberamente d ai cittadini il potere di autogovernarsi e proteggersi dallo Stato, le possibilit che la tecnologia permette di sorvegliare ed invadere la privacy dei cittadini, d allo Stato il potere di confondere, sottomettere e controllare i cittadini e le popolazioni istruite. Secondo K. Robins e F. Webster le nuove tecnologie informative e comunicative consentono una massiccia estensione e trasformazione della stessa mobilitazione a cui aspirava il principio panottico di Bentham. Ci che sostengono queste tecnologie, in realt,  la stessa distribuzione del potere e del controllo, ma liberata dalle limitazioni architettoniche del prototipo di pietre e mattoni di Bentham. Sulla base della "rivoluzione informativa", non solo la prigione o la fabbrica, ma tutta la societ funziona come la macchina gerarchica e disciplinare di Panopticon (Rheingold, 1994, pag. 325-26).
Nella primavera del 1989 su Whole Earth Review 62:90, viene pubblicato l'articolo di R. Dawkins "Universal parasitism and the co-evolution of extended phenotypes" con cui spiega ad un pubblico di non addetti ai lavori il suo concetto di "meme" teorizzato molti anni prima (Rushkoff, 1994, pag. 10). La teoria dei memi susciter molto interesse nell'underground telematico (vedi Il falso come strumento di lotta).
Nel 1989 J. Carey scrive The Mythos of the Electronic Revolution (Carey, 1989) in cui descrive il rischio che la rottura del monopolio e totalitarismo dei mass media potenzialmente permessa dalle reti telematiche venga imbrigliata ed impedita da leader politici e dalla commercializzazione e mercificazione del dibattito pubblico. Il rischio dunque che la democrazia elettronica sia l'ennesima versione di un mito del progresso tecnologico che ha da sempre accompagnato l'umanit insieme all'altro mito della democrazia rappresentativa. Che dunque lo spettro della manipolazione politica che J. Goebbels fece attraverso la radio per il Terzo Reich non si allontana semplicemente liberando i media, in quanto attraverso il controllo delle notizie, del mercato dei beni di consumo e pubblicitario, chi ha i soldi pu permettersi di manipolare l'opinione pubblica (Rheingold, 1994, pag. 322-25).
Nel 1991 N. Chomsky scrive "Media Control. The spectacular Achievements of Propaganda".
A giugno del 1992 apre la collana Interzone di Feltrinelli, attraverso la quale Raffaele Scelsi e Ermanno "Gomma" Guarneri fanno conoscere al pubblico italiano autori e riflessioni radicali ed innovative sui nuovi media.
Nel 1992 esce l'antologia "Sabotage in the american workplace. Anecdotes of dissatisfaction, mischief and revenge" a cura di M. Sprouse, con sezioni sui computer, l'arte e il design, la conoscenza, l'informazione, ecc.
Nel 1993 B. Sterling scrive "A brief history of the Internet" un testo che viene distribuito liberamente in rete in cui afferma che Internet  "libera. Internet  uno dei rari esempi di vera, moderna e funzionale anarchia" (Sterling, 1993).
Nel 1993 nasce la rivista "CTheory" (www.ctheory.com), con testi di A.Kroker, CAE, Bey, e altri.
Nel 1993 Henry Edward Hardy scrive "The History of the Net" (Hardy, 1993), che viene distribuita on-line per una richiesta di contributi allo stesso lavoro.
Nel 1995 da R. Barbrook e A. Cameron scrivono "The Californian Ideology" in cui descrivano le contraddizioni per cui l'utopia californiana comunitaria degli anni settanta e le loro speranze di rivoluzione sociale attraverso lo sviluppo delle nuove tecnologie si sia scontrata con la sussunzione fatta dall'ideologia californiana attraverso le nuove industrie dei media ed high tech che ripropongono la filosofia del libero mercato ottocentesco: "I sacri dogmi del liberismo economico sono contraddetti dalla storia attuale degli ipermedia. Per esempio, le tecnologie del computer e della Rete non sarebbero potute essere inventate senza l'aiuto di enormi finanziamenti dello Stato e la partecipazione entusiastica di una base amatoriale. L'impresa privata ha giocato un ruolo importante, ma solo come una parte di un'economia mista. Per esempio, il primo computer, The Difference Engine,  stato costruito e progettato da una compagnia privata, ma il suo sviluppo  stato reso possibile solo attraverso un contributo del Governo Britannico di L. 17.470 che nel 1834 era una vera e propria fortuna. Dal Colossus all'EDVAC, dai simulatori di volo alle realt virtuali, lo sviluppo dei computer  dipeso nei momenti chiave dai risultati delle ricerche pubbliche o da grossi contratti con le agenzie pubbliche (...). L'IBM costruiva il suo primo computer programmabile solo dopo che gli era stato commissionato dal Dipartimento della Difesa americana durante la guerra in Corea. (...) Oltre ai finanziamenti statali, l'evoluzione del computer  dipesa dal coinvolgimento della cultura del d.i.y. (Do It Yourself - fai da te). Ad esempio, il personal computer  stato inventato da tecnici amatoriali che volevano costruire la loro propria macchina a basso costo. L'esistenza di una economia del dono tra gli hobbisti  stato un requisito necessario per il conseguente successo dei prodotti fatti dalla Apple e dalla Microsoft. Ancora adesso, i software liberi giocano un ruolo vitale nello sviluppo della progettazione del software. Anche la storia di Internet contraddice i dogmi delle ideologie del libero mercato. Per i primi vent'anni della sua esistenza lo sviluppo della Rete era quasi completamente dipendente dai fondi governativi. Sia attraverso i finanziamenti militari che universitari, un gran numero di dollari venivano investiti nella costruzione delle infrastrutture e nel pagamento dei costi di uso dei suoi servizi. Allo stesso tempo molte delle applicazioni e dei programmi chiave della Rete furono inventate sia da hobbisti, che da liberi professionisti che lavoravano durante il loro tempo libero. (...) Tutti questi fondi pubblici e coinvolgimento comunitario ha avuto un enorme effetto benefico -sebbene misconosciuto e non pagato- sullo sviluppo della Silicon Valley e delle altre industrie hi-tech. Gli imprenditori capitalisti spesso hanno un senso di orgoglio verso il loro proprio ingegno e concedono solo un minimo riconoscimento ai contributi che gli sono arrivati sia dallo Stato, che dai loro lavoratori o dalla comunit in generale. Tutti i progressi tecnologici sono cumulativi -dipendono dal risultato di un processo storico collettivo e devono essere riconosciuti, almeno in parte, come un'azione collettiva" (Barbrook e Cameron, 1996).
Nel 1995  F. Carlini scrive "Chips & Salsa. Storie e culture del mondo digitale". Una raccolta degli omonimi articoli usciti per Il Manifesto.
Nel 1996 M. Dery scrive "Escape velocity: Cyberculture at the end of the century".
Nel 1996 M. Castells scrive "The Information Age: Economy, Society and Culture". 
Nel 2000 N. Klein scrive "No Logo" (Klein, 2000).
Nel 2001 P. Himanen scrive "L'etica hacker" in cui, citando K. Portenfield, riassume "la dipendenza generale del funzionamento di Internet e della Rete dalle creazioni degli hacker, descrivendo cosa accadrebbe in pratica se i programmi degli hacker venissero ritirati: Pi di met dei siti Web su Internet scomparirebbero. (...) Scomparirebbero anche i newsgroup di Usenet. (...) Le e-mail non funzionerebbero." Molti altri programmi e funzioni di internet non sarebbero possibili, come, ad esempio, gli indirizzi dei domini come www.netaction.org, si dovrebbero  scrivere come una sequenza di numeri tipo 199.201.243.200 (Himanen, 2001, pag. 157-8).
1.2. La scienza istituzionale. le universita', i laboratori di ricerca, le istituzioni governative.

Le ricerche sulle nuove tecnologie della comunicazione nel settore scientifico ed istituzionale sono state un pozzo da cui attingere idee da sviluppare in ambiti sociali. Viceversa la scienza istituzionale  stata molto spesso influenzata dall'attivit di personaggi o gruppi che si sono mossi al suo interno con un'attitudine decisamente non ortodossa e talvolta esplicitamente ispirata ad un'etica hacker. E l'attitudine hacker di alcuni personaggi o gruppi all'interno della scienza ha avuto un ruolo decisivo per la nascita e lo sviluppo delle tecnologie telematiche.
Per il tema del nostro libro e per comodit divulgativa, distinguiamo in questa sede tre aree differenti nel campo della scienza: la ricerca della vita artificiale, le ricerche per portare la tecnologia al popolo e la ricerca scientifica collettiva.
Sviluppando il nostro percorso cercheremo di dimostrare come queste tre aree siano state un luogo di contaminazione reciproca tra attitudini differenti e come attraverso tale scambio entrambe le parti abbiano avuto vantaggi reciproci. Cercheremo anche di presentare alcuni casi in cui il mercato si  inserito in tali scambi per trarne profitti individuali, per incassare i frutti degli sforzi collettivi e di come nel fare ci si rischi di mandare a rotoli una linea di progresso positiva per la collettivit.
Cibernetica, reti neurali, intelligenza e vita artificiale.
 
Negli anni quaranta e cinquanta una branchia della scienza ha cercato di risolvere attraverso il computer uno dei misteri che da sempre hanno affascinato l'umanit: il mistero della vita. Per essere pi precisi, con ambizioni meno ardite gli scienziati hanno semplicemente cercato di simulare la vita attraverso i calcolatori. Indagando sulla mente umana gli scienziati hanno cercato di dimostrare che l'intelligenza umana funziona secondo dei procedimenti analoghi a quelli delle macchine (A). Se tale assunto fosse stato dimostrato era di conseguenza plausibile il costruire un'intelligenza artificiale attraverso i computer. Di fatto le ricerche dell'intelligenza artificiale sono servite pi a dimostrare l'incontrario, ovvero che mente umana e computer sono due cose ben differenti (Gardner, 1985). Se un settore dell'intelligenza artificiale cercava di dimostrare l'assunto (A), un altro settore procedeva secondo un approccio inverso: cercava di costruire macchine il cui funzionamento fosse analogo a quello degli organismi biologici. Ad esempio, la cibernetica, teorizzata da N. Wiener nel 1948 (Wiener, 1948), ha cercato di scoprire quali fossero i meccanismi che permettevano ad un organismo vivente di autoregolarsi, di scambiare informazione tra le sue parti e ha cercato di simulare tali meccanismi all'interno di un computer. Intorno alla fine degli anni quaranta si tenne la Sixth Macy Conference dal titolo "Cybernetics: circular causal and feedback mechanisms in biological and social system" organizzata dalla Fondazione Macy. Vi parteciparono tra gli altri J. Von Neuman, O. Weblen, V. Bush, W. McCulloch, G. Bateson, N. Wiener,  e C. Shannon. C. Shannon era un dipendente della compagnia dei telefoni americana Bell che nel 1948 aveva scritto "A Mathematical Theory of Information" con cui furono gettate le basi della Teoria dell'Informazione. Era un testo che cercava di affrontare dei problemi di ingegneria delle telecomunicazioni e che sar fondamentale per lo sviluppo futuro dei sistemi di telecomunicazione1. 
Stava dunque nascendo in quel periodo nella scienza un ambito di ricerca che oltre a affrontare il problema della retroazione (quello che grossolanamente pu essere definito un dialogo tra le varie parti del sistema), indagher sulle analogie tra i meccanismi della mente umana e quelli del computer. In seguito si svilupper un tentativo di costruire computer basati su reti neurali, ovvero su sistemi analoghi al modo in cui funziona il sistema neuronale dell'uomo. E il sistema neuronale  una rete distribuita di neuroni. Una rete molto simile a quel modello di rete che  Internet.
Le ricerche della scienza stavano ponendo le riflessioni teoriche alla base della costruzione di un modello di comunicazione sociale (Internet) che simulava il modello di comunicazione tra le parti di un organismo vivente. Come gi  pi volte avvenuto nel passato, la natura  l'esempio tangibile cui rifarsi per modellare l'organizzazione sociale di gruppi umani2, cos come la realizzazione di una tecnologia. Cos come avvenne nel settecento per le macchine antropomorfe3, l'immaginario legato alle nuove tecnologie si popol di robot e cyborg da una parte visti come strumenti al servizio dell'uomo, dall'altra come nuovi organismi in grado di minacciare l'umanit4. Nel 1953 sempre Shannon pubblica "Computer e automi" in cui sono formulate molte delle domande successive dell'IA. Shannon prender nel 1953 due assistenti di laboratorio di nome J. McCarthy e M. Minsky. McCarthy e Minsky parteciperanno nel 1956 ad una conferenza al Dartmouth College finanziata dalla Fondazione Rockfeller che sar l'inizio delle ricerche sull'Intelligenza Artificiale. Sar McCarthy il primo a utilizzare il termine "intelligenza artificiale" nel 1956. Successivamente McCarthy e Minsky fonderanno il dipartimento di Intelligenza Artificiale al MIT. Sar intorno ad essi, ed in particolare a Minsky che si riunir un gruppo di studenti che vengono riconosciuti come i primi hackers e che con la loro filosofia e il loro appassionato lavoro di programmazione getteranno le basi per l'informatica che conosciamo oggi (Levy S., 1996a).
Tutta la tecnologia al popolo. Antiautoritarismo e decentramento al MIT.

All'inizio degli anni sessanta per la maggioranza delle persone non era ben chiaro a cosa sarebbero serviti i computer, ma nell'immaginario dei media emergevano le ipotesi pi strabilianti, cos come orrorifiche. Si insinuava per la possibilit che attraverso di essi si sarebbe potuto salvare il mondo. Dagli extraterrestri o da cos'altro non era dato sapere, ma l'ipotesi era che dal loro uso l'umanit avrebbe tratto enormi vantaggi evolutivi.
Allo stesso tempo per i computer erano visti come degli strani marchingegni complicati e costosissimi il cui uso era riservato ad una elit di iniziati in camice bianco.
E' in questo clima culturale che non fa difficolt a formarsi un motivo d'incontro tra alcuni degli studenti di Minsky al MIT rispetto ad un approccio differente con il computer.
Ci che sta nascendo  l'etica hacker.
L'etica hacker  fortemente antiautoritaria, si oppone alla burocrazia e ad ogni ostacolo tra l'individuo e la sua possibilit di crescere utilizzando il computer. Si oppone dunque ad un accesso riservato alla macchina. Si oppone al fatto che il computer sia un mezzo complicato, non alla portata di tutti. Si oppone al fatto che chi sviluppa la macchina non cerchi di ottimizzarne le prestazioni per accelerarne i tempi di utilizzo5.
L'etica hacker cercher dunque da una parte di allargare lo spazio e dall'altra di comprimere il tempo di utilizzo della macchina. Rendere cio da una parte l'utilizzo del computer accessibile al maggior numero di persone possibile simultaneamente in spazi differenti6, dall'altra di accelerarne i processi di calcolo grazie a un modo differente di programmare.
Su questi ed altri presupposti (vedi L'etica hacker) si coagul il gruppo del Tech Model Railroad Club (TMRC). Tale gruppo nasce come appassionati di modellini di treno, ma al suo interno vi saranno alcuni tra gli allievi pi brillanti di Minsky al MIT.
Uno degli obiettivi del gruppo fin dall'inizio fu quindi quello di accedere e far accedere in ogni modo ai computer del MIT. 
Nel 1959, lo stesso anno in cui F. Rosenblatt introduce i principi del Perceptron7, P. Samson del TMRC fa la prima incursione hacker all'IBM 704 al MIT (Levy S., 1996a, pag. 18). 
Nel 1960 pubblicano la prima poesia/manifesto hacker nella newsletter "F.O.B." del T.M.R.C.
All'inizio dei '60 J. Dennis, hacker del MIT, suggerisce a P. Samson il modo per far "suonare" il computer e lui fa eseguire al computer musiche di Bach e altro.
All'inizio degli anni sessanta il TMRC istituisce il Midnight Requisitoring Committee che consisteva in incursioni notturne nel magazzino per trafugare i componenti necessari alla costruzione di macchinari pi efficienti. L'etica del Lock Hacking (l'hackeraggio di serrature delle porte per accedere ai saperi o far uso degli strumenti contenuti nelle stanze chiuse; vedi Levy S., 1996a, pag. 104) promossa dal gruppo di hacker del MIT era in diretto antagonismo con il diritto di propriet. Fu anche grazie a tali comportamenti che fu possibile sviluppare all'interno del MIT nuove tecnologie che rischiavano di non essere realizzabili a causa della burocrazia; nuove tecnologie che segneranno un passo avanti verso l'informatica attuale. Intorno alla met degli anni sessanta gli hackers del MIT formano la Midnight Computer Wiring Society (MCWS) per fare modifiche notturne al PDP-18 per migliorarne le prestazioni. Nel 1963 S. Nelson programma il PDP-1 in modo tale da fargli produrre un tono acustico che usa una frequenza che consente di usare gratuitamente le linee telefoniche. Intorno alla met degli anni sessanta il PDP-1 viene usato in modalit BLUE BOX per hackerare le linee telefoniche usando i numeri verdi 800-... Sar un primo esempio di quella che diverr una vera e propria filosofia di esproprio proletario delle tecnologie della comunicazione, che prender campo nell'area dell'underground e che verr definita phreaking.
Nello stesso periodo gli hackers del MIT hackerano le password del sistema CTSS e le stampano su un foglio che lasciano all'amministratore del sistema. Lasciano anche messaggi in stile graffiti nel sistema.
L'etica hacker degli studenti del MIT sar alla base della nascita dei primi personal computer (vedi Le prime comunit virtuali di base). Il loro modo di pensare sar talmente diffuso alla met degli anni settanta che quando fu realizzato quello che alcuni definiscono il primo modello di PC, l'Altair 8800, il suo inventore, E. Roberts lo pubblicizz come uno strumento per diffondere l'etica hacker, sebbene il suo obbiettivo fosse quello di salvare la sua societ dalla bancarotta (Levy S., 1996a, pag. 190-195).
L'etica del gruppo di hacker del MIT riflette gli stessi principi che i movimenti sociali di quel periodo stanno promuovendo ed  da essi chiaramente influenzata. Ma  grazie anche a persone come loro che quel modo di pensare riesce ad attecchire all'interno dei luoghi della ricerca scientifica il cui risultato lo ritroviamo nel modo in cui funzionano gli strumenti tecnologici da loro prodotti. Quelli strumenti che oggi fanno parte della nostra vita quotidiana.

La scienza collettiva. Cooperazione, standard e linguaggi condivisi. Unire i popoli e i saperi in rete.

Un altro degli aspetti principali dell'etica hacker, al MIT e non solo,  il promuovere gli aspetti cooperativi. Una delle caratteristiche delle reti telematiche  quella di permettere la cooperazione a distanza delle persone per realizzare un obbiettivo comune. 
Secondo M. Chiari "la rete abolisce sostanzialmente le distanze geografiche e aiuta in modo molto netto la possibilit di organizzare piccoli gruppi di ricerca internazionali con contatti quotidiani, quasi di amicizia personale molto stretta, anche se non fisica, di scambio continuo delle proprie impressioni e delle proprie indagini di ricerca. Questo cambia due aspetti: l'aspetto della diffusione dei risultati e l'aspetto della certificazione dei risultati" e dunque "il concetto della propriet intellettuale del lavoro" (Chiari M., 1997).
Un'altra caratteristica delle reti telematiche  stata quella di fornire uno strumento attraverso il quale i saperi possano essere condivisi e il contenuto di tali saperi possa essere il risultato di una molteplicit di espressioni.
Per realizzare tali obiettivi,  stato cercato di creare un linguaggio (degli standard, altrimenti chiamati protocolli) condiviso attraverso cui far dialogare le pi svariate tecnologie della comunicazione. 
A tale impresa hanno partecipato le persone degli ambiti scientifici ed istituzionali pi disparati.

Nel 1945 V. Bush scrive "As we may think" in cui viene teorizzata una macchina ipertestuale, ovvero una macchine che permettesse di creare una strutturazione ed una serie di rimandi tra le informazioni secondo percorsi molteplici, non gerarchici e non fissi. Sar uno dei primi studi che permetteranno la nascita di Internet cos come oggi la conosciamo. Poco dopo, nel 1947 viene fondata The Association for Computing Machinery (ACM) che diventer uno dei riferimenti nello sviluppo delle tecnologie informatiche. Tra gli obiettivi dell'ACM vi  quello di promuovere la circolazione e il libero scambio di informazioni tra gli specialisti e il pubblico riguardo all'informatica. Al 1948 risale il primo tentativo di creare un mezzo di comunicazione di gruppo. Fu intrapreso durante la crisi e il ponte aereo di Berlino nel tentativo di collegare apparecchi telex di una decina di paesi diversi ma, dato che ognuno cercava di comunicare simultaneamente in lingue diverse, il tentativo fall. 
Nel 1957 i russi lanciano lo Sputnik e ci provoc negli americani la necessit di creare nello stesso anno un'agenzia, l'Arpa, che concorresse con i russi nella realizzazione di un sistema di comunicazione globale. 
Gli studi sul perceptron della fine degli anni cinquanta, sono studi su reti artificiali distribuite che ispireranno gli studi di P. Baran. Baran  un dipendente della Rand Corporation che tra il 1960 e il 1962 disegner il modello di rete distribuita (in alternativa alle reti centralizzate) che a sua volta ispirer lo sviluppo del modello della rete Arpanet da cui nascer in seguito Internet. Sar inoltre un saggio del 1960 di Licklider dal titolo "Man-Machine Symbiosis" a postulare un'analisi del computer come organismo in simbiosi con l'uomo. Da tale testo e dal suo successivo "On-Line Man Computer Communication" (1962), in cui avanza l'ipotesi di un Network Galattico, trarranno in molti l'ispirazione per le ricerche che faranno nascere Arpanet.
All'inizio degli anni sessanta, la tecnologia che permetteva l'uso contemporaneo di un computer da parte di pi utenti veniva definita "time sharing". Tale tecnologia fu alla base della nascita della telematica, che veniva tra le altre cose pensata come la possibilit per pi utenti di collegarsi alle risorse remote di una macchina tramite una rete telematica e sfruttarne le risorse di calcolo. Il "time sharing"  stato importante anche per la nascita delle "comunit virtuali" in quanto gli utenti collegati simultaneamente in "time sharing" potevano anche scambiarsi materiali e comunicare tra loro in tempo reale. Non a caso alcune applicazioni come la posta elettronica nacquero proprio ad uso dello scambio durante il "time sharing".
Tale tecnologia venne elaborata grosso modo contemporaneamente presso tre gruppi di ricerca indipendenti: il MIT tra il 1961 e il 1967, la Rand Corporation tra il 1962 e il 1965 e al National Physical Laboratory in Inghilterra tra il 1964 e il 1967 (Blasi, 1999, pag.17-18).
Come si  gi detto saranno gli hacker a promuovere al MIT le tecnologie interattive, sviluppandone tutti gli aspetti che permettevano di utilizzarle per cooperare e scambiarsi materiali in rete. Lo sviluppo di tali tecnologie veniva fatto collettivamente. Ad esempio, all'inizio degli anni sessanta, quando arriva un nuovo modello di computer al MIT, il Tx-0, la sua programmazione viene realizzata collettivamente dal gruppo degli hacker, ovvero ognuno mette a disposizione le sue soluzioni. 
Nel 1962 S. Russell, hacker del MIT, programma il videogioco Space War, il primo videogioco per computer, e ne mette il codice a disposizione di tutti. Grazie a ci gli altri hacker realizzarono degli abbellimenti al programma Space war che alla fine era il risultato di un'elaborazione collettiva e venne dato gratuitamente in giro, diventando uno dei pi famosi videogame della storia.
Lo stesso spirito lo ritroveremo nella realizzazione del ben pi famoso Linux, il sistema operativo realizzato collettivamente negli anni novanta.
Originariamente il termine hacker veniva usato per definire una soluzione brillante ad un problema informatico. Ma allo stesso tempo alla base dell'etica hacker vi era la cooperazione e libert di rielaborare e migliorare i prodotti intellettuali altrui, quale nel loro caso era l'esempio del software. 
Nella seconda met degli anni sessanta l'ITS9 al MIT,  un sistema aperto che incoraggia la condivisione dei files. E' una sorta di biblioteca collettiva di programmi disponibile on-line.
Mentre nel 1965 T. Nelson nel testo "Literary Machines" conia il termine ipertesto ("per 'ipertest si intende un testo scritto non sequenziale che si dirama e fornisce opzioni al lettore, meglio se letto su di uno schermo interattivo"), nel 1967 viene realizzato il primo sistema ipertestuale, chiamato Hypertext Editing System, ponendo dunque le premesse ad un'organizzazione dei saperi globali non gerarchica e non lineare (Gubitosa, 1998).
Nel 1968 D. Engelbart elabora il NLS (oNLineSystem) che era un sistema di comunicazione a distanza attraverso l'integrazione in rete di computer "interattivi e multiaccesso". Il sistema di Engelbart faceva tra le altre cose uso di monitor e di uno strumento simile all'attuale mouse per fornire un puntatore (Blasi, 1999, pag. 23-25). 
Lo stesso anno, mentre i movimenti di tutto il mondo scendono in piazza rivendicando la necessit di abolire le strutture gerarchiche ed elitarie a favore del collettivo, nasce il Network Working Group (NWG), all'interno del quale si distingue la figura di S. Crocker. Lo scopo del NWG era quello di sviluppare i protocolli di comunicazione ed altre parti significative di quella che diventer la rete Internet. Il Network Working Group, un nucleo di hacker selezionato da un gruppo di talentuosi studenti universitari, operava sulla base del modello open-source: a chiunque era permesso di contribuire con idee, che venivano poi sviluppate collettivamente. I codici sorgente di tutte le soluzioni venivano pubblicati fin dall'inizio, di modo che gli altri potessero usarli, testarli e svilupparli. Questo modello  usato ancora oggi. La composizione e il nome di questo gruppo di hacker d'avanguardia sono cambiati molte volte nel corso del tempo. A tutt'oggi  conosciuto come Internet Engineering Task Force, e opera con l'Internet Society fondata da V. Cerf, un membro preminente del gruppo fin da quando era studente di informatica alla UCLA. Cerf ha rivestito un ruolo importante in quasi tutti i progressi tecnologici che hanno scandito l'evoluzione della Rete. Tuttavia, un aspetto  sempre rimasto immutato: Internet non ha alcun direttorio centrale che ne guidi lo sviluppo; al contrario, la sua tecnologia viene ancora sviluppata da una comunit aperta di hacker. Riflettendo su questo sviluppo, Abbate (Abbate, 1999) nota che nella progettazione di Internet pare non ci sia stata alcuna partecipazione da parte delle corporation. Cos come il suo predecessore (Arpanet), Internet  stata progettata informalmente e con pochissima grancassa da un gruppo di esperti autoselezionatisi (Himanen, 2001, pag. 136). 
Sempre nel 1968 J.C.R. Licklider scrive insieme a R. Taylor il saggio "Il computer come strumento di comunicazione". Al suo interno si legge "tra pochi anni le persone saranno in grado di comunicare pi efficacemente attraverso un computer piuttosto che faccia a faccia". Nella stesura del suo saggio Licklider aveva in mente il sistema NLS (On Line System) progettato da Engelbart lo stesso anno (Blasi, 1999, pag. 23-25). Nel saggio Licklider affronta anche il problema della disparit tra chi avr accesso alle nuove tecnologie e chi ne sar privo. Si legge al suo interno: "Anche se vengono venduti sempre pi sistemi di elaborazione interattiva ad accesso multiplo e se sempre pi gruppi prevedono di usare questi sistemi entro l'anno prossimo, per il momento esistono forse solo cinque o sei comunit di elaboratori interattivi ad accesso multiplo. (...) Per la societ, l'impatto sar pi o meno buono, principalmente a seconda di come verr risolta questa questione: <<Essere collegati sar un privilegio o un diritto?>>. Se la possibilit di sfruttare il vantaggio dell'"amplificazione dell'intelligenza" sar riservata a un'elit privilegiata della popolazione, la rete non far che esasperare le differenze tra le opportunit intellettuali. Se invece l'idea della rete dovesse risultare, come noi speravamo progettandola, un ausilio per l'istruzione, e se tutte le menti vi dovessero reagire positivamente, di certo il beneficio per il genere umano sar smisurato" (Rheingold, 1994, pag. 90-91).
Nel 1969 nasce Arpanet, finanziata dalla Advanced Research Projects Agency del Pentagono.
Secondo Himanen "si sente spesso sostenere che lo scopo di Arpanet era di costruire una rete resistente agli attacchi nucleari. Nel loro saggio 'A Brier History or the Internet', i precursori dello sviluppo della Rete (V. Cerf, B. Kahn e altri) hanno definito questa diffusa credenza una falsa diceria. Le vere origini della Rete furono pi pratiche. Il direttore del progetto, L. Roberts, un accademico che pass dal Mit ad ARPA, ide una rete come mezzo per migliorare la cooperazione tra gli informatici: <<In particolari campi disciplinari sar possibile raggiungere una massa critica di talenti, permettendo cos a persone geograficamente distanti di lavorare con efficacia interagendo in un sistema>> (Roberts, 1992, pag. 2)" (Himanen, 2001, pag. 156).
Di fatto all'inizio per i progettisti di Arpanet la rete serve in primo luogo a condividere dei computer prima ancora che a comunicare, rispecchiando i presupposti del concetto di "time sharing" (Blasi, 1999, pag. 28).
Nel 1969 Steve Crocker, del gruppo di ricerca di Leonard Kleinrock all'UCLA, scrive il "Request For Comments" (RFC) numero l, un documento nel quale si descrivono i "protocolli" di connessione tra due computer. I documenti RFC sono proposte di innovazioni tecniche, "richieste di commenti" aperte a tutti nella rete. Lo stile aperto dei RFC viene immediatamente apprezzato da tutte le universit e si crea un clima di intensa cooperazione che si riflette in quello del Network Working Group (NWG) che far costante uso degli RFC (Gubitosa, 1998).
Lo stesso anno viene progettato il Sistema Operativo Unix che sar destinato a diventare nel giro di poco tempo uno standard all'interno dei principali centri universitari e scientifici. Per molti anni la At&t non prende nemmeno in considerazione la commercializzazione di Unix, e lo cedono gratuitamente alle universit pur continuando a detenerne i diritti (Gubitosa, 1998).
All'inizio degli anni settanta venne realizzato uno dei primi sistemi di e-mail. Fu R. Tomlinson a scegliere il simbolo @ che tuttora usiamo negli indirizzi e-mail (Himanen, 2001, pag. 136).
Nel 1971 M. Hart, professore di testo elettronico all'Illinois Benedectin College, idea il Progetto accademico Gutenberg Project (http://promo.net/pg/). Il progetto offre libri gratuitamente e liberi da copyright in rete (Blasi, 1999, pag. 117).
Nel 1971 R. Stallman entra al MIT. Sar Stallman ad avviare nel 1983 il progetto GNU intorno a cui si aggregheranno gli sforzi di coloro che credono nel software libero e nella realizzazione collettiva del software. La nascita di Linux, il sistema operativo pi usato dai provider Internet, dovr molto al progetto GNU di Stallman (vedi La liberazione del software).
Nel 1972 il prototipo di Arpanet viene presentato ufficialmente ad ottobre all'International Conference on Computer Communications (ICCC) ad Washington con una dimostrazione pratica organizzata da B. Kahn. Tra le applicazioni ludiche c'era il dialogo a distanza di due computer che simulava una seduta con un computer che faceva da psicanalista grazie al software Eliza e un altro che riproduceva lo stile discorsivo di un soggetto paranoide (Parry). In realt l'unica applicazione che interessasse i ricercatori di Arpanet era l'uso della posta elettronica (Blasi, 1999, pag. 29). A quell'occasione si fa risalire il primo utilizzo della parola "Internet". In seguito a questo incontro viene costituito un gruppo di lavoro internazionale che prese il nome di INWG, International Network Working Group, con lo scopo di realizzare lo sviluppo degli standard di Internet. Il primo direttore operativo del gruppo fu Cerf. L'INWH non aveva un'autorit formale, ma in pratica svilupp e fiss i pi importanti standard di Internet.
Nel 1973 viene creato il File Transfer Protocol per scambiare file in rete. Nel 1974 il Transmission Control Protocol da V. Cerf e R. Kahn che saranno i protocolli chiave di Internet. Di fatto il TCP fu anche il risultato del RFC-793, Transmission Control Protocol, che chiedeva pareri e collaborazioni sulla relativa proposta di protocollo.
Nel 1975 nacquero i Message Service Group "SF-Lovers", "Human Nets", ed altri. Non appena entr in funzione ARPANET, la gente cominci a mandare posta elettronica, ben oltre il minimo necessario per la manutenzione della rete. Di colpo la corrispondenza divent una conversazione di gruppo, una sorta di sistemi di teleconferenze personalizzati che chiunque pu mettere su comunit virtuali "fai da te". Una delle prime mailing list fu SF-LOVERS, un elenco di ricercatori dell'ARPA che volevano partecipare a dibattiti pubblici sulla fantascienza. SF-LOVERS cominci a comparire pubblicamente in ARPANET alla fine degli anni settanta. Ci furono tentativi per sopprimerlo, perch evidentemente era al di fuori anche delle interpretazioni pi liberali del concetto di attivit di ricerca. (...) L'aspetto sociale delle reti di elaboratori trov la prima sede virtuale nell'elenco di posta elettronica HUMAN NETS, in cui si discuteva sui rapporti uomo-macchina (Rheingold, 1994, pag. 91).
Nel 1977 viene realizzato il TCP/IP e i programmatori dei Bell Laboratories distribuiscono il programma di servizio Unix-to-Unix Copy (UUCP), progettato l'anno prima. UUCP fu distribuito insieme alle versioni del sistema operativo Unix e consentiva a qualsiasi computer che eseguisse Unix di comporre automaticamente il numero e connettersi via modem con qualsiasi altro elaboratore Unix, effettuando scambi reciproci di file (Rheingold, 1994., pag. 137).
Nel 1981 nasce a Palo Alto in California il Computer Professional for Social Responsability (CPRS). Il CPRS nasce come gruppo informale di discussione di scienziati e tecnici informatici della California uniti da un'indirizzario elettronico. Si costituiscono in societ nel 1983. Il CPRS ha lavorato come lobby nei confronti sia del governo che del pubblico con uno sforzo educativo rivolto all'esterno, lanciando austeri avvertimenti contro la fiducia eccessiva e irrazionale nei sistemi informatici complessi. Il CPRS insiste nel dire che i semplici computer non dovrebbero mai venire considerati una panacea magica per i problemi sociali, etici o politici dell'umanit. I suoi membri sono particolarmente preoccupati per la stabilit, sicurezza e affidabilit dei sistemi di computer militari e soprattutto per quelli che controllano gli arsenali nucleari. In effetti il CPRS si  fatto conoscere soprattutto per i suoi continui e ben pubblicizzati attacchi alla credibilit scientifica dell'Iniziativa di Difesa Strategica (SDI o Guerre Stellari) (Sterling, 1992, pag. 246).
Nel 1983 alcuni programmatori della University of California, finanziati dall'ARPA, crearono una versione di Unix per i nuovi computer in commercio; in questa nuova versione di Unix furono inseriti i codici dei computer per comunicare con Internet, riuniti nel protocollo TCP/IP. A questo punto i computer Unix potevano non solo comunicare tramite modem relativamente lenti, ma potevano anche codificare e decodificare i pacchetti di dati che viaggiavano a velocit molto pi alte in Internet. Dato che lo sviluppo era stato promosso da finanziamenti pubblici, questa nuova versione di Unix fu distribuita al prezzo del costo di distribuzione. A met degli anni ottanta nacquero nuove aziende, come la Sun Microsystem, sovvenzionata dall'ARPA, e prosperarono all'istante perch distribuivano Unix con il software necessario per le connessioni in rete. (...) Questa "rete di reti" nata negli anni ottanta fu chiamata ARPA Internet, poi solo Internet. Pi questo nuovo strumento si dimostrava utile, pi le persone originariamente non autorizzate a usarlo volevano metterci le mani sopra. I ricercatori di informatica a cui fu negato accesso alla Rete sulla base della rigida interpretazione del concetto di "uso accettabile" da parte del Dipartimento della Difesa si rivolsero alla National Science Foundation (NSF). Quella interconnessione tra reti per gli scienziati stava diventando una preziosa risorsa intellettuale, perci l'NSF istitu CSNET, altra rete scientifica nell'ambito di Internet. (...) Dato che la tecnologia della commutazione di pacchetti e delle connessioni in rete era stata creata con sovvenzioni publiche, per le generazioni successive di reti il concetto di uso accettabile escludeva soltanto le attivit commerciali; questa situazione ha cominciato a modificarsi nel 1993, con l'inizio della privatizzazione di Internet. (...) La prima definizione di "uso accettabile" limitava la Rete ai ricercatori del DARPA (come si chiama ora l'ARPA); poi fu estesa comprendendo altri ricercatori scientifici sovvenzionati da militari e dal governo, poi fu ancora estesa alle comunit scientifiche e di studiosi, e ora [nel 1994, n.d.a.] sta per estendersi anche alla comunit commerciale (Rheingold, 1994, pag. 99).
Nel 1984 la National Science Foundation (NSF) entra in internet collegando la rete con potenti calcolatori e potenziandone le linee di trasmissione (Gubitosa, 1996, pag. 13). Viene creato il NSFNET, successivamente si collegheranno altre agenzie come la NASA, il National Institute of Health, il Department of Energy (Sterling, 1993). Il NSFNet  il consorzio che amministra l'intera rete accademica negli USA. Nel 1987 La dorsale di rete di NSFNet (il consorzio accademico USA) comincia a essere gestita in collaborazione con una societ privata, la Merit Networks, a sua volta connessa con la IBM e la MCI (Blasi, 1999, pag. 62). L'Advanced Network & Services (ANS), controllata da IBM e MCI, gestisce NSFNET dal 1987. In tal modo Merit Networks, IBM e MCI gestiscono su una propria rete privata a larga banda il network accademico USA. Nel 1991 la ANS, societ senza scopo di lucro, fond una consociata a fine di lucro, la ANS CO+RE, per vendere servizi telematici. In un articolo del dicembre 1991 sul New York Times, intitolato Denunciati favoritismi nella promozione della rete telematica nazionale, il cronista di tecnologia J. Markoff, che pubblic per primo la storia del WORM di Morris, scriveva: "Proprio a una settimana da quando il presidente Bush ha sottoscritto un decreto che istituisce la creazione di una superautostrada telematica nazionale, sono scoppiate polemiche su un eventuale vantaggio illecito che il governo avrebbe aggiudicato a una joint venture di IBM e MCI, che ha creato  e gestisce una parte fondamentale della rete". Markoff citava vari esperti e concorrenti privati che temono che l'ANS possa sfruttare la posizione di gestore della NSFNET per mettere in difficolt i concorrenti desiderosi di connettersi alla Rete (Rheingold, 1994, pag. 103).
Ci venne dunque inizialmente visto come una violazione delle regole sulla concorrenza nel fatto che una rete pubblica (finanziata con soldi pubblici) potesse competere direttamente - sulla stessa rete fisica - con concorrenti privati. A partire dal 1993-1994 la situazione viene risolta creando un sistema decentralizzato che interconnetteva le realt accademiche regionali evitando di passare dalla ANS (che in seguito sar acquistata da AOL) (Blasi, 1999, pag. 62). 
Le domande che si poneva Rheingold in relazione a tale episodio erano le seguenti: "se le organizzazioni commerciali (tra cui due delle principali aziende mondiali, IBM e AT&T) assumono la gestione della Rete dalle istitituzioni pubbliche, chi vi avr accesso e a chi sar negato? Chi decider che cosa potranno dire e fare gli utenti della Rete? Chi far da giudice in caso di disaccordo sul diritto di accesso o sul comportamento telematico? Questa tecnologia  stata sviluppata con denaro pubblico. Deve esserci un limite alle tariffe che le aziende private possono praticarci in futuro per usare una tecnologia nata e sviluppata con il denaro delle nostre tasse? (...) Quanto si dovr pagare, e che cosa bisogner accettare di dire o non dire per inserire e consultare informazioni nella rete? I prezzi determinano l'accesso. Che cosa vogliono controllare le grandi aziende che aspirano a diventare i principali appaltatori della rete del futuro? Se controllano i canali di informazione, le reti a fibre ottiche e i nodi di smistamento ad alta velocit, e sono anche in concorrenza per erogare servizi commerciali attraverso quel canale, che effetto avr tutto ci sui loro concorrenti minori? Quale potrebbe essere per loro il prezzo ragionevole dei sevizi continuativi di rete? E se questi grandi protagonisti fossero tentati di impedire ai distributori di informazioni minori di fare loro concorrenza come venditori di contenuti?" (Rheingold, 1994, pag. 103-104).
Nel 1988 viene realizzato Internet Relay Chat (IRC) il sistema che permette di fare un dialogo scritto in rete in tempo reale.
Tra il 1989 e il 1990 Tim Berners-Lee progetta il World Wide Web al CERN di Ginevra. Il Web  un sistema client/server per distribuire documenti ipertestuali. I documenti vengono codificati con uno speciale linguaggio di descrizione del testo, HTML (HyperText Mark-up Language).
Se prima un libro elettronico poteva essere scaricato dalla rete (via FTP ad esempio) ma non consultato direttamente, il Web permette ora una lettura on line (Blasi, 1999, pag. 71-72).
Le tecnologie basate sulla microelettronica sono anche caratterizzate dalla loro capacit di ricombinare informazioni in ogni maniera possibile. Questo  ci che Castells chiama "ipertesto" (seguendo la tradizione che va da Ted Nelson a Tim Berners-Lee) e che la gente chiama World Wide Web. Il vero valore di Internet sta nella sua capacit di collegare ogni cosa a partire da ogni punto e di ricombinarla insieme. Ci sar ancora pi esplicito quando il progetto originario di World Wide Web di Berners-Lee verr ripristinato nelle sue due funzioni, sia come browser sia come editor, invece di essere soltanto un browser/provider di informazioni collegato a un sistema di posta elettronica. Mentre lo Xanadu di Nelson era chiaramente un'utopia visionaria, il potenziale reale di Internet, cos come lo vedeva Nelson, sta nella ricombinazione di tutta l'informazione e di tutta la comunicazione esistente sulla base di scopi specifici decisi in tempo reale da ciascun utente/produttore dell'ipertesto. La ricombinazione  fonte di innovazione (Castells, 2001, pag. 122).
Dice Berners-Lee: "il Web  una creazione sociale pi che tecnica. L'ho progettato per un effetto sociale -aiutare la gente a lavorare insieme- e non come un giocattolo tecnico. Lo scopo finale del Web  quello di sostenere e migliorare la nostra vita in rete nel mondo" (Himanen, 2001, pag. 136).
Dal punto di vista storico, il concetto di ipertesto sembra emergere da tre linee di ricerca differenti. Per Bush il problema principale  la crescita dei dati (records) di cui gli operatori devono tenere conto. Per Nelson il problema fondamentale  il modo in cui il sistema editoriale pu venire riformato dalle nuove tecnologie dell'informazione. Per figure come D. Engelbart e Tim Berners-Lee il tema centrale  quello degli strumenti di collaborazione e coordinamento di gruppi di lavoro (Blasi, 1999, pag. 69).
Nel 1992 viene fondata ISOC, Internet Society, una organizzazione internazionale non governativa che ha come obiettivo la definizione e l'evoluzione degli standard Internet, la raccolta di documenti sulla storia della rete e il coordinamento delle attivit internazionali per facilitare lo sviluppo e la diffusione dell'Internet in tutti i paesi del mondo (Gubitosa, 1998). Per combattere la logica del networking esclusivo, alcuni hacker difendono l'obiettivo di un networking inclusivo. A questo proposito opera l'istituzione hacker collocata al cuore dello sviluppo della Rete, l'Internet Society. La sua etica si riassume in questo principio: "Nessuna discriminazione nell'uso di Internet sulla base di razza, colore, genere (sessuale), linguaggio, religione, opinioni politiche o di altro tipo, origini nazionali o sociali, propriet, censo o altre condizioni sociali". L'Internet Society sostiene la diffusione della Rete e l'insegnamento delle competenze del network a tutti coloro che sono stati tagliati fuori dallo sviluppo, dalle imprese e dai governi (Himanen, 2001, pag. 100).
Nel 1994 T. Berners-Lee fonda il W3C (World Wide Web Consortium) un'organizzazione no-profit per l'elaborazione di protocolli comuni rivolti al miglioramento del web che vede la partecipazione attiva di programmatori di tutte le case software coinvolte nel mercato del web per introdurre e imporre standard de facto. Il risultato  un'innovazione continua degli standard base del sistema (Blasi, 1999., pag. 77).

1.3. Le Utopie Californiane

Le utopie californiane degli anni sessanta hanno avuto una forte influenza su un differente approccio alle nuove tecnologie della comunicazione.
Da una parte vi  stata una forte spinta verso l'idea di coevoluzione, ovvero di un'evoluzione comunitaria frutto di uno scambio cooperativo e mutuale tra le parti sociali. Il modello comunitario veniva proposto in alternativa a quello di societ secondo approcci tra loro molto differenti. Ad un'idea di vita comunitaria non contaminata dalle nuove tecnologie, con il passare degli anni si aggiungeva una scelta di vita comunitaria virtuale realizzata attraverso le nuove tecnologie (vedi"Fare comunit" nel capitolo 1). 
Dall'altra parte il movimento della psichedelia nato negli anni sessanta a San Francisco cercava di indagare sui meccanismi del linguaggio e della mente umana per espanderne i limiti o farne recuperare potenzialit inespresse. Anche in questo caso ad un metodo basato su processi naturali (in particolare le droghe) si aggiungeva la possibilit di usare le nuove tecnologie informatiche per produrre stati alterati della coscienza. In particolare nella psichedelia erano fortemente valorizzati gli aspetti creativi e artistici. Nella letteratura, nella musica, nel disegno, cos come in molte altre forme artistiche furono sperimentati nuovi linguaggi creativi, producendo un forte interesse del settore artistico verso tale area. Nel momento in cui tali sperimentazioni saranno successivamente realizzate tramite computer, l'aspetto creativo funger da forte catalizzatore intorno a una tecnologia, quella informatica, verso cui vi era una forte diffidenza. 
In entrambe i casi l'approccio verso il computer era quello di usarlo come strumento di liberazione sia individuale che collettivo.
Libert, cooperazione e creativit sono stati dunque alcuni degli ingredienti alla base di un percorso che ha visto spesso ruotare molte delle sue tappe principali intorno a determinati personaggi, gruppi, riviste, comunit virtuali, associazioni, ecc..

Un filo di continuit collega, ad esempio, le attivit di S. Brand. 
Negli anni sessanta fonda la Point Foundation, dalla quale successivamente saranno realizzati il Whole Earth Catalog, il CoEvolution Quarterly (1974), il Whole Earth Software Catalog (1984) e The Well (Whole Heart 'Lectronic Link) (1985). 
Il Whole Earth Catalog fu un punto di riferimento negli anni sessanta ed inizio settanta sulla vita in comunit, l'ambiente e il ritorno alla terra. La sua evoluzione elettronica negli anni ottanta dette luogo a The Well, una delle prime e pi grosse comunit virtuali. The WELL  il BBS della california post-hippy, all'interno del quale si muoveranno numerosi attivisti per la difesa dei diritti civili e della libert di espressione nel cyberspazio, come Mitch Kapor (Fondatore della Lotus Corporation) e John Perry Barlow (paroliere dei Grateful Dead), futuri fondatori dell'Electronic Frontier Foundation (Gubitosa, 1998).
Nel 1987 S. Brand scrive "uno pu prevedere un nuovo principio di comunicazione tanto fondamentale quanto lo  quello della libert di parola e di stampa. Esso riguarda il diritto alla riservatezza, che deve invece trovare una nuova giustificazione in un mondo ricco di comunicazioni, altrimenti l'individualit e i mutamenti diminuiranno. Esso vorrebbe essere il diritto di accesso. Tu puoi scegliere di non raggiungere chiunque, o di essere raggiungibile da chiunque, ma la connessione dovrebbe essere possibile. Come ha fatto notare Pool, questo richiederebbe una <<connettivit universale, informazione indicizzata, standard condivisi, e un diritto legale di interconnessione>>" (Tozzi, 1992).
Un'altro forte attrattore  stato "Computer Lib/Dream Machine" di T. Nelson del 1974, un libro autoprodotto in cui tra le altre cose si legge "il potere dei computer al popolo!" una sorta di parola d'ordine che si  tramandata di generazione in generazione e che era frutto degli slogan del movimento negli anni sessanta.
Nel 1984 T. Leary, guru della psichedelia negli anni sessanta, scrive "Personal computers, personal freedom" in cui invoca il "potere al popolo" nell'idea di D.I.Y. (Do It Yourself, Fai-da-Te) applicata alle nuove tecnologie personali. Quindi descrive la mutazione antropologica conseguente al passaggio dalla stampa (Personal Book) alle reti telematiche (Personal Computer in rete) ed al conseguente divario tra chi ha e chi non ha accesso a tali tecnologie. "La parola d'ordine  ovviamente 'interazione'. (...) Se vogliamo restare liberi dobbiamo far s che il diritto di possedere elaboratori di dati digitali diventi inalienabile quanto la libert di parola e di stampa garantiti dalla Costituzione" (Leary, 1984, pag. 41). 
Sempre T. Leary intorno alla met degli anni ottanta crea una societ, Futique, e crea un videogioco controculturale: Mind Mirror. Nel 1986 in un articolo di C. Johnston sul The Village Voice (New York) si afferma che T. Leary "sta scommettendo sul fatto che c' la possibilit di uno spazio per una controcultura computeristica". Intervistato Leary dice "i computers sono la cosa pi sovversiva che abbia mai fatto" (Scelsi, 1990, pag. 174). Intorno a T. Leary si forma il fenomeno del Cyber Psichedelico, traendo spinta anche dalla rivista Enciclopedia Psichedelica (1987) di F. Clarke. Il fenomeno da luogo a un nuovo soggetto pacifista a met tra lo hippy e la tecnologia definito "zippie". 
La rivista  l'organo ufficiale degli Zippies, che nelle intenzioni degli autori dovrebbe pubblicare 100 volumi entro l'anno 2000. Lo Zippy  l'hippy del '90, pagano, tecnologico, eco-liberazionista, che combina l'idealismo di tipo socialista con l'affermazione individuale, che sa dominare le droghe. Insomma un soggetto che sa equilibrare la dimensione materialistica con quella spirituale, che comprende quindi che la tecnologia non  da rifiutare, come facevano gli hippies degli anni '60, ma da considerare come possibilit reale di progresso per la gente, chiaramente se gestita direttamente dalla gente stessa (Scelsi, 1990, pag. 177).
Intorno al  1987 T. Leary realizza il videogioco Neuromancer versione dell'omonimo romanzo di Gibson. Nel 1988 T. Leary scrive "The next twenty years" in cui si legge: "Cibernetica (gestione del cervello sinistro). Cartografare e colonizzare i data-mondi digitali esistenti dall'altra parte dello schermo. Uso interpersonale del computer. Intervideazione con altri. Costruzione di info-strutture comuni. Protezione dei ciber-spazi dall'invasione e dallo sfruttamento da parte di altri. Psibernetica (gestione del cervello destro). Cartografare e colonizzare la prossima frontiera -il proprio cervello. Costruire info-ambienti nel proprio neuromondo, collegare il proprio neurospazio con quello altrui. Marketing, leasing e condivisione della propria potenza cerebrale con altri. Proteggere il proprio cervello dall'invasione e dallo sfruttamento esterno" (Leary, 1994, pag. 83).
Un misto di psichedelia e realt virtuali lo ritroveremo inoltre attraverso la mediazione della rivista Mondo 2000 (che all'inizio si chiamava Reality Hacker) il cui primo numero esce nel 1988 (Rushkoff, 1994, pag. 294). Nel 1994 esce la raccolta di saggi di T. Leary "Caos e cibercultura" (Leary, 1994).

Un personaggio che incrocia le attivit di S. Brand  H. Rheingold. Collaboratore di The Well, Rheingold nel 1989 scrive il saggio "Nuovi strumenti per il pensiero: le tecnologie per l'estensione della mente e le comunit virtuali" (Rheingold, 1989) in cui, citando in parte Licklider, scrive "saranno comunit senza un luogo comune, ma con un interesse comune. (...) La tua et, sesso, razza, aspetto, e altre caratteristiche che sono ovvie quando sei presente fisicamente, semplicemente non saranno percepibili in una conferenza tramite computer. Come conseguenza, le tue parole determineranno la tua identit nella mente di chi le legge. Ci che tu dici, come lo dici, e le condizioni in cui tendi a dire qualcosa saranno tutto quello che si sapr di te. Tu puoi costruirti una nuova identit per ogni BBS. Puoi perfino usare un nome differente; contributi da pseudonimi nacquero contemporaneamente al mezzo e non sono mai veramente spariti (...) La differenza tra questo modo di organizzare la comunicazione e la posta regolare o i network telefonici  che nel network telefonico devi sapere chi stai cercando per chiamarlo, e devi ottenere il loro numero telefonico prima di poter mandare il messaggio dall'altra parte, e se scrivi una lettera devi mettere un indirizzo sulla busta prima di spedirla, mentre nelle conferenze tramite computer <<il contenuto del messaggio  l'indirizzo>> (...) Rendendo il messaggio l'indirizzo, le BBS fanno diventare centro della discussione l'argomento, piuttosto che l'identit dei conversanti (soddisfacendo in tal modo i pronostici di Licklider e Taylor riguardo a comunit tenute insieme solamente dagli interessi comuni). Esse creano una specie di spazio virtuale sociale -una serie di messaggi che  destinata a ottenere una risposta da persone sconosciute, ora e nel futuro, la cui sola caratteristica comune sia un interesse condiviso su un argomento specifico" (Tozzi, 1992).

Nel 1993 Rheingold pubblica il libro "Comunit virtuali" che diventa un punto di riferimento rispetto a tale argomento. Nel libro Rehingold afferma: "La concezione di una rete mondiale di comunicazioni progettata dai cittadini  una versione dell'utopia tecnologica che potremmo chiamare "agor elettronica". Ai primordi della democrazia, ad Atene, l'agor era il mercato e il luogo in cui i cittadini si incontravano per parlare, spettegolare, discutere, giudicarsi esaminare i punti deboli delle ideologie discutendone insieme. Ma ben altro tipo di panorama uscirebbe dall'uso della rete nel modo sbagliato, il panorama tenebroso di un luogo meno utopistico, il Panopticon. (...) Il critico sociale contemporaneo Michael Foucault, in Sorvegliare e punire, ha affermato che l'apparato della rete mondiale di comunicazioni costituisce una sorta di Panopticon sotto mentite spoglie; ogni cittadino del mondo si porta in casa (...) le orecchie dello Stato che origliano. Gli stessi cavi che portano le informazioni in casa nostra sono tecnicamente in grado di portarle fuori, trasmettendole all'istante a eventuali interessati. (...) Man mano che i nostri dati personali e il nostro comportamento privato si trasferiscono nel ciberspazio, il potenziale abuso totalitario di questo tessuto informativo diventa pi importante (...) Chi crede con entusiasmo nel potenziale umanitario delle comunit virtuali, in particolare i fautori della democrazia elettronica, deve prendere in considerazione anche i risvolti negativi di questi mezzi di comunicazione." (...) Tre sono i principali filoni di critica della potenzialit democratica della telematica. Il primo, storico-mediologico, si basa sulla mercificazione della sfera pubblica: la trasformazione dello spazio dei mass media in spazio pubblicitario. Il secondo, la critica basata sul modello del Panopticon, punta sul potenziale impiego delle reti interattive come arma a doppio taglio: per sorvegliare, controllare e disinformare gli utenti. (...) La terza critica  quella della scuola iperrealista, che sostiene che le tecnologie informative hanno gi trasformato la realt in una simulazione elettronica. Viviamo in un'iperrealt attentamente costruita per scimmiottare il mondo reale e cavare soldi dalle tasche dei consumatori" (Rheingold, 1994, pag. 319-20).
Un altro dei collaboratori di The Well, K. Kelly, sar l'editore della rivista Wired, il cui primo numero esce nel 1993. La rivista sar uno degli amplificatori nel mondo di quell'area di pensiero californiana.
Sar J. P. Barlow, paroliere dei Greatfull Dead (uno dei gruppi pi famosi della musica psichedelica californiana), insieme a M. Kapor a fondare nel 1990 l'Electronic Frontier Foundation (E.F.F.) "un'organizzazione no profit e non faziosa che lavora nel pubblico interesse per proteggere le libert civili fondamentali, comprese la privacy e la libert di espressione, nell'arena dei computer e di internet" (Electronic Frontier Foundation, "About EFF", disponibile in rete.). L'EFF nasce come conseguenza di quella che B. Sterling definir successivamente come l'Hacker Crackdown del 1990, ovvero un'operazione di polizia (denominata in codice Sun Devil) che ha il chiaro presupposto di criminalizzare e ostacolare l'area degli hacker e del movimento cyberpunk (Vedi Controllo e Repressione). 
Nel 1990 Il manifesto della EFF, "Delitto e confusione", scritto in fretta e furia da Barlow annuncia di voler fondare un'organizzazione politica per raccogliere e distribuire fondi per attivit educative, gruppi d'interesse e di supporto legale nelle aree connesse alle attivit digitali e all'applicazione della Costituzione del Cyberspazio. (Sterling, 1992, pag. 203-204) "L'EFF finanzier e sosterr azioni legali per dimostrare che i servizi segreti hanno limitato il diritto di pubblicazione e di parola, hanno sequestrato indebitamente macchine e dati, usato la forza in modo indebito e si sono comportati in modo arbitrario, repressivo e incostituzionale" dichiar Barlow (Rheingold, 1994, pag. 297). 
Nel 1990 S. Wozniak annuncia immediatamente che avrebbe raddoppiato qualunque finanziamento offerto da Kapor alla fondazione EFF. J. Gilmore uno dei pionieri della Microsystems aderisce sia finanziariamente che personalmente. In un secondo incontro aderiscono a San Francisco altri personaggi all'EFF: S. Brand, J. Lanier (il guru delle realt virtuali), C. Blanchard e il capitalista N. Goldhaber. Nel 1990 Kapor diviene il presidente della EFF e su The Well viene aperta un'area di conferenza dell'EFF, e The Well stesso viene dichiarata sede dell'EFF (Sterling, 1992, pag. 203-204 e 297).
Sempre nel 1990 J. P. Barlow scrive "Crime and Puzzlement" (Barlow, 1990) un testo che era il risultato di una lunga discussione in rete sui diritti telematici. Il testo riflette sul fatto che le leggi usate contro i crackers non sono adeguate ai media digitali e che c' un'ambiguit su cosa possono realmente essere i crimini attribuiti ai crackers: come si pu discutere di una propriet che non ha una forma fisica e pu essere riprodotta infinitamente? Il copiare un file di testo digitale non priva il suo proprietario di alcunch. Il cyberspazio non pu essere considerato una propriet privata, i suoi confini di propriet sono difficilmente circoscrivibili e dunque l'accesso non autorizzato al suo interno non pu essere visto in modo eticamente equivalente. Inoltre la conoscenza deve essere di tutti e non pu essere propriet di un singolo. L'uso di un canale di accesso inutilizzato non pu essere visto come un'infrazione.
Nel 1991 l'EFF apre un nodo in internet: eff.org ed inizia pubblicare il trimestrale EFFector e la rivista on line EFFector Online, oltre a prosperare su The Well.
Nel 1991 P. Samuelson, una delle legali dell'EFF, scrive "I media digitali e la legge" (Samuelson, 1994a, pag. 82). Nel saggio viene illustrato il motivo per cui  necessario cambiare la concezione del diritto relativo alla propriet intellettuale in conseguenza alla rivoluzione digitale.
A settembre del 1991 viene dichiarato concluso con assoluzione il processo contro Neidorf (vedi Controllo e Repressione). In occasione del processo sempre la P. Samuelson, scrive "L'informazione  propriet?" (Samuelson, 1994b, pag. 132) in cui viene illustrato il problema dell'informazione dal punto di vista legale. L'esito di questo processo fa diventare l'EFF, che ne aveva sostenuto la difesa sia attraverso finanziamenti che attraverso una campagna d'informazione, un riferimento autorevole sul tema dei diritti civili digitali. Secondo le parole di EFFector, l'EFF ha portato avanti un'offensiva di stampa che ha influenzato il clima intellettuale sulle reti di computer e ha cominciato a invertire la direzione della corsa verso l'"isteria hacker" che stava cominciando ad attanagliare la nazione (Sterling, 1992, pag. 235).
Nel 1991 L'EFF finanzia la tavola rotonda organizzata dal CPSR (i Professionisti Informatici per la Responsabilit Sociale nata nel 1981) "Public Policy Roundtable" a Washington. Sempre nel 1991 in seguito all'operazione Sun Devil si tiene a marzo la prima edizione di quello che diventer un appuntamento annuale in cui si riuniranno le varie anime della telematica americana sia underground che istituzionale: "Computers, freedom and privacy".
J. Gilmore della Microsystem e della EFF nel suo intervento afferma: "I computer sono l'estensione della nostra mente. Li abbiamo costruiti in modo che un pensiero scritto al loro interno sia da considerare privato come se fosse nella nostra mente. La crittazione pu risolvere questo problema." In un'altra sua frase afferma: "Il software della Rete interpreta gli interventi della censura alla stregua di guasti tecnici, e cerca subito un percorso alternativo".
A febbraio del 1996 J. Perry Barlow scrive nella "Dichiarazione d'indipendenza del cyberspazio": "Abbiamo il dovere di dichiarare le nostre identit virtuali immuni al vostro potere, anche se dovessimo continuare a rispettare le vostre leggi con i nostri corpi. Ci sparpaglieremo su tutto il pianeta in modo che nessuno possa arrestare il nostro pensiero. Noi creeremo la civilt della Mente nel cyberspazio. Che possa essere pi umana e giusta del mondo fatto dai nostri governi" (Gubitosa, 1999, pag. 9).
Nel 1997 l'E.F.F. contribuisce al capovolgimento del Communication Decency Act approvato dal Congresso degli Stati Uniti, che proponeva una sorta di autorit per la censura su internet. Prima che il Communication Decency Act (approvato dal Congresso degli Stati Uniti nel 1997 e che proponeva di creare una sorta di autorit per la censura in Internet) venisse cambiato, l'E.F.F., attraverso Gilmore, aveva costruito il DES Cracker, che era in grado di penetrare la cosiddetta "protezione DES" usata nella crittazione di certe transazioni bancarie e per le trasmissioni di e-mail in rete. Lo scopo era quello di dimostrare che i metodi di crittazione leciti negli Stati Uniti non erano in grado di proteggere la privacy. Il progetto viene descritto in Electronic Frontier Foundation,  "Cracking DES: Secrets of Encryption Research, Wiretap Politics, and Chip Design", Electronic Frontier Foundation, S. Francisco, 1998 (Himanen, 2001, pag. 73).
Gli Electroyippies sono attualmente tra i principali gruppi di hacktivism internazionale (www.fraw.org.uk/ehippies/).

In Italia le utopie californiane sono state hanno ispirato sia l'area del gruppo Decoder di Milano (vedi I Movimenti) che l'area che ruota intorno alle esperienza di F. Berardi "Bifo" e F. Bolelli. Mentre i primi ne fanno una rivisitazione in chiave pi attivista, riuscendo a collegarsi al movimento internazionale hacker e cyberpunk, i secondi ne sottolineano gli aspetti pi cognitivi e collegati agli stati di alterazione e liberazione della coscienza.
Nel 1990 Bifo pubblica per A/traverso il libro "Cyberpunk - Mitologie neuromantiche. Movimento comportamentale. Allucinazione telematica.". Nel 1990 F. Berardi "Bifo" scrive "Piu' cyber che punk" su A/Traverso n.5 di novembre. A febbraio del 1990 con il n. 0 della rivista "Ario" ed una conferenza all'Accademia di Brera parte il "Progetto Ario" in cui  nel testo di Bolelli, Berardi e Monti tra le altre cose si legge "proponiamo di dar vita a una biblioteca universale telematica dei saperi e dei mondi possibili". Nel 1990 esce il libretto "Una poetica ariosa" a cura del Progetto Ario. A primavera del 1991 esce il n.1 della rivista "Ario" dal titolo "Dalla Psichedelia alla Telematica verso la Telepatica". A febbraio 1991 mostra dei Giovanotti Mondani Meccanici (GMM) dal titolo "Vovomaya in infotown". I GMM, i cui fondatori sono A. Glessi e A. Zingoni, sono gli autori del primo fumetto realizzato al computer con un Apple II, pubblicato per Frigidaire nel 1984. Nel 1991 i GMM realizzano dei video che loro definiscono talvolta Hacker Test e in altri casi Mandala in quanto dovrebbero essere in grado secondo gli autori di produrre degli effetti subliminali sulla mente del pubblico. A giugno del 1991 installazione al Museo Pecci di Prato dei GMM "Tecnomaya in infotown. GMM hacker test" che consiste in una serie di installazioni che mostrano dei video collegati all'esperienze di telepatica. A giugno 1994 convegno "Cibernauti. Tecnologia, comunicazione, democrazia" a Bologna a cura di F. Berardi "Bifo" dai cui atti saranno pubblicati 4 libri: "Elementi di Psiconautica" (1994), "Ciberfilosofia" (1995), "Navigazione e reti" (1995) e "Comunicazione e democrazia" (1995). Nel 1994 F. Berardi "Bifo" scrive "Mutazione e cyberpunk. Immaginario e tecnologia negli scenari di fine millennio". A marzo 1999 esce "Gino the Chicken. Le mirabolanti avventure del primo pollo perso nella rete" di A. Zingoni (Zingoni, 1999). Gino the Chicken  un personaggio virtuale che esterna deliri filosofici sulla telematica. Nato nel 1996 come video, dal 1998 ha trovato posto in un suo sito web nella rete su cui dal 1999 ha iniziato ad avere una sorta di uscita settimanale in cui il pollo  il protagonista di un TG satirico all'interno di una sorta di web TV.

1.4. I Movimenti

Alla base dell'hacktivism vi sono i movimenti.
Movimenti sociali, politici, controculturali, underground, artistici, di pensiero, ecc., ma sempre movimenti. Flussi spontanei di pratiche, comportamenti, modi di pensare, ecc., che hanno una capacit di contaminare ed innescare innovazioni e processi sociali molto superiore a qualsiasi medium e mezzo tecnologico.
Alla base dei movimenti vi sono le persone, individui liberi che si esprimono riconoscendosi in ideali, comportamenti ed esperienze simili.
Una moltitudine di diversit,una molteplicit di improvvisazioni che si ritrovano in coro, sono allo stesso tempo la negazione di tutto quanto appena detto.

Anarchici per natura, scettici per tradizione10, i movimenti sono essenzialmente LIBERI.
Sono una ragnatela tridimensionale di intrecci sociali tra le pi disparate classi, gruppi, individui.
E' stupido cercare di darne una definizione. Ci si riconosce a pelle.

Senza voler rischiare oltre sulla soglia della definizione di movimento, per comodit divulgativa e dunque in relazione all'area dell'hacktivism in questo paragrafo distinguiamo alcune differenti aree di movimento che hanno usato la telematica con un'attitudine specificatamente attivista mirata al miglioramento dello stato delle cose. 
Dell'attivismo in questo caso si descrive quella parte disposta a "sporcarsi le mani". Coloro che sono disposti a rischiare la propri libert con azioni al confine o oltre la legalit. Coloro che sono disposti o semplicemente a rovinarsi una carriera o a rischiare la galera o nel caso estremo a mettere in gioco la propria incolumit fisica, pur di perseguire un ideale di liberazione sociale.
Se dunque in certi casi il risultato ottenuto  analogo a quello ottenuto attraverso pratiche legali, istituzionali o come definirebbe qualcuno "normali", talvolta succede che solo attraverso l'esistenza di queste pratiche di movimento si ottengono risultati altrimenti irraggiungibili.
C' nelle pratiche descritte in questo paragrafo una dose di incoscienza, purezza, idealismo, imprevedibilit, spontaneit, ecc., che le rende fortemente seducenti ed in grado di innescare processi di attrazione sociale difficilmente ostacolabili dalle strutture al potere.
Le aree con cui organizziamo questo paragrafo sono: le comunit virtuali di base, il phreaking, la liberazione del software, l'hackeraggio sociale e il cyberpunk, il cypherpunk, l'underground telematico, l'EZLN e il movimento di Seattle.
Secondo alcuni intellettuali l'origine dei movimenti controculturali digitali va trovata nei movimenti degli anni '60. In particolare E. "Gomma" Guarneri del gruppo Decoder vede nel Free Speech Movement (FSM) un elemento di svolta per la costruzione di un movimento di difesa dei diritti sociali che sar alla base delle lotte successive per la difesa dei diritti digitali. Il Free Speech Movement di Berkeley fu "uno dei grandi laboratori dell'innovazione politica che stette alla base delle lotte per i diritti civili negli USA e dell'intero '68. Quel movimento era nato in maniera estremamente semplice presso l'Universit di California, come reazione all'introduzione di un regolamento molto rigido che negava alle associazioni studentesche di poter diffondere le proprie idee all'interno del campus. Alcuni studenti decisero di creare una sorta di fronte comune tra le diverse associazioni, di destra e di sinistra, per contestare la decisione accademica e lanciare una lotta per la "libert di parola" (free speech). Tra sospensioni di studenti, numerosi sit-in e sleep-in intorno alle auto della polizia con all'interno dimostranti fermati, con una tattica d'azione diretta pacifica, (...) nel giro di tre settimane il Free Speech si trasforma in un movimento di grandi dimensioni. Il nucleo originario del Free Speech, antiideologico per scelta, aveva solo tentato di affermare il principio, sancito dal Primo Emendamento della Costituzione Americana, del diritto alla libert d'espressione" (Guarneri, 1999a, pag.60-61).
Se nascono movimenti come il FSM  perch ci sono situazioni internazionali in cui il diritto viene calpestato da chi  pi potente. Situazioni in cui l'appellarsi alla giustizia civile e democratica non produce alcun esito positivo. E' il caso, ad esempio, di ci che avvenne quando la Corte Internazionale di Giustizia "condann l'uso illegale della forza da parte degli Stati Uniti (che avevano minato i porti del Nicaragua) e ingiunse a Wahington di porre fine al crimine, senza dimenticare di pagare danni e interessi rilevanti. Gli Stati Uniti replicarono che non si sarebbero piegati a tale giudizio e che non avrebbero pi riconosciuto la giurisdizione della Corte" (Chomsky, 2001, pag. 1).  Un altro esempio  quello dell'attivit dell'Unesco che tra la met degli anni settanta e la met degli anni ottanta  diventer un forum per le richieste del Sud del mondo riguardo alla "decolonizzazione dell'informazione" e di come a queste richieste gli Stati Uniti risponderanno nel 1985 ritirandosi dall'Unesco (Roach, 1993, pag. 24-29; vedi anche BBS, Pacifisti, Telematica di base, Community Network e Hobbyst). E' il caso dei palestinesi che aspettano ancora il rispetto di una risoluzione dell'ONU che prevede il ritiro degli Israeliani dai territori occupati. Questi e molti altri esempi sono la dimostrazione di come la potenza economica e militare venga spesso trasformata in terrorismo di Stato per calpestare i diritti umani11. Sono esempi di situazioni la cui risposta sul piano del diritto non ha efficacia.
A un analogo stato di ingiustizia nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie dell'informazione, ma in generale in ogni settore sociale, rispondono dunque quei movimenti che non volendo sporcarsi le mani di sangue sono per disposti a scendere in piazza per difendere i propri diritti, realizzare operazioni extra legali che hanno il fine di svelare i soprusi e le menzogne, o ancora restituire alla gente ci che  un loro diritto e che viene invece negato attraverso politiche inique ed ipocrite. Sono dunque atti extra legali non fatti per soddisfare interessi privati (qual' la linea comune dei potenti che governano il mondo), ma per il bene dell'umanit. Atti illegali, ma pacifici. Sia chiaro cio che l'illegalit di cui si parla non provoca sangue, non crea guerre e non comporta distruzioni. Si parla di finalit di riappropriazione e redistribuzione equilibrata delle risorse.
Spesso c' un forte interesse verso la parte di ricerca tecnica legata alle nuove tecnologie della comunicazione ed una forte passione verso un suo continuo miglioramento. Un miglioramento inteso non sempre sul piano qualitativo, quanto di ottimizzazione delle prestazioni di tecnologie volutamente povere per garantirne la massima diffusione (il caso, ad esempio, degli algoritmi di compressione per rendere pi veloce la trasmissione in rete). Ci non deve per avvallare lo stereotipo legato alla figura degli hacker: dopo l'abbinamento hacker=criminale, ora sembra si voglia far passare la linea hacker=smanettone. Tale linea sembra voler creare un'elit di adepti di una congrega di specialisti in competenze legate alla sicurezza dei sistemi telematici. Una sorta di setta segreta a cui si accede solo dimostrando di avere competenze tecniche particolarmente approfondite. Di fatto hacker  un termine la cui definizione non pu essere applicata a un caso singolo, in quanto hacker si  all'interno di una collettivit. Una moltitudine talmente variegata che al suo interno  in grado di contenere figure specializzate non solo nel campo tecnico, ma anche in quello politico, artistico, filosofico, psicologico, sociologico, mediologico, giuridico, umanitario, ecc., ed ognuna di queste persone diventa, nel gruppo, un hacker. 
Questa attitudine comunitaria  una delle principali forze dei movimenti e in particolare dei movimenti hacker. L'hacktivism  un organismo collettivo molto delicato e debole, il cui battito di ali in un luogo pu avere effetti prorompenti sulla societ civile globale.

Le Prime Comunit Virtuali di Base

La possibilit di creare aggregazioni tra una moltitudine di soggetti all'interno di comunit virtuali di base  dunque stato un ingrediente essenziale per la nascita dell'hacktivism.
Senza le prime lotte, ricerche, "sbattimenti" e felici riunioni negli anni settanta, non si sarebbe sviluppata non solo certa tecnologia, ma soprattutto una certa attitudine a pensare le comunit virtuali come il luogo per "diffondere la tecnologia e i saperi al popolo".

Ted nelson

All'inizio degli anni Sessanta T. Nelson inizia a realizzare il progetto Memex di V. Bush. Nel 1965 T. Nelson definisce il suo progetto "ipertesto" nel testo "Literary Machines" in cui dichiara "che per 'ipertesto' si intende un testo scritto in maniera non sequenziale che si dirama e fornisce opzioni al lettore, meglio se letto su di uno schermo interattivo." All'inizio degli anni settanta T. Nelson  uno dei partecipanti delle riunioni della rivista People Computer Company e nel 1974 pubblica Computer Lib/Dream Machine, un libro autoprodotto in cui tra le altre cose si legge: "il potere dei computer al popolo!".
Da ideatore del progetto di lettura e scrittura ipertestuale dei saperi Nelson negli anni settanta giunger ad essere uno degli attivisti che cercheranno di realizzare quei modelli comunitari che negli anni sessanta rimanevano utopie o semplici progetti.
Nel 1981 T. Nelson progetta Xanadu. Xanadu, prevede una base dati di tutta la letteratura mondiale, comprendente qualsiasi cosa venga scritta da chiunque. I lettori sarebbero in grado di accedere ai documenti e il sistema addebiterebbe automaticamente ai richiedenti una piccola quantit di denaro accreditandola all'autore. Xanadu  il pi vecchio progetto software del mondo che non abbia ancora generato un prodotto a disposizione del pubblico.

La People's Computer Company e Bob Albrecht

Dal 1972 un'organizzazione cercava di mettere i computer a disposizione delle persone; era la People's Computer Company (PCC) di Bob Albrecht.
Bob Albrecht aveva partecipato alla Midpeninsula Free University che era a san Francisco un'incarnazione dell'attitudine al fai-da-te con persone come T. Leary, McCarthy, ....
Inoltre Albrecht era stato coinvolto nel Dipartimento per l'Educazione Informatica mandato avanti da una fondazione senza scopo di lucro chiamata Portola Institute che avrebbe dato vita in seguito al Whole Earth Catalogue.
La People's Computer Company (che malgrado il nome non era un'impresa commerciale ma piuttosto un'organizzazione no profit), aveva legami con altre diramazioni della controcultura degli anni sessanta e ne sosteneva il principio generale del Power to the People (i movimenti in difesa della libert di parola, dell'ambiente e degli animali e per il progresso della condizione delle donne e degli omosessuali avevano un forte seguito nella Bay Area). 
Il fondatore della PCC, Bob Albrecht, promosse l'uso del computer nella lotta contro i poteri burocratici dell'epoca. Sulla copertina del primo numero della rivista People's Computer Company (ottobre 1972) si afferma esplicitamente la necessit di usare i computer per liberare le persone mentre gli articoli fornivano una chiara descrizione della computer revolution. C'era scritto: "I computer perlopi vengono usati contro le persone, invece che a loro favore. Usati per controllarle invece di LIBERARLE.  il momento di cambiare tutto ci -abbiamo bisogno di una People's Computer Company" (Levy S., 1996a, p. 172). 
In quel periodo Albrecht  citato nella Saturday Review mentre afferma che "vuole creare Computer Center di quartiere che siano accessibili a tutti".
In seguito, Albrecht si trasfer dal gruppo della Pcc all'Homebrew Computer Group a cui partecipa fin dalla riunione iniziale nel 1975.

Il Collettivo Resource One e il Community Memory Project

Nel 1971 L. Felsenstein prende un computer e conosce quelli del Collettivo Resource One di San Francisco che "credevano che gli strumenti tecnologici potessero diventare strumenti di cambiamento sociale una volta che fossero controllati dal popolo". L. Felsenstein va ad abitare nella stanza dove viene tenuto il computer XDS-940 che il gruppo Resource One si fa dare e che  destinato a raccogliere elenchi di indirizzi alternativi per un progetto sociale di alfabetizzazione informatica e di controinformazione. Tale progetto, avviato nel 1971,  il Community Memory Project. E' "il primo progetto di telematica sociale del mondo (...) che consisteva nel mettere a disposizione nelle strade e in luoghi ad alta frequentazione giovanile dei terminali di computer collegati in rete a un grosso sistema, regalato dall'universit perch obsoleto" (Guarneri, 1999, pag.61). E' una sorta di enorme bacheca on-line (BBS) a cui tutti potevano accedere liberamente per scambiarsi messaggi, ma  anche un database per raccogliere i saperi della comunit. L. Felsenstein  uno dei suoi fondatori. 
Nel 1973 Efrem Lipkin ipotizza che il computer del Resource One possa essere portato per strada. E quindi il gruppo Community Memory realizza a san Francisco il Community Memory Project che secondo il volantino distribuito era "un sistema di comunicazione che educava la gente a prendere contatto con gli altri sulla base di interessi condivisi, senza dover sottostare al giudizio di una terza parte" (Levy S., 1996a, p. 156). Si potevano inserire liberamente inserzioni e messaggistica, al punto che alcuni iniziano ad usare il mezzo per scrivervi messaggi creativi. E' dunque il primo esempio di BBS aperta, senza censure, ai contributi di chiunque. Il Community Memory  un precursore di quel modello di comunit virtuali di cui il gi citato The Well sar il primo esempio significativo. Per altri pu essere invece definito come il primo embrione di rete civica. Il primo terminale viene installato a Berkeley in agosto, nel negozio di dischi Leopold, all'interno una scatola di cartone che lo proteggeva da caff e sigarette. 

Lee Felsenstein

L. Felsenstein  uno dei protagonisti del movimento hacker e della telematica sociale. Studente alla University of California di Berkeley, nel 1964, espulso da un centro di ricerca della NASA a causa del padre comunista, L. Felsenstein si unisce al movimento studentesco di Berkeley aderendo al Free Speech Movement. Progetta anche un attrezzo che  allo stesso tempo un megafono e una mazza per difendersi dai poliziotti. Nel 1968 L. Felsenstein entra a far parte del Berkeley Barb in qualit di "redattore militare". Scrive articoli politici rivoluzionari, nei quali afferma che: "la rivoluzione non pu essere fatta da un manipolo di cospiratori che mormorano intorno a una candela in un seminterrato distrutto. Essa richiede infiniti approvvigionamenti, macchine e armi moderne (...) deve esserci lealt (...) e un'organizzazione superlativa".
L. Felsenstein crede che i computer distribuiti alle persone "avrebbero diffuso l'etica hacker nella societ dando alle persone non solo il potere sulle macchine, ma anche sugli oppressori politici". "Felsenstein teorizza la necessit di attivare sempre pi reti comunicative. Reti che devono essere concepite sul modello rizomatico. L'intento di Felsenstein  mirato alla costruzione di un'etica specificatamente hacker, che guidi l'azione di ogni gruppo nella propria pratica. In questo senso si sta oggi impegnando, lavorando nell'organizzazione di convegni che tentino di focalizzare sempre pi l'obbiettivo di una societ dove la macchina venga messa al servizio dell'uomo e della sua liberazione" (Scelsi, 1990, pag. 24-25).

L. Felsenstein collabora fin dal 1972 con la rivista People's Computer Company. Il suo obbiettivo  quello di permettere a tutti di "mettere le mani" su un computer e per tale motivo  tra i promotori della nascita dei "personal" computer. Nel 1974 inizia il progetto di un PC che chiama Tom Swift Terminal, ma viene preceduto dall'uscita dell'Altair 8800, il primo PC della storia. Felsestein dunque non realizzer mai il suo progetto. 
Nel 1975 L. Felsenstein partecipa alla riunione iniziale dell'Homebrew Computer Club e ne diventa in seguito il moderatore. Quindi inizia a pubblicare il Journal of Community Communication che prosegue le intenzioni del Community Memory. 
Nel 1976 B. Marsh e L. Felsenstein progettano il Sol, ovvero il primo terminale intelligente che avrebbe permesso di portare i computer nelle case della gente. 
Nei suoi progetti Felsestein prevede il riutilizzo di materiali di recupero accessibili a tutti, come ad esempio un bidone della spazzatura, per evitare la trappola di dover "dipendere" da tecnologie costose e dai loro eventuali proprietari.

Nel 1977 Felsenstein progetta il PC Osborne I che ha un gran successo. Felsenstein user gran parte dei soldi ricavati per finanziare le attivit del Community Memory. Ma poco dopo il CM va in crisi.
E' su iniziativa di Felsenstein che nasce in seguito The Hacker's League12.

L'Homebrew Computer Club

Nel marzo del 1975 F. Moore e G. French fondano l'Homebrew Computer Club con lo scopo di creare un punto di riunione tra utenti interessati a scambiare pezzi di hardware, idee, programmi, informazioni e progetti per costruire un computer come l'Altair 8800. Entrambi erano attivi nella PCC. Affissero a una bacheca questo avviso: "Gruppi di utenti di computer amatoriali Homebrew Computer Club... o chiamalo come vuoi. Stai costruendo il tuo computer? Un terminale? Una telescrivente? Dispositivi di i/o (input/output)? Oppure altre misteriose scatole magiche digitali? Oppure stai comprando il tempo di un sistema time-sharing? Se  cos, potresti partecipare a una riunione di persone con interessi simili ai tuoi. Scambiare informazioni, barattare idee, lavorare insieme su un progetto, e qualsiasi altra cosa..." (Levy S., 1996a, pag. 203).
Alla riunione iniziale dell'Homebrew Computer Club partecipano S. Wozniak (che costruir il primo computer Apple), L. Felsenstein. B. Albrecht, S. Dompier e un'altra trentina di persone. 
F. Moore lavorava per la condivisione di idee ed esperienze nell'H.C.C. e fa partire a questo scopo anche una newsletter dell'H.C.C..
L'Homebrew Computer Club fu "un'associazione di libero scambio di informazioni dalla quale uscirono venticinque tra le prime societ d'informatica della Silicon Valley. (...) Dopo quattro riunioni il gruppo si era gi esteso a pi di cento persone." L. Felsenstein alle riunioni dell'HCC divide gli interventi in una fase di mapping (in cui ogni relatore presenta ci che sta facendo) ed in una fase ad accesso casuale (un dibattito in cui il resto della platea contribuisce liberamente con domande, pareri, e riflessioni basate su altri esperimenti personali). Durante il mapping si viene a conoscenza di segreti industriali e l'informazione viene condivisa. "Il risultato era un flusso di competenze che potevano liberamente incrociarsi" (Guarneri, 1999, pag.60).
"Le invenzioni di quel periodo non potevano mai essere attribuite a un singolo inventore, ma erano sempre espressione dell'intuizione del singolo, corretto, emendato, consigliato, spesse volte in punti centrali, dall'intera collettivit della comunit informatica. Oggi Minsky ricorda con nostalgia quel periodo, perch proprio grazie a quel tipo particolare di atmosfera divenne possibile creare le condizioni necessarie affinch nascesse il cuore pulsante della Silicon Valley, questo s miracolo dell'economia americana (Scelsi, 1994, pag. 35).
E' un membro dell'H.C.C., S. Dompier, che fa suonare per la prima volta un Altair 8800.
Nel 1975 D. Sokol dell'H.C.C. riproduce gli schemi del chip dell'Atari con cui sar lanciato il gioco Pong e li distribuisce all'H.C.C.
P. Allen e B. Gates (che a quel tempo faceva parte dell'Homebrew Computer Club) scrivono il Basic per l'Altair all'inizio del 1975. A giugno del 1975 "qualcuno" e D. Sokol del HCC lo sottraggono di nascosto a un meeting, lo duplicano e lo distribuiscono liberamente in quanto considerato troppo caro. In seguito a ci, B. Gates scrive la Lettera Aperta sulla Pirateria in cui attacca apertamente la copia non autorizzata. La lettera verr riportata sul bollettino di febbraio del 1976 dell'Homebrew Computer Club. L'argomentazione principale di Gates contro la diffusione incontrollata dei programmi  che questa pratica scoraggia i programmatori, rendendo meno remunerativa la realizzazione dei loro prodotti.  Riceve critiche negative un po' generali. Inoltre nel frattempo il Basic da lui scritto viene diffuso gratuitamente nel mondo dagli hackers e lui diventa dunque il referente per gli aggiornamenti di un software molto diffuso.
D. Allison scrive una versione del Tiny Basic per Altair e rende il codice pubblico attraverso un articolo su PCC come progetto partecipativo. Gli hackers iniziano a migliorarlo e diffonderlo. Da quell'articolo nascer il presupposto per la fondazione della rivista Dr. Dobbs Journal che si sarebbe occupata di "software gratis o molto economico", in chiaro antagonismo con la lettera di B. Gates come verr dichiarato nel primo numero. Secondo J. Warren, il suo direttore (per conto di PCC), la rivista era un "mezzo di comunicazione e di agitazione intellettuale". J. Warren usava o la rivista oppure le riunioni dell'HCC per diffondere le novit su hardware e software. (...) T. Pittman in polemica con B. Gates scrive il Tiny Basic per il Motorola 6800 e lo vende sulla rivista Byte a 5 dollari. Ottiene consensi e la gente gli spedisce i soldi anche dopo aver ottenuto il software copiandolo da un amico. (...) Nel 1975 L'HCC apre un servizio di Call Computer che permette a due persone che hanno un terminale a casa di collegarsi a un mainframe per chattare. S. Wozniak hackera tale sistema. (...) S. Wozniac conosce J. Draper "Captain Crunch" al HCC (Levy S., 1996a, pag. 236).
A met degli anni settanta l'azienda Processor Tecnology di B. Marsh (per cui lavor anche L. Felsenstein) distribuiva il software gratis e dava lo stesso stipendio a tutti i dipendenti.
Nel 1976 S. Wozniac progetta il personal computer Apple I grazie anche all'aiuto ottenuto all'HCC e con S. Jobs fonda la Apple Company. Negli annunci pubblicitari dicono: "la nostra filosofia  fornire software per le nostre macchine gratuitamente o a un costo minimo" (Levy S., 1996a, pag. 256-258). Il prezzo  di 666 dollari e 66. I diagrammi di costruzione, fin nei minimi dettagli di progettazione sono liberamente consultabili, e assieme al computer viene distribuito gratuitamente l'interprete Basic scritto dallo stesso Wozniack (Gubitosa, 1998).
In un'intervista televisiva Wozniac descrivendo gli anni settanta dice: "eravamo tutti hackers, eravamo sempre alla ricerca di password o di altre informazioni che non dovevamo sapere. La maggior parte della gente in gamba nel ramo dei computer ha iniziato in questo modo" (Scelsi, 1990, pag. 115).
Nel 1977 S. Jobs e S. Wozniac presentano l'Apple II per la prima volta alla First Annual West Coast Computer Faire organizzata da J. Warren che segna il punto di incontro tra l'ambiente hacker e quello commerciale. La fiera  un successo di affluenza di pubblico. E' co-sponsorizzata dall'HCC, dalla SCCS, dalla PCC e dal CC e altri. Si tengono quasi cento seminari tra cui quello di Felsenstein sul Community Memory e di T. Nelson. Nelson gridava: "l'IBM andr in casino".
A luglio del 1980 Bill Gates viene contattato dall'IBM. A questo incontro ne seguir un secondo, un mese pi tardi, durante il quale Gates firma un contratto di consulenza con IBM per la realizzazione di un sistema operativo da utilizzare per i futuri PC IBM. Ad agosto Gates acquista dalla Seattle Computer Products per una manciata di dollari un sistema operativo "veloce e sporco", il Q-Dos, "Quick and Dirt Operating System", che sar la base del futuro MS- DOS, destinato a diventare uno standard nell'ambito dei personal computer grazie alla potenza economica di IBM e al senso degli affari di Bill Gates. Gates ottiene da Tim Patterson, che aveva realizzato il Q-Dos, un accordo di licenza non esclusivo, che prevedeva la possibilit di rivendere il prodotto. In seguito Microsoft chiuder il cerchio comprando tutti i diritti della Seattle Computer Products, assumendo alle sue dipendenze lo stesso Patterson (Scelsi, 1994, pag. 36).

Hackeraggio Sociale e Cyberpunk

Mentre hackeraggio sociale  stata una parola d'ordine, il cyberpunk  stato un movimento.
Il primo termine  solo un nuovo modo di definire pratiche gi in parte sperimentate dagli hacker del MIT, dagli hacker dell'Hombrew Computer Club, da chiunque, in fin dei conti, avesse a cuore le ragioni sociali e forzasse la tecnologia per risolverne i problemi. Semmai, la forza del termine  collegata ad una maggiore organizzazione da parte di chi vi si riconosceva quando se ne diffonde l'uso negli anni ottanta. E' collegata ad maggiore coscienza e diffusione di una volont collettiva di intervenire nei processi sociali, comprendendo meglio quali fossero gli obiettivi e le pratiche da mettere in atto per migliorare lo stato delle cose.
I processi attivati negli anni sessanta e settanta stavano producendo la nascita delle prime comunit hacker in cui si riconosceva un sempre pi radicato senso di appartenenza ad una cultura basata non su piani geopolitici, quanto su valori condivisi attraverso un uso alternativo dei media quale sono state ad esempio le fanzine, le radio, i dischi ed i concerti, i circuiti di spazi alternativi e quindi le reti telematiche.

Presumibilmente negli anni ottanta le pratiche di hacking sociale vere e proprie all'interno delle reti telematiche sono state relativamente poche, se si intende con esse incursioni, sabotaggi, campagne con effetti realmente positivi dal punto di vista sociale. Poche e fatte da un numero abbastanza limitato di gruppi. Se si intende invece per hacking sociale anche la creazione di comunit virtuali con un forte senso critico verso le nuove tecnologie o la diffusione pi o meno legale di saperi, competenze e strumenti digitali, o la rivendicazione dei diritti cyber e la diffusione della protesta verso le nuove tecnologie della comunicazione e delle sue motivazioni, allora gli anni ottanta sono stati una vera e propria esplosione che si  diffusa attraverso il moltiplicarsi esponenziale sia di fanzine e riviste cartacee, che di BBS e riviste elettroniche, su cui circolavano le proposte di nuovi modelli tecnologici e comunitari.
Tante e tanti, al punto che il raccontarli in un libro diventa per forza di cose un falso storico. Nel libro troverete solo qualche centinaio di nomi, ma in realt a questi movimenti ha partecipato una motlitudine di persone ognuna facendo la sua parte. 

A differenza dell'hackeraggio sociale, il cyberpunk  stato un movimento. E' stata di fatto un'invenzione letteraria. Cos scrive R. Scelsi nel 1990: "la letteratura cyberpunk sembra essere un ottimo cavallo di Troia, buono per interessare quei settori attigui, oggi non ancora coinvolti, che gravitano nelle orbite pi lontane del movimento. Oggi tramite il cyberpunk si offre l'opportunit, a tutti gli operatori culturali e di movimento, di aprire un nuovo enorme campo di produzione di immaginario collettivo, capace di scardinare la tenace cappa immaginativa esistente, dalla quale da pi tempo si  compressi. I temi ispiratori del cyberpunk, come si  dimostrato, appartengono per storia, evocazioni e fascinazioni future ai movimenti controculturali. Bisogna collettivamente riappropriarsene. Potrebbe essere questa la risposta da offrire al paradosso comunicativo che caratterizza la fase attuale della societ: un mondo che mai  stato cos mediatico, ma anche mai cos povero quanto a comunicazione reale" (Scelsi, 1990, pag. 32-33). 
Il risultato  stato che la letteratura cyberpunk ha portato sotto gli occhi dei riflettori alcune delle tematiche dell'etica hacker. Ci  stato un bene perch ha permesso il contagio e il reclutamento di alcune fasce sociali (giovanissimi, artisti, intellettuali, ecc.) che si sono riconosciute intorno a tale visione del mondo. Di contro per i media hanno approfittato per intessere colorate, quanto assurde, descrizioni dei comportamenti e delle finalit hacker basandosi su talune rappresentazioni estreme dei protagonisti della letteratura cyberpunk sfuggita al controllo dei loro stessi fondatori. La confusione tra finzione e realt mentre produceva seduzione, creava anche confusione tra chi faceva hacking sociale e chi inseguiva mondi narrati e forniva ai media lo strumento per creare consenso intorno alla repressione.
Secondo T. Leary, il modello del cyberpunk deriva dal mito di Prometeo che rub il fuoco degli di e lo diede all'umanit. Quetzalcoatl, dio della civilt Atzeca, insegnava le scienze e le arti alla popolazione. Nei miti vengono entrambe puniti per questo. Alla base dell'etimologia del termine cyber vi  un significato originario nel greco (kubernetes) che  quello di "pilota", "timoniere", associato ad un'idea di autosufficienza ed indipendenza individuale. Nel latino il significato del termine viene tradotto in "governare", "controllare". Nella Cibernetica di N. Wiener il termine assume il significato di teoria del controllo e della comunicazione nei sistemi meccanici e biologici13. Si perde dunque il significato originario di autopoiesi ed autoorganizzazione che invece intellettuali come Maturana e Varela tenteranno di recuperare. M. Foucault e la filosofia francese hanno recentemente sottolineato l'importanza del linguaggio e della semiotica nel determinare comportamenti e strutture sociali umani, al punto che se cambiate il linguaggio, cambiate la societ.. Il recupero del significato originale del termine cyberpunk viene dunque fatto da un movimento di persone che cercano attraverso di esso di creare un nuovo modello di societ dove gli individui sono in grado di autogestirsi la propria vita (Leary, 1988, pag. 63).

Ma veniamo dunque a ripercorrere questa parziale storia dell'hackeraggio sociale e del cyberpunk, considerando che di quest'ultimo non  nostro interesse raccontare gli aspetti letterari, riguardo a cui rimandiamo a testi quali: Sterling, 1986; AA.VV., 1989; Scelsi, 1990; o i moltissimi testi di A. Caronia che in Italia  un punto di riferimento ed  stato un vero e proprio precursore; D. Brolli, F. Giovannini e molti altri ancora. 

Nel 1972 S. Brand scrive il primo articolo sulla storia dell'hacking su "Rolling Stone". Nella seconda met degli anni settanta l'hackeraggio comincia a diffondersi in america in modo diffuso.
Nel 1975 Raphael Finkel realizza "The Jargon Files", un file che viene compilato collettivamente in rete e che contiene al suo interno un dizionario vasto e completo sul gergo, la cultura, le leggende e le abitudini degli Hacker . . 

All'inizio degli anni ottanta esce a Londra il n. 1 della fanzine Vague. Tale fanzine sar un forte mezzo di diffusione delle culture underground internazionali con un taglio anarco-situazionista ed una buona dose di antagonismo sociale. Al suo interno appariranno degli articoli con una visione molto radicale della cultura cyberpunk.
A San Francisco nel 1981 esce il primo numero di "Processed world" una fanzine centrata sugli aspetti critici delle nuove tecnologie. In quel periodo intorno alle nuove tecnologie si stava riorganizzando in modo determinante l'economia e il mondo del lavoro occidentale. Ci avveniva in una situazione di mancanza di regole che ne regolassero lo sviluppo e difendessero gli interessi dei lavoratori e in generale dei cittadini. Per rispondere ad un uso scriteriato di tali tecnologie fin dall'inizio degli anni ottanta si assiste alla nascita di gruppi come Processed World. "Fin dal suo inizio la rivista Processed World cerc di illuminare l'altra faccia dell'Era dell'Informazione. (...) l'obbiettivo esplicito del progetto era duplice: servire come punto di contatto degli impiegati malcontenti (e dei salariati cognitivi in generale) e procurare uno sbocco creativo per persone il cui talento veniva bloccato da quel che facevano per mangiare" (R. Scelsi in Processed World, 1998, pag. 18).
Contemporaneamente ad Amburgo W. Holland ed altri si rendono conto della possibilit di usare il computer per fare controinformazione all'interno del movimento. Nasce cos nel 1981 il Chaos Computer Club come un circolo di esperti del computer che discutono di comunicazione elettronica14.  Tra i fondatori vi  "Wau", nome d'arte di H. Holland Moritz, e S. Wernery. Il CCC si richiama alla filosofia di TAP puntando per sulla socializzazione dei saperi tecnologici. Il loro intento  di socializzare gli strumenti e i saperi per poter far creare autonomamente l'informazione a chiunque. E' anche per questo motivo che il CCC non vuole essere paragonato a un Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri (Scelsi, 1990, pag. 27). Nel 1981 a Berlino c' un primo incontro di un gruppo di persone sulle potenzialit del computer, tra cui, ad esempio, la possibilit di fare un censimento delle case sfitte e distribuire questi dati al movimento delle occupazioni. Si capisce che chi ha il potere in questa societ trae parte di questo potere dall'elaborazione dei dati e che non solo la polizia o il potere possono utilizzare le banche dati ma anche i movimenti. Iniziano quindi dei meetings internazionali promossi dal CCC per confrontare dati ed esperienze, il primo dei quali si tiene ad Amburgo nel 1984. Nasce la pratica dell'hacking sociale intesa dal CCC come l'intrusione nelle banche dati per raccogliere informazioni per scopi ed usi comunitari e sociali. "Noi con il nostro lavoro e le nostre pubblicazioni cerchiamo di fornire strumenti ed idee. (...) Ogni macchina, ogni progetto non sono mai solo una macchina o un pezzo di carta, ma una risorsa di pensiero, ogni invenzione quindi  un'invenzione sociale ed in questo senso bisogna rapportarvicisi ed utilizzarla. In pi lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione ha creato nuovi bisogni per un fondamentale diritto umano che  quello del libero, illimitato e non controllato scambio di informazioni e questo sta alla base di tutta la nostra pratica che pi che essere ideologica cerca di essere una effettiva nuova forma di cooperazione tra la gente. ...E ricorda che ogni informazione  anche deformazione. E' come costruire una bottiglia partendo dal materiale grezzo e fuso: con le tue mani attraverso il processo di informazione tu dai una forma precisa a quel materiale che prima era non in forma e deformandolo otterrai la tua bottiglia, otterrai cio uno strumento per scambiare idee" (W. Holland in Scelsi, 1990, pag. 133).
Il bisogno di usare i nuovi strumenti telematici inizia a diventare una realt. Mentre inizia ad affermarsi Usenet e stanno per nascere i primi network dedicati alle tematiche dell'ambiente ed umanitarie, in Europa, ed in particolar modo in Francia sta per esplodere il fenomeno delle comunicazioni tramite Minitel. Il primo uso del Minitel per consentire un dialogo diretto tra utenti avviene grazie ad un hackeraggio del sistema fatto da un utente che rende disponibile a tutti la possibilit del dialogo interattivo fino a quel momento disponibile solo tra utente e amministratore di sistema (Rheingold, 1994, pag. 264). 
Nel 1982 Maek, Muscha, Schafer e Trimpop realizzano il film "Decoder. Muzak is more than music".
Nel 1984 esplode il fenomeno del cyberpunk. Il termine cyberpunk fu coniato nel 1984 dal giornalista Gardner Dozois per parlare della scrittura di William Gibson. Gibson,  innovatore della narrativa di science fiction, nei suoi romanzi anzich raccontare di navi a forma di sigaro e invasioni aliene rese protagonisti gli emarginati tecnologici di un futuro gi presente fatto di biotecnologie, comunicazioni wireless, hackers e replicanti in cui i virtuosi del computer combattono le zaibatsu, le mega-corporazioni che brevettano il vivente e usano metodi mafiosi per consolidare i propri mercati.
W. Gibson scrive "Neuromancer". Nel libro usa la parola cyberspace che verr definito pi tardi da John Perry Barlow come "il luogo in cui si trovano due persone quando si telefonano". In Neuromancer vi si trova anche scritto "la strada trova sue modalit per usare la tecnologia".
Lo stesso anno viene formalizzata la nascita ad Amburgo del Chaos Computer Club. 
Nel 1984 il CCC hackera il servizio di comunicazioni Telebox BTX, realizzato dalle poste tedesche in collaborazione con l'IBM, per farne vedere la fragilit rispetto sia alla sicurezza dell'utente che del sistema. In quel periodo il governo tedesco stava anche provando a fare un censimento informatico dei cittadini. Dato che il BTX era un luogo in cui i cittadini potevano scambiarsi posta elettronica privata, fare prenotazioni ed acquisti, emergeva nel CCC il dubbio sulla tutela dei dati della cittadinanza. Per tale motivo il CCC fa un'azione di hacking sociale in cui dimostra la fragilit del sistema riuscendo ad inserirsi al suo interno e a farsi accreditare una ingente quantit di marchi. Subito dopo il CCC rende pubblica la cosa senza incassare i soldi, ma solo per dimostrare la facilit con cui era possibile entrare nel sistema e controllarlo. Ci forn ai cittadini tedeschi la consapevolezza di un dubbio sulla protezione dei loro dati privati e costrinse il governo tedesco a rivedere le sue politiche in riguardo.
Sempre nel 1984 il CCC inizia a pubblicare la rivista Datenschleuder. 
Nel 1985, iniziano a partire nell'area dell'antagonismo in Italia le prime proposte tra gruppi e collettivi di creazione di una rete telematica antagonista. Tra i promotori vi  un gruppo informale all'interno del "Centro di Comunicazione Antagonista" di Firenze (uno dei cui componenti, Stefano Sansavini, sar in seguito uno dei membri fondatori del gruppo fiorentino Strano Network), "Vuoto a Perdere" di Roma, "Radio Onda Rossa" di Roma e altri. Le proposte vengono per considerate ancora premature per l'attuale situazione italiana. L'ipotesi era comunque quella di creare uno scambio di materiali antagonisti attraverso il mezzo telematico.

Sempre intorno alla met degli anni ottanta il Chaos Computer Club realizza Zerberus, un sistema di posta elettronica in contrapposizione con la tecnologia Fidonet (vedi BBS e Fidonet) in quanto non prevede una struttura centralizzata e gerarchica.
L'anno successivo B. Sterling scrive l'antologia di fantascienza cyberpunk "Mirroshade" all'interno della quale parla di "una "non santa alleanza" che si starebbe formando tra la scena hardcore computeristica e quella musicale" (Scelsi, 1994, pag. 47). 

In Italia il gruppo che pi di ogni altro ha avuto la capacit di promuovere la diffusione dell'etica hacker, attraverso un lungo lavoro di teorizzazione, promozione, organizzazione ed azione diretta,  stato il gruppo Decoder di Milano. Il gruppo nasce nel 1986 e dalla seconda met degli anni ottanta inizia le prime riunioni in cui si ipotizza un uso sociale delle reti telematiche. Tra i fondatori vi sono G. "uVLSI" Mezza, E. "Gomma" Guarneri e R. "Valvola" Scelsi, M. Philopat, Rosi, Marina e altri. Tutti quanti hanno condiviso le esperienze di occupazione ed autogestione di spazi sociali come il "Virus". Alcuni di loro hanno vissuto in prima persona la nascita del movimento punk in Italia. Ma  grazie ad un appello di Primo Moroni all'area del movimento a confrontarsi con le nuove tecnologie che scatta la scintilla che dar luogo ad una delle pi belle pagine della cultura del digitale in Italia. Gomma e Raf, rispondono a tale appello e Primo Moroni gli concede uno spazio all'interno della libreria Calusca di Milano per portare avanti i loro progetti. Oltre ad iniziare la pubblicazione della fanzine Decoder, il gruppo inizia una serie di riunioni in cui si cerca di progettare la nascita di una rete telematica alternativa. 
Il gruppo di Decoder viene in contatto con la rete Fidonet attraverso A. Persivale (sysop del nodo milanese e terzo nodo italiano), con cui partono le prime ipotesi di un'area messaggi interna alla Fidonet. Persivale contatta al riguardo la bbs Mimax di Roma, The Doors di Prato e altre bbs della rete Fidonet, senza giungere per per il momento a far partire nessun progetto. Sar in seguito attraverso tale circuito all'interno della rete Fidonet che, grazie principalmente agli sforzi del gruppo Decoder, nascer l'area messaggi "Cyberpunk" nel 1991. Sempre nella seconda met degli anni ottanta nascono i contatti tra Decoder e altre realt ed esperienze europee (Vague, Chaos Computer Club, Enciclopedya Psycadelica, e altre) attraverso le quali verranno a conoscenza dell'esperienza del meeting di hacker "Icata 89", i cui "principi etici" (vedi L'Etica Hacker) saranno in seguito inseriti nell'antologia "Cyberpunk" da loro edita.

Nel 1986 la telematica  ancora uno strumento di cui non  chiaro fino in fondo quale potr essere la portata nel mondo della comunicazione, ma allo stesso tempo se ne teme le potenzialit innovative all'interno di ampi settori dell'economia. Ad esempio, il settore dell'editoria vede in chi ha la propriet delle reti telematiche un possibile concorrente nel mercato dell'informazione. I quotidiani temono di rimanere indietro rispetto ad una nuova forma del fare informazione che  in grado di garantire maggiore diffusione, velocit nel raggiungere il pubblico, frequenza negli aggiornamenti ed una molteplicit di fonti che rischia di mettere in crisi l'apparato delle "agenzie" di informazione. E' una questione economica e di potere politico all'interno della quale i movimenti si stanno inserendo nel tentativo di creare agenzie di informazione alternative che restituiscano ad ogni cittadino il diritto a fare informazione, cos come il diritto ad ogni informazione di circolare liberamente. 
In Francia i proprietari dei giornali, dopo un'aspra polemica causata dal successo del Minitel di cui temevano la concorrenza, raggiunsero un accordo con la Direction Gnrale des Tlcommunications (DGT) accettando di lasciar aprire servizi telematici informativi diversi dagli elenchi telefonici. Quindi la DGT finanzi la creazione di servizi per giornali, quotidiani e riviste. Questo accordo ebbe un risvolto inatteso nel 1986, quando fu organizzato uno sciopero nazionale degli studenti per mezzo del servizio di messaggi del quotidiano <<Libration>> (Rheingold, 1994, pag. 266-67).
Nel 1986 il CCC  oramai divenuta un'organizzazione ufficialmente registrata in Amburgo che organizza con regolarit meetings nelle citt della Germania, comunica con la stampa e nei networks e prende parte a convegni. In quell'anno organizza un grosso evento che  il Chaos Communication Congress che "fu indetto con il motto 'Computer virus'. Quasi trecento programmatori e persone interessate al problema si incontrarono ad Amburgo per discutere delle ultime ricerche nel campo della sicurezza dei dati. Tra i partecipanti al congresso vi erano alcuni programmatori che avevano svolto un certo numero di esperienze nel campo della realizzazione di virus (circa una ventina, a detta degli organizzatori)" (Burger, 1988, pag. 52 e 59).

Vi  un modo diverso di intendere l'hacking. Da una parte, collettivi, gruppi, movimenti che lo intendono come un'attivit positiva e propositiva, il cosiddetto hackeraggio sociale, finalizzata alla diffusione dei saperi, al miglioramento della societ, allo svelamento e sabotaggio di ogni forma di ingiustizia sociale. Dall'altra, buona parte dei media (coadiuvati in questo dalle azioni di qualche singolo individuo che persegue scopi realmente criminosi) che vuole identificare le pratiche dell'hackeraggio come azioni criminali supportate dalle nuove tecnologie. E' uno scontro che esplode puntualmente nei momenti in cui il mercato ha la necessit di conquistare nuovi settori dell'informatica e non vuole avere ostacoli, critiche e obiezioni alle sue strategie di azione. 
Consapevole di quello che sta accadendo, nel 1986, nel ACM Panel on Hacking, L. Felsenstein fa un intervento dal titolo "Real Hackers Don't Rob Banks" (I veri hackers non rapinano le banche) in cui oltre a chiarire quale sia la reale etica hacker fa anche la proposta di costituire una Hacker League che promuova e diffonda questo punto di vista e di azione. 
Nel 1986 sul numero18-19 di Vague esce l'articolo di T. Vague "Videodrome - programming phenomena", in cui si legge "Sta sviluppandosi un network internazionale di hackers; (...) I confini nazionali stanno diventando porosi ed erosi. Ogni luogo pu essere in ogni altro luogo nel Videodrome, come il dato scorre trasversalmente alle nazioni penetra e distrugge i confini. (...) Lontano dalla miseria delle unioni (che sono unioni di miserie) verso l'emergenza esplosiva della comunit o assemblea, che coinvolge individui con differenti background mescolandoli tutti in una comunit geist/gestalt. Questo  presente in ogni sciopero, rivolta, atto di sabotaggio, hack-in, intervento, occupazione, assemblea di massa, azione illegale. Ogni situazione... in cui lo spirito non vuole essere negato" (Tozzi, 1992).
Nel 1986 T. Tozzi fonda a Firenze dapprima lo "spazio multimediale" autogestito "Bang Amen" e in seguito, con P. L. Farias, S. Rozz e N. Gavyna, a cui si aggiunge successivamente M. Cittadini, il "Pat pat Recorder", in cui una certa area underground e artistica fiorentina, collegata tra le altre cose al punk hardcore, realizza una serie di mostre e performance utilizzando varii media tra cui anche il personal computer. 
Alla fine del 1986, inizio 1987, nasce a Bielfeld in Germania il computer club e mensile "Public Domain". Cos ne parlano R. Tangens e P. Glaser: "Col nome 'Public Domain' intendevamo 'ambito pubblico', cio un luogo dove la gente potesse incontrarsi e scambiarsi opinioni. Prendendo spunto dal famoso centro Karstadt in cui la gente si trova, scambia software, si conosce, l'idea di fondo di 'Public Domain' era quella di far uscire e di far incontrare tutti coloro che altrimenti se ne stavano soli in casa a sgobbare davanti a un calcolatore senza fare progressi" (Scelsi, 1994, pag. 170).
Nel 1987 Ad Amburgo si tiene il Chaos Communication Congress '87 organizzato dal CCC. Sebbene il CCC si interessi di questioni sociali il nucleo duro dei partecipanti non  interessato a discussioni ideologiche-politiche, ma tecniche. Si susseguono dimostrazioni di hacking durante i congressi; in una di queste tre giovani si infilano nel sistema del CERN di Ginevra (Scelsi, 1990, pag. 138-140).
Nel 1987 T. Tozzi realizza la prima di una serie di installazioni artistiche all'interno di gallerie d'arte ufficiali, musei, ecc., in cui sotto una apparente pubblicit della manifestazione mostrata sul computer nasconde dei messaggi subliminali con scritte quali "Ribellati!" o altro. In quel periodo Tozzi teorizza quella che chiama in certi casi la "parola insonorizzata" ed in altri l'"arte subliminale". Un esempio fu la realizzazione di un espositore della rivista Flash Art, d'accordo con l'editore G. Politi, esposto come opera d'arte nello stand della rivista durante la Biennale di Venezia del 1990 e che conteneva la scritta "Ribellati!" nella parte bassa dell'espositore, mascherata in modo tale da renderla subliminale. 
Alla fine degli anni ottanta esce in California il primo numero della fanzine "The Node - for hackers with soul" promuovendo l'idea del "networking psicogeografico".
In quel periodo esce anche il primo numero della fanzine "Intertek" sulle nuove tecnologie, il cyberpunk, la nuova scienza, ecc. Intertek  una fanzine americana molto particolare, con contributi di intellettuali e scienziati, che riporta in ogni numero articoli e recensioni particolarmente acuti, profondi e ricchi di informazioni poco note.
Nel 1988 S. Wernery del CCC viene fermato per due mesi a Fresnes, allorquando va a spiegare al congresso Securicom 88 la vulnerabilit dei sistemi informatici delle imprese (Scelsi, 1990, pag. 104). Nel 1988 Ad Amburgo si tiene il Chaos Communication Congress '88 organizzato dal CCC e il berlinese Pengo tiene una relazione sulle tematiche collegate alla posta elettronica. Pengo sar anche uno dei relatori al meeting hacker Icata 89 ad Amsterdam.
Nel 1988 P. Denissen della futura rivista olandese Hack Tic hackera il sistema di computers AZKO della multinazionale della chimica olandese. E' in questo tipo di azioni che si pu riscontrare un'origine di un certo tipo di pratiche parallele a quei movimenti critici verso il mercato globale e le multinazionali che sar sotto gli occhi dei riflettori dopo le manifestazioni di Seattle del 1999. Secondo alcuni, ad esempio, il fenomeno dei black block ha origine nelle manifestazioni degli autonomen in Germania alla fine degli anni ottanta. In quel periodo l'area dell'antagonismo europeo sta sperimentando l'uso delle tecnologie telematiche.
Nel 1988 esce  il numero 21 di Vague con il titolo "Cyber-punks". All'interno M. Downham scrive l'articolo "Cyberpunk" in cui accosta il cyberpunk al situazionismo. Lo stesso anno T. Leary scrive "The cyberpunk: the individual as reality pilot" in "Mississipi Review" e nell'estate nella Facolt di Scienze Politiche alla Frei Universitat di Berlino viene condotto un seminario di ricerca dal titolo "Passwords per il Paradiso: un nuovo movimento legato ai computers?". 
Nel 1988 viene pubblicato il libro "Computer crimes", AA.VV., Penguin, Londra. Giornalisti, specialisti della sicurezza e agenti del servizio segreto stanno inasprendo le loro azioni verso gli hacker, usando le strategie pi subdole (vedi Controllo e Repressione). 

Nel frattempo il cyberpunk si sta diffondendo a macchia d'olio. Tra il 1988 e il 1989 la redazione di Decoder fa un lungo tour nell'Italia del nord per confrontarsi con le realt politiche circa il modello rizomatico da implementare nella rete. Purtroppo l'ipotesi di un'unica rete non riuscir ad affermarsi. 
Le realt antagoniste europee hanno gi da tempo iniziato in modo tra loro separato ad organizzarsi per un uso di movimento delle reti telematiche. Ma  nel 1988, all'interno di un preesistente circuito di dibattito antagonista europeo, che il gruppo danese "TV Stop" propone di creare una rete telematica antagonista europea (quella che sar in seguito l'European Counter Network), con l'obbiettivo di collegare e distribuire materiali antagonisti attraverso il mezzo telematico. La proposta ha come referenti altri gruppi in Francia, Inghilterra (Class War), Germania (gli Autonomen, alcuni gruppi di occupanti di case ad Amburgo e Berlino, Radio Dreickland a Freiburg al confine con la Svizzera), Italia (l'area che faceva riferimento al Coordinamento Nazionale Antinucleare e Antiimperialista). Viene scelto "Remote Access" come software da utilizzare. Viene deciso di procedere strutturando da prima le singole reti nazionali e quando esse saranno pronte di federarle tra loro.
Nel 1989 cessano le riunioni internazionali dell'area E.C.N. e iniziano i primi dibattiti e collegamenti sperimentali in Italia. Nasce in questo modo in Italia la rete ECN. Nasce Zero BBS dai Nuclei Cyberaut Oll, che diventer ECN Torino.
Subito prima che nelle scuole e nelle universit italiane divampi nell'autunno del 1989 il "movimento studentesco della Pantera15", vengono organizzati in modo sempre pi frequente alcuni seminari dove si discute della rete telematica E.C.N. (tre incontri a Livorno al Gozzilla, a settembre al Leoncavallo di Milano, a settembre a Roma in case occupate di S. Lorenzo) ed altri dove si propone la nascita di una Rete Telematica Alternativa (a ottobre a Pisa e a dicembre a Bologna). Durante questi incontri si confrontano due differenti modi di intendere la telematica: da una parte l'area E.C.N. che per il momento considera la telematica come semplice mezzo a disposizione del fare politico; dall'altra un'area pi variegata (tra cui elementi di: Decoder, la futura Avana BBS di Roma, La Cayenna di Feltre, e altri) che intravede nella telematica stessa una nuova modalit rizomatica del comunicare e una nuova frontiera dell'agire umano.
A gennaio del 1989 esce il primo numero della rivista olandese "Hack-Tic" (Darmstadt, Olanda, www.hacktic.nl/index.html), tra i cui fondatori vi sono Rop Gonggrijp and Paul Jongsma. HackTic contiene articoli sull'hacking, il phreaking, i virus, ed altro. 
P. Denissen e R. Gonggryp saranno coloro che organizzeranno e coordineranno ad agosto ad Amsterdam la tre giorni di culture hacker "Icata 89" (International Conference on the Alternative use of Technology), detto anche Galactic Hacker Party. All'Icata 89 partecipano tra gli altri: L. Felsenstein, il CCC, le riviste: Hack Tic (Olanda), Die Datenschleuder (la rivista del Chaos Computer Club), Dhackeste (Stuttgart), 2600 The hacker quarterly (USA), Electronic Word (inglese), Alternatik (Francia) avrebbe dovuto partecipare tramite minitel ma per difficolt tecniche non ci riesce. Altri personaggi presenti sono: J. Draper "Captain Crunch", W. Holland (fondatore del CCC), con S. Wernery, B. Fix e Pengo del CCC, J. Weizenbaum, S. Levy. 
L'Icata 89 sar un momento di forte aggregazione per le culture hacker in grado di esprimere un vasto consenso che si diffonder sempre pi rapidamente in tutto il mondo. La sintesi degli interventi principali  riportata nell'antologia "Cyberpunk" che il gruppo Decoder realizza l'anno successivo, dando luogo ad un'accelerazione nella diffusione dell'etica hacker in Italia.
Il discorso di apertura all'Icata 89 lo fa L. Felsenstein che tra le altre cose chiede una rete di "rubriche viventi" connesse globalmente. Nell'Icata 89 viene fatta una delle principali esposizioni dell'etica hacker (vedi L'Etica Hacker). 

L'etica hacker va indubbiamente contro l'interesse delle multinazionali e le grandi aziende del software, criticandone le caratteristiche di monopolio, colonialismo culturale, inaffidabilit dei prodotti che non sono costruiti a misura d'uomo, ma per finalit di profitto, ed altri motivi. Ci che preoccupa il mondo dell'economia  che gli hacker non si limitano a criticare, ma promuovono azioni per contrastare tali forme di dominio.
Un esempio  quello della nuPrometheus League (Software Artists for Information Dissemination) che nel 1989 duplica e distribuisce del codice del Macintosh che controlla un chip interno addetto alla gestione dello schermo. Fa ci per protestare contro la Apple che ha fatto causa alla Microsoft per via del plagio del suo sistema operativo. I due fondatori della Apple, Job e Wozniac, a quel tempo se ne erano andati dall'azienda e i dipendenti californiani degli anni sessanta non erano pi felici del modo in cui questa veniva diretta (Ludlow, 1996, pag. 476-480). E' naturale la perplessit e critica verso un tentativo di evitare il diffondersi di un'interfaccia (quella a finestre) che facilita l'uso dei computer, in particolare quando tale tentativo viene fatto da un'azienda fondata da due ex-hacker.
Nel 1989 in un articolo tedesco viene descritta la mailbox Links come appartenente al gruppo hacker di Monaco Computer Club Socialista, un gruppo degli anni ottanta che "si definisce come libera aggregazione di computerfreaks, provenienti dall'area di sinistra. Questo box si definisce come una banca dati dal basso su iniziative dei cittadini sul movimento delle donne, il movimento per la pace, i movimenti ambientalisti ed ecologisti.(...) Le informazioni vengono inoltre diffuse con volantini e pubblicazioni di vario genere. Links rimane per ora l'unica mailbox che ha chiari obbiettivi politici: l'unica mailbox di sinistra" (Scelsi, 1990, pag.141).
Il 15 giugno 1989 esce un numero speciale della rivista Time dal titolo in copertina "Cyberpunk". Fioriscono le fanzine centrate sulla filosofia cyberpunk, come ad esempio l'americana "Boing Boing". R. Tangens e P. Glaser, gli autori di Zerberus, realizzano la mailbox Bionic. A dicembre Wau Holland del Chaos Computer Club incontra Decoder a Milano, fornendogli spunti per molte delle tematiche che il gruppo milanese porter avanti negli anni a seguire.
Ad agosto del 1989 Tozzi realizza il virus informatico "Ribellati!". E' un virus non distruttivo, nato come opera d'arte, e che  in grado di autoreplicarsi e fare apparire una scritta subliminale ribellati! sul monitor degli utenti infettati. Tale virus fu esposto da T. Tozzi a giugno del 1991 alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna all'interno della mostra "Anni Novanta" a cura di R. Barilli, mentre il suo codice fu pubblicato nella seconda e terza di copertina del libro "Opposizioni '80" realizzato sempre da Tozzi nel 199116. Nel 1994 Tozzi propose all'interno di un articolo pubblicato sulla rivista Decoder (Tozzi, 1994) l'idea di usare i virus come nuovo modello di distribuzione editoriale.
Sempre nel 1989 Tozzi conia il termine "Hacker art", lo utilizza all'interno di alcune opere d'arte e lo teorizza ad agosto nel libretto "Happening/Interattivi sottosoglia" (Tozzi, 1989), che distribuisce durante le mostre nelle gallerie ufficiali, cos come all'interno dei circuiti alternativi. Nell'estate realizza un'immagine con una grande scritta Hacker Art (l'immagine di copertina di questo libro) che verr pubblicata l'anno successivo nell'antologia "Cyberpunk" edita dalla Shake Edizioni e che verr pubblicata in seguito su quotidiani, libri e riviste varie.
Nel testo "Happening/Interattivi sottosoglia" si legge: "...ritengo una prima condizione necessaria, ma non sufficiente, per poter un atto essere opera d'arte, come il fatto che non possa essere riconosciuta come tale (...) Happening e interattivi poich quello era il problema principale dell'happening, la partecipazione del pubblico all'evolversi dell' azione. Non un oggetto d'arte, ma un'interazione tra cose e individui. Interattivi come sembra iniziare a essere la prevalenza dei sistemi di informazione attuali; dunque nella "normalit" della pratica interattiva quotidiana, nell'anonimit della norma, si pu mascherare la propria azione interattiva. (...) Sottosoglia perche devono agire come virus, virus in un dischetto del computer. Bisogna fare arte come la fanno gli hackers (...). Bisogna, come da sempre, lavorare negli interstizi che il sistema lascia aperti e incontrollati" (Tozzi, 1989).
Il 1990 inizia con l'operazione Sun Devil negli Stati Uniti (vedi Controllo e Repressione) in cui vengono sequestrate BBS ed arrestati hacker colpevoli solo di essere in quel momento un po' troppo famosi nell'underground telematico.
W. Holland del CCC afferma che un po' di tempo addietro un "coordinamento che lavorava con una rete informatica contro il nucleare  stato bloccato dal governo tedesco proprio al momento di preparare le manifestazioni" (Scelsi, 1990, pag. 135).
Ci nonostante, W. Holland afferma: "La cosa che ci sembrava pi attinente alla nostra esperienza era verificare come fosse reale e pressante il potere delle multinazionali dell'informazione. (...) La nostra filosofia  una sola: "libert" ed in questa prospettiva cerchiamo di lavorare, attraverso lo scambio di idee sociali ed invenzioni sociali con le altre persone, imparando da queste ed insegnando loro ci che noi sappiamo" (Scelsi, 1990, pag. 135-37).

A San Francisco esce "Bad attitude. The Processed World anthology" di Processed World, sulle questioni del lavoro connesse all'informatica, mentre K. Wade scrive "The anarchists guide to the BBS". Esce anche l'ipertesto "Beyond Cyberpunk". Sempre nel 1990 esce il video "Cyberpunk" di M. Trench e viene fatta la prima conferenza sul Cyberspazio ad Austin in Texas. Da tale conferenza e da quella successiva nel 1991 saranno tratti molti dei contributi per il libro "Cyberspace" di Benedikt (Benedikt, 1991) che  uno dei primi ad affrontare in modo sistematico alcuni problemi legati agli spazi virtuali.
Nel 1990 nasce di fatto la rete ECN. I primi nodi europei dell'E.C.N. sono italiani: Padova, Bologna, Roma e Milano. Al loro interno vengono configurate quasi esclusivamente delle aree file utilizzate per lo scambio dei materiali antagonisti e solo poche aree "echomail" (messaggi) per un esclusivo uso di coordinamento. Il dibattito nazionale della rete  in seno al Coordinamento Nazionale Antimperialista Antinucleare.
Nel frattempo, a primavera, Decoder va ad Amburgo nella sede del Chaos Computer Club e vi trova molte altre informazioni che saranno utilizzate in seguito. A giugno esce la prima antologia italiana "Cyberpunk" a cura di Raf "Valvola" Scelsi della Shake Edizioni Underground. Viene presentata a luglio durante il Festival di Sant'Arcangelo di Romagna, in un seminario organizzato da Decoder e diventa il testo seminale del movimento. Sar un forte successo editoriale e grazie ad essa il movimento "cyberpunk" italiano viene riconosciuto pubblicamente come possibile nuovo soggetto sociale. Nel finale dell'introduzione all'antologia R. Scelsi scrive: "Essenziale appare oggi il condurre una battaglia per il diritto all'informazione, tramite la costruzione di reti alternative sempre pi ramificate. E' questa una lotta che pu essere vinta, tenuto conto che lo stesso capitale non pu arrestare, per ragioni di opportunit politica, un movimento economico intrinseco al suo stesso progredire. Il computer  uno strumento potenzialmente, estremamente democratico, l'importante  acquisirne la consapevolezza a livello collettivo" (Scelsi, 1990, pag. 32-33). 
L' accesso a forme alternative di informazioni e soprattutto la capacit di raggiungere la gente con versioni dei fatti alternative a quelle ufficiali sono per natura processi politici. Il cambiamento di forma e di livello nell'accesso alle informazioni indica un cambiamento di forma e di livello nei rapporti di potere (Rheingold, 1994, pag. 306).
A luglio esce contemporaneamente anche il n. 5 della rivista "Decoder" con l'articolo di Raf Valvola "Rete informatica alternativa" che riassume e da forma ai temi principali del dibattito in corso nei centri sociali sulla proposta di una rete telematica di movimento nazionale e internazionale, fornendone un modello che si differenzia da quello che in quel momento veniva sperimentato dalla rete ECN.
Grazie alla frenetica attivit di Decoder in Italia esplode l'attenzione sul movimento cyberpunk coadiuvata anche dagli articoli di A. Caronia ed altri intellettuali. Ad agosto Caronia scrive: "le riviste futurologico-tecnologiche underground, titoli come Reality Hackers, Worm, Mondo 2000, hanno trovato nei romanzi di Gibson uno strumento di identit culturale, facendo del nuovo termine una bandiera. <<I cyberpunk sono i difensori e i guardiani delle libert individuali: per questo il Grande Fratello fa di tutto per schiacciarli>> scrive Reality Hackers. E Tymothy Leary, ex leader studentesco e propagandista del LSD, ha arruolato i cyberpunk nella schiera dei ribelli che, da Prometeo in poi, hanno combattuto per il libero pensiero. (...) Dal punto di vista sociale e politico [il cyberpunk]  forse l'avvisaglia di una nuova fase di radicalismo nella societ americana" (Caronia, 1990b). La ricerca di Caronia si concentrer principalmente sugli aspetti delle realt virtuali e del corpo virtuale. 
A giugno del 1990 nella mostra personale "Subliminal hacker processing" T. Tozzi realizza un punto informativo informatico che tra le altre cose funge da bacheca elettronica contenente la lista degli eventi estivi nei principali centri sociali e spazi autogestiti nazionali. Oltre alla presentazione del floppy book "Happening/Interattivi sottosoglia", durante tale mostra viene annunciato il progetto di "Hacker Art BBS". 
A luglio esce la fanzine "Amen", n. 8, con disco, dal titolo "The negative communication age". 
A dicembre del 1990 nasce "Hacker Art BBS", banca dati telematica artistica ideata e autogestita da T. Tozzi. Ecco la descrizione che Tozzi ne da in quel periodo: "Hacker Art BBS. La prima galleria d'arte telematica interattiva. Libero accesso a ogni forma di caos, virus, deliri, ribellione, pratiche libere e democratiche e di arte subliminale. (...) Hacker Art come pratica clandestina all'interno dei sistemi di comunicazione informatici. (...) Hacker Art o Arte Subliminale come lotta (...) contro la manipolazione delle cose e del reale tramite il linguaggio. (...) Hacker Art, un progetto di mostra d'arte aperta a tutti, realizzato tramite un terminale cui chiunque pu collegarsi da tutto il mondo, ricevendo, scambiando, inserendo o manipolando dati, arte, filosofia, deliri, poesie, immagini, in tempo reale" (Messaggio di T. Tozzi a All, 15-marzo-1991, area Cyberpunk, Rete Fidonet, in Collettivo Interzone, 1991).

Nel 1990 nasce il gruppo anarchico tedesco A-Infos.
A gennaio del 1991 S. Bianchi scrive l'articolo "Dopo il No Future, I Robin Hood del bit" (Bianchi, 1991). Vi si legge: "Ci che principalmente qualifica le soggettivit cyberpunk, nello specifico caso italiano,  il loro saldo radicamento nel circuito dei centri sociali autogestiti e precisamente in quella porzione di essi connotata da una forte tenzione radicale e libertaria in costante e aperta polemica con altri luoghi similari in cui trova invece espressione l'egemonia di un ceto politico residuale di stampo neoleninista. Queste soggettivit hanno alle spalle un vissuto particolarmente ricco che raccoglie le esperienze degli ultimi bagliori della 'meteora '77', del percorso punk, delle relazioni con soggetti e situazioni underground internazionali fino all'attuale approdo cyberpunk".
Lo stesso mese nasce Senza confine BBS in coordinamento con l'omonima associazione di Roma fondata da un eurodeputato di Democrazia Proletaria che ha come obiettivi la difesa civile e legale degli extracomunitari. Nasce con aree messaggi e aree files dedicate proprio a questi temi. Nel 1991 entra a far parte della rete telematica P-Net, sostanzialmente una rete amatoriale nella norma, ma con simpatie verso il movimento cyberpunk. Al momento della chiusura dell'area cyberpunk sulla rete Fidonet Senza confine BBS si offre per veicolare tale area attraverso i vari nodi della rete sparsi un po' per tutta Italia. Questo avviene fino all'incontro di Firenze del 1993 in cui si decider la creazione di una rete autonoma (Cybernet) con gateway aperti verso tutte quelle reti che ne facessero richiesta. Si arriva cos a creare gateway sia con la rete P-Net che con la rete ECN per quanto riguarda le aree veicolate dalla rete Cybernet. Durante il famoso "crackdown" del 1994 Senza confine BBS  l'unica BBS nelle Marche a non essere sequestrata e diventa un punto di riferimento per tutta la comunit telematica della regione. Nel 1993, quando nasce la rete Cybernet, ne diventa il primo nodo (hub), fungendo da smistamento di tutte le comunicazioni di tale rete. La pazienza e la competenza tecnica di Andrea Sannucci, il sysop di Senza Confine, saranno una delle colonne su cui si regger l'intera rete Cybernet. Moltissimi sysop faranno riferimento a lui per risolvere i pi svariati problemi, al punto che Andrea dovr comprarsi una cuffia con microfono incorporato per permettersi di passare le ore a dare consigli al telefono e contemporaneamente digitare sulla tastiera del suo PC.
Grazie ai contatti intercorsi con il gruppo di Decoder, Graffio, T. Tozzi e altri, a marzo del 1991 nasce la conferenza echomail "Cyberpunk" ospitata all'interno della rete telematica Fidonet da un gruppo di sysop coordinati da Alfredo Persivale di Fido Milano. E' il punto di arrivo delle proposte di tutta l'area di movimento italiana che si riconosce nell'etica hacker e cyberpunk, ma il motore principale dell'operazione ruota intorno al gruppo Decoder.
Viene presentata ed inaugurata durante la 3 giorni "INK 3D" nello spazio occupato Isola nel Kantiere a Bologna. Durante l'INK 3D a Bologna apre l'area cyberpunk anche all' interno della bbs Fidonet chiamata Arci BBS per chiuderla per solo due giorni pi tardi dai gestori della bbs stessa dopo un articolo pubblicato sulle pagine bolognesi del giornale "La Repubblica" che associava l'area cyberpunk alla pirateria informatica. A quel tempo l'area hacker a Bologna era molto attiva, con personaggi come Netdiver, Jumpy (ora Helena) Velena, Julio e altri. Helena Velena diventer il riferimento in Italia per le lotte sul transgenderismo e per un punto di vista alternativo su ci che riguarda il sesso in rete. Di fatto per il suo contributo, che risale ai tempi dei primi gruppi punk bolognesi, spazier in moltissime altre aree della controinformazione legata alle reti telematiche e alle realt virtuali. Netdiver sar successivamente uno dei motori tecnici, e non solo, del circuito telematico collegato al sito web di Isole nella Rete, di cui parleremo pi avanti. 
I timori della BBS dell'ARCI sono la conseguenza di una campagna di disinformazione dei media e ci si pu rendere conto di questo, ad esempio, leggendo le dichiarazioni che fa l'hacker bolognese "Jumpy" intervistato sul numero del 11 aprile di La Stampa, nell'articolo "Gli allegri profeti del panico": "l'hackeraggio nasce come pratica di controinformazione. Entrare in una rete di dati non significa alterarla. Il nostro scopo  creare banche dati alternative, distribuire informazioni prelevandole la dove sono custodite. Questo ha un significato non distruttivo, ma estetico."
Quello che nel frattempo si sta creando  una sorta di sottorete creata da BBS non Fidonet che riescono ad avere un collegamento tramite l'area messaggi Cyberpunk. Sono BBS come Hacker Art, Senza Confine e diverse altre i cui sysop diventano "Point"17, prelevano i msg dell'area e li passano sulle loro bbs, a quel tempo indipendenti, permettendone la lettura a tutti i loro utenti. L'area Cyberpunk fa parte dunque della rete Fidonet, ma vi scrive fondamentalmente un bacino di utenza non-fidonet. Alcuni gi allora provano a ipotizzare degli scambi dei messaggi di tale area al di fuori dalla rete Fidonet, ma ci va incontro a problemi di vario tipo, tecnici, organizzativi, ideologici e altro ancora.
Ad aprile nasce a Bologna Lamer Xterminator BBS una bbs facente parte della neonata cyberpunk, ma totalmente svincolata ed indipendente da Fidonet. Il suo sysop  Netdiver, Non sfruttando la rete Fido, Lamer Xterminator BBS prelevava i messaggi direttamente dalla bbs milanese, con alti costi, nell'attesa di riuscire a creare un network totalmente indipendente da Fidonet, ma questo non avvenne e Lamer bbs  mor per problemi economici un'anno pi tardi.  Proseguono invece  fino al 1994 le attivit del gruppo Lamer Xterm Lab con l'obiettivo di rendere la tecnologia accessibile a tutti. Come risultato, in tre anni di attivit sono stati svolti 150 corsi e seminari di informatizzazione a vari livelli, tutti a  prezzo politico, svolti nell'ambiente underground bolognese.
A maggio il fermento presente in rete derivato dalla nascita dell'area cyberpunk viene amplificato e trasportato nei luoghi fisici attraverso molte presentazioni fatte principalmente nei centri sociali. Tra queste sono di rilievo il meeting: "Free box - spazi interattivi di comunicazione antagonista" al C.S.A. Ex-Emerson di Firenze. Attraverso conferenze, video, dibattiti ed altro, in quattro giorni furono presentati a Firenze il movimento e l'area telematica "Cyberpunk", "Hacker Art BBS", le esperienze di telematica antagonista dell'"E.C.N." e Decoder. Inoltre fu realizzato l'happening "Chip-Hop" con improvvisazioni interattive di video e suono tra dj alla consolle e artisti al computer. Il meeting ideato da T. Tozzi viene organizzato insieme al Centro di Comunicazione Antagonista, il C.S.A. Ex-Emerson, J. Kote Giacalone, D.J. L. Calamandread and Posse con la collaborazione di A. La Face e M. Cittadini.18
Sempre a maggio viene fatta la presentazione ufficiale dell'area telematica Cyberpunk al Forte Prenestino e del bollettino Interzone (raccolta di messaggi dall'area cyberpunk) di Roma. Tra gli organizzatori la Logos Multimedia, Maurizio "Graffio" Mazzoneschi con i futuri fondatori del gruppo Avana. Nell'introduzione al bollettino Interzone prodotto per tale occasione si legge: "Rete Telematica Alternativa [cos viene allora da molti definita l'area "Cyberpunk", n.d.a.]. Dopo due anni di ricerca, scambio di conoscenze teoriche e tecnico- scentifiche, tra i compagni di varie citt,  attiva la Rete telematica Alternativa. Tra le molte esigenze la pi sentita era quella di velocizzare il flusso di informazioni nel movimento, stabilendo rapporti continui di comunicazione tra le diverse realt sia collettive che individuali sparse in tutto il paese. Da questo siamo partiti e con fatica sono stati costruiti i requisiti per estendere progettualmente il percorso intrapreso, acquisendo gli strumenti per la lotta contro l'esproprio del sapere collettivo. Dall'immaginario collettivo alla prassi quotidiana, codificando i linguaggi, ricercando e sperimentando nelle relazioni le forme possibili della comunicazione antagonista. Attraverso sistemi moderni, pensiamo di poter contribuire alla circolazione delle informazioni, aprendo un orizzonte collettivo oltre gli steccati ideologici e formali delle piccole chiesette. Viviamo in una ricca societ post-industriale, e al centro di un forzato processo di sviluppo tecnologico. L'informazione mediatica sta operando profonde trasformazioni negli individui, nelle mode, nei gusti della massa di consumatori. E' stata costruita "l'opinione pubblica" per sublimare nel feticismo delle merci e della merce informazione, questo passaggio epocale di profondo cambiamento della societ. La falsificazione della realt attraverso l'informazione manipolata  funzionale a questo stato di cose. Noi pensiamo possibile a questo punto una controtendenza sviluppando attivit in antitesi al sistema e contro il dominio sull'informazione, per una cultura dell'informazione libera e per la trasmissione delle esperienze maturate. La R.T.A.  nata per informare e per essere informata, tutti vi possono accedere disponendo degli strumenti necessari. Possono sostare, sperando che vi giungano, i contributi teorici per alimentare e sviluppare ulteriormente il dibattito che nella rete sta circolando. I primi luoghi interessati da questo "evento informatico", oltre ai centri sociali (che hanno sostenuto dall'inizio questa iniziativa), crediamo possano essere -vorremmo che fossero- le realt di lotta nei posti di lavoro, le associazioni eco-territoriali, altre realt di base, le comunit immigrate e qualsiasi altro soggetto e forma vivente di opposizione a questo modello di sviluppo" (Collettivo Interzone, 1991). 
Tra i messaggi riportati nel bollettino vale la pena di citare anche i seguenti: "Pensieri sull'area. La prima cosa che mi viene in mente  che questa esperienza rende possibile "fare informazione", nel senso che chiunque si collega con Fidonet nell'area Cyberpunk diventa soggetto attivo dell'informazione cio non la subisce come solitamente succede con i mass-media, ma la veicola in prima persona; questo ovviamente  valido sia per i singoli che per le situazioni territoriali, collettivi, centri sociali, centri culturali, ecc." (Messaggio da M. Mazzoneschi a Tutti, 15-marzo-1991, area Cyberpunk, Rete Fidonet, in Collettivo Interzone, 1991). "Contributo sulla Rete Informatica Alternativa. (...) Il progetto che appare maturo, perlomeno sul piano teorico,  quello della progettazione di una rete informatica che colleghi in tempi reali tutte le realt antagoniste/autoproduttive ruotanti nell'area del movimento. (...) Il pi aperto possibile (...) la rete dovrebbe configurarsi al pi come struttura di servizio, dove sia possibile dare/avere tutte le informazioni necessarie e non. (...) Questa esigenza di massima apertura possibile della rete coincide del resto con l'osservazione, crediamo condivisa da ogni realt nazionale, che questa in cui siamo entrati  una fase caratterizzata dal massimo della visibilit possibile di tutti i soggetti politici operanti. Il massimo dell'invisibilit politica dei soggetti rivoluzionari dell'inizio degli anni ottanta non a caso difatti coincise col periodo della minima influenza dela nostra area nel campo dell'allargamento dell'area della coscienza. (...) Il pi decentrata possibile. Quindi una struttura pensata sul modello del sistema nervoso centrale, ma al contrario concepita a serie di stelle territoriali, dove ogni nucleo si fa e si deve far carico della corretta distribuzione del materiale informativo a tutti gli altri centri collegati in rete" (Messaggio da Gomma a All, 25-marzo-1991, area Cyberpunk, Rete Fidonet, in Collettivo Interzone, 1991). "Reale Virtuale. Hacker  la lotta degli esclusi (...) Hacker significa creare delle reti di contatti tra persone che si riconoscono nella opposizione alle ingiustizie di ogni tipo, alle emarginazioni, alle guerre per interessi di lucro, alle simulazioni che manipolano il reale (...). Bisogna dunque saper riconoscere il diritto all'anonimazione, quando questa non diventi uno strumento di potere o di abuso verso i diritti reciproci. (...) Bisogna saper essere anonimi come anche saper presentarsi apertamente. (...) Operare azioni di adesione a progetti collettivi" (Messaggio da T. Tozzi a All, 28-marzo-1991, area Cyberpunk, Rete Fidonet, in Collettivo Interzone, 1991). "Sul senso dell'area. L' informazione  oggi momento centrale della ristrutturazione generale sia produttivo che sociale. (...) L'nformatica  divenuta uno degli assi fondamentali dell'accumulazione produttiva e del sapere. Oggi difatti il sapere viene espropriato ai singoli possessori per essere centralizzato da chi controlla complessivamente il sistema stesso dell'informazione e del sapere sociale. Io credo sia importante avviare una strategia differente: quella della socializzazione dei saperi, contro a coloro che usano come strategia quella della privatizzazione dei poteri. Anche cos si costruisce concretamente una societ veramente democrtica, e non autoritaria" (Messaggio da R. Scelsi a All, 01-aprile-1991, area Cyberpunk, Rete Fidonet, in Collettivo Interzone, 1991). 
Sempre a maggio del 1991 all'interno della mostra internazionale "Anni Novanta" organizzata da R. Barilli alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Bologna, T. Tozzi presenta Hacker Art BBS. E' la prima volta nel mondo che una comunit virtuale viene presentata come opera d'arte all'interno di una manifestazione artistica ufficiale di un certo rilievo. E' uno degli eventi che anticipano e creano le premesse per il riconoscimento della Net Art negli ambienti artistici istituzionali.
A giugno esce l'antologia "Opposizioni '80" a cura di T. Tozzi, edizioni Amen, Milano. Il libro  una raccolta di testi scritti da musicisti, artisti, intellettuali, graffitisti ed hacker negli anni ottanta..
La Guerra nel Golfo del 1991, in cui i media sono un'ulteriore arma del conflitto, dimostra la necessit e l'efficacia di far circolare le informazioni in una rete telematica alternativa ai media istituzionali. Spesso le notizie sulla guerra nel Golfo che arrivano tramite le reti telematiche alternative non sono mai circolate nella stampa, alla radio o in televisione e in questo modo chiunque, se collegato in rete, pu avere punti di vista e descrizioni diversificate di quanto sta avvenendo.
L'esigenza di una rete telematica antagonista internazionale e i diversi modelli possibili di tale rete sono al centro del dibattito dell'International Meeting che si tiene a giugno a Venezia (gli atti sono pubblicati lo stesso anno a settembre dalla Calusca Edizioni di Padova in AA.VV., 1991). In tale occasione circa 2000 tra soggetti e realt collettive nazionali e internazionali si incontrano per tre giorni per discutere e confrontare nuove forme dell'antagonismo di fronte a ci che si configurava come un "Nuovo Ordine Mondiale". Una sezione specifica era dedicata alle nuove forme di comunicazione telematiche. Tale sezione  principalmente orientata verso i progetti della rete E.C.N., ma oltre ai numerosi nodi di tale rete vi partecipano tra gli altri il Chaos Computer Club di Amburgo, Radio Onda Rossa, Link e Zerberus da Vienna, Decoder ed Amen.
Durante la tre giorni del meeting viene creata una "commissione comunicazione" al cui interno si tiene un dibattito con una moltitudine di interventi. Viene ufficializzata la partenza della rete ECN e il tentativo di estenderla all'Europa. La rete sar bidirezionale anche se diretta dal nucleo del Coordinamento Antinucleare e Antimperialista. In un intervento di ECN Padova viene rivendicata la riappropriazione dell'agire comunicativo e il sabotaggio dell'informazione vista come merce di Stato e forma di dominio. Un compagno di Francoforte distingue tra pi tipi di uso della tecnologia, descrivendo la rete come luogo del dibattito politico, dell'introduzione alla tecnologia per i principianti e come archivio di materiali. Viene sottolineato il problema della selezione dell'enorme quantit di informazioni in rete (un tema questo che alla met degli anni novanta sar ribadito pi volte nei media da U. Eco). La comunicazione rischia di non avvenire per un eccesso di informazione. E' quindi necessario dotarsi di interruttori per interrompere il flusso di informazioni (in riguardo viene citato Deleuze). Viene proposto l'uso della rete ECN come agenzia di stampa. Ovvero, la creazione di una struttura nazionale che funge da agenzia e quindi la necessit di creare un coordinamento internazionale. Rispetto a ci viene sottolineata la necessit di strutturare l'informazione da parte dell'agenzia per renderle comprensibili all'estero e comunque a chi non usa determinati linguaggi e quindi la difficolt di far dialogare linguaggi differenti. Si chiede di non usare la rete come un CB per fare semplici chiacchere, ma di dargli un carattere di controinformazione strutturando l'informazione in modo analitico. Un compagno dell'ECN Firenze chiede per di allargare la comunicazione per non avere strutture troppo rigide e centralizzate. La necessit dunque del decentramento e dell'orizzontalit. Altri ribadiscono la differenza tra "rete" e "coordinamento": a doversi mettere in "rete" sono i soggetti e non le macchine, altrimenti si ha un semplice coordinamento. Viene fornita una descrizione della rete Zerberus. Si informa dell'uso che alcuni compagni nelle universit stanno facendo della rete Internet, Bitnet, Infonet e Peace-Net. L'intervento di Decoder dichiara che l'informazione deve essere non controllata, libera, gratuita e accessibile a tutti. Presentano l'area Cyberpunk in Fidonet e un progetto di rete in rete stile Zerberus (ovvero di una rete non strutturata gerarchicamente, ma in modo orizzontale). Fanno l'ipotesi di un gateway tra Zerberus e l'area Cyberpunk in Fidonet (nel 1991 Decoder cercher di linkare l'area "Cyberpunk" con il progetto tedesco "Zerberus", ma il link non va in porto in quanto Zerberus richiede un software client proprietario che presenta difficolt di compatibilit con i software fidocompatibili). Secondo ECN Bologna, l'ECN  una rete di comunicati lunghi, di bollettini e non permette il dialogo; l'intervento fa per notare che sebbene sia auspicabile una "rete aperta" al dialogo come vuole essere la Rete Telematica Alternativa (che viene fatta corrispondere all'area Cyberpunk in Fidonet), ancora in pochi utilizzano il mezzo e dunque non  indispensabile avere una rete aperta perch comunque il dialogo  ristretto a pochi. Secondo il gruppo Amen di Milano il sabotaggio e l'hackeraggio sociale non hanno fini individuali o mirati al profitto, ma solo fini politici. Analogamente si pu fare uso dei virus per comunicare e quindi viene presentato l'esempio del virus "Ribellati!" realizzato da Tozzi. Viene ipotizzato un uso dei virus per comunicare frasi di controinformazione sulla guerra nel Golfo. Quindi viene dichiarata la necessit di stampare i file delle reti su carta per farli leggere a chi non ha il computer e dunque il problema del divario tra chi usa e chi non usa il mezzo telematico. Viene ribadito il problema dell'ECN come rete chiusa in scrittura e dunque la necessit di avere uno spazio libero per tutti in scrittura, ma anche di uno spazio dove l'informazione sia garantita e dunque selezionata e chiusa in scrittura. La rete ECN  nata per fare controinformazione ma ora deve fare comunicazione. Da semplice agenzia di stampa alternativa in rete si chiede di far diventare l'ECN un luogo dove comunicare liberamente. Un altro intervento definisce Wired society il sistema sociale fondato sulla rete in cui si individua tre tipi di reti: le reti di potere, le reti di comunicazione e le reti di contropotere. Tra questi viene richiesta la creazione di una Rete come strumento di liberazione, di socialit di pratiche, di comportamenti di rifiuto, resistenza, sabotaggio e creazione di identit per un soggetto collettivo. Un ulteriore intervento dichiara che in questo sistema la merce elettronica per eccellenza  il know how; che il sistema di potere e di produzione capitalista ha estremizzato il decentramento per frammentare i lavoratori, impedire l'organizzazione del dissenso, sebbene le varie unit produttive decentrate siano organizzate attraverso una rete informativa globale che le sovrasta. In questo processo la rete ECN deve inserirsi trasmettendo insubordinazione, autonomia e identit collettiva. Inoltre non deve sostituire gli altri media di movimento, ma interagirvi.
Nel 1991 esistono gi 10 nodi della rete ECN che si riuniscono in rete fido compatibile con il numero di zona "45"e di regione "1917". Fondamentalmente la struttura di rete telematica (ovvero di collegamento automatico coordinato e standardizzato tecnologicamente per via telematica) esiste solo in Italia. Da ed a tale rete dipartono e giungono materiali digitali da bbs e realt antagoniste di tutto il mondo, ma solo in Italia esiste un circuito antagonista di BBS unito in rete.
Nell'inverno 1991/92 S. Sansavini, C. Gherardini (Controradio) e Cyber Joker (Bologna) iniziano una sperimentazione (che durer alcuni mesi) di inserimento delle News Ecn pi interessanti all'interno del sistema Videotel. L'obbiettivo era quello di allargare a tale sistema la fascia dei soggetti coinvolti. Durante tutta la prima parte degli anni novanta la rete E.C.N. tende a cercare di coinvolgere al suo interno realt che non usano mezzi digitali ponendosi quindi l'obbiettivo di convertire in formato digitale i documenti da essi prodotti. La rete cerca quindi di unire attraverso il mezzo telematico ogni realt di movimento. In questo senso i suoi obbiettivi si modificano coinvolgendo quelli del movimento in generale e non unicamente quelli del Coordinamento Nazionale Antinucleare e Antiimperialista. Tra il 1991 e il 1992 i nodi ECN iniziano dunque a realizzare fanzine o giornali che riportano sul mezzo cartaceo quelle notizie che circolavano esclusivamente nel mezzo telematico. Tra il 1993 e il 1994 inizia a concretizzarsi l'idea di una rete che non sia solo una struttura di servizio di distribuzione, ma che diventi essa stessa un nuovo soggetto sociale e politico.
A luglio del 1991 all'interno del Festival di Sant'Arcangelo dei Teatri il gruppo Shake - Decoder organizza la rassegna "Tutta la tecnologia al popolo & seminari inter/attivi".19 Il seminario "Inter-azione", a cui partecipano tra gli altri D. De Kerchkove, i Van Gogh TV, K. Maek, P. Moroni, M. Philopat e T. Tozzi, vuole affrontare il tema dell'interattivit nei media, la necessit di una comunicazione orizzontale e per realizzare ci la creazione di laboratori per l'alfabetizzazione e diffusione di tecnologie informatiche e telematiche a basso costo.
Durante l'estate l'E.C.N. inizia a far circolare al suo interno alcuni dei materiali dell'area telematica "Cyberpunk". Nasce "Neuronet", fanzine di Bologna che riporta alcuni dei messaggi dell'area Cyberpunk.
Ad ottobre in occasione della sua mostra personale "Videotel - data bank: transazioni, connessioni, controllo" alla galleria Murnik di Milano, T. Tozzi pubblica il libretto "Data bank: transazioni, connessioni, controllo", con un intervento di Quetzalcoatl. Il libro descrive la necessit della tutela della privacy in una societ organizzata su strumenti di comunicazione digitale in cui le possibilit di controllo diventano invasive.
Le presentazioni del cyberpunk si moltiplicano in tutt'Italia: "Verso il Cyberpunk!" organizzato a novembre a Montepulciano da i Metropoliziani. La presentazione del libro "Opposizioni '80", dell'area telematica "Cyberpunk" e dell'hackeraggio sociale, a novembre presso la libreria "Centofiori" di Como e a dicembre al centro culturale "Cavallo di Troia" di Perugia in cui si hanno problemi con la Digos che interrompe la serata.
A dicembre T. Tozzi insieme al C.S.A. Ex-Emerson e l'Agenzia di Comunicazione Antagonista, organizzano "Comunicazioni Opposizioni" un incontro nazionale di graffitisti20, musicisti Hip Hop e Reggae21, con presentazione della rete "E.C.N." e dell'area telematica "Cyberpunk".
Il vol. 3.1 di Intertek, inverno 1991,  uno speciale sul tema "Hackers and the Electronic Frontier".
Nel 1991 nasce Sidanet BBS (Roma) che condivide l'area messaggi cyberpunk.
Lo stesso anno esce il libro di K. Hafner & J. Markoff "Cyberpunk: outlaws and hackers on the computer frontier". Phiber Optik, uno degli hacker inquisiti durante l'operazione Sun Devil dell'anno precedente (vedi Controllo e Repressione) finisce sulle riviste Harper's, Esquire, New York Times e nelle televisioni. Il cyberpunk e gli hacker sono sotto l'occhio dell'attenzione dei media ufficiali. Il modo in cui ci avviene  purtroppo colorato e ne stravolge spesso e volentieri le reali intenzioni.
All'inizio del 1992 viene scritto da Brendan P. Kehoe "Zen and the Art of the Internet" (Brendan P. Kehoe, 1992), una sorta di bestseller che gira immediatamente in tutte le BBS.
A gennaio "Happening multimediali" presso il Bloom di Mezzago (Mi) a cura di Amen con presentazione del libro "Opposizioni '80", dell'area telematica "Cyberpunk" e dell'hackeraggio sociale. Esce anche il disco dei Peggio "Alterazione della struttura" in cui sul retro della copertina vi  un testo di T. Tozzi dal titolo "Comunit virtuali antagoniste".
A marzo "Agor 92", tre giorni di dibattito su antagonismo e informazione, hackeraggio sociale, reti informatiche, comunicazioni e nuove tecnologie, realt virtuali, organizzati al C.S.A. Sintesi Sociale di Seregno. Partecipano tra gli altri Amen THX, Decoder, E.C.N., T.Tozzi e Aaron.
Ad aprile "Gioved da MS" organizzati dal Damsterdamned di Bologna. Partecipano tra gli altri G. Verde, Amen e T. Tozzi. In quel periodo esce anche su Flash Art l'articolo di T. Tozzi "Comunit Virtuali/Opposizioni Reali", in cui vengono presentate tra le altre cose l'area Cyberpunk e la rete ECN. Vi si legge: "La digitalizzazione dei dati e la connessione in reti di tipo telematico  tra le novit tecnologiche attuali quella che produrr le maggiori trasformazioni all'interno delle societ che ne faranno uso. La digitalizzazione delle informazioni presenta dei lati molto interessanti dal punto di vista concettuale: 1) La non deteriorabilit dell'informazione. 2) La riproducibilit dell'informazione. 3) La manipolabilit dell'informazione. 4) La lettura interattiva del modello di informazione e la selezione personalizzata dell'informazione da parte dell'utente. Il fatto che tali informazioni digitali siano trasmesse e collegate in rete permette inoltre: 5) L 'interattivit e dunque il dialogo tra fornitore e utente. Mentre un uso socialmente democratico di tale possibilit pu portare alla: 6) Non distinguibilit tra i ruoli di fornitore e utente. 7) Lo sviluppo di trib elettroniche e di scene culturali non limitate da barriere geografiche. (...) Tali elementi possono provocare delle libert notevoli nel campo della comunicazione sociale, cos come possono, a seconda degli scopi, trasformarsi in trappole per controllare e limitare le libert individuali" (Tozzi, 1992c).
A maggio in occasione dell'omonima mostra di T. Tozzi alla Galleria Paolo Vitolo a Roma, esce il libro di T. Tozzi "Conferenze telematiche interattive" (Tozzi, 1992a). E' una raccolta di messaggi telematici dall'area "Cyberpunk" ed altre aree della bbs Hacker art che documentano un dibattito nato in tali aree in seguito all'inserimento di alcuni messaggi messi da Tozzi e che riportano testi scritti da altri. Inoltre, nella mostra  "Tozzi, tramite computer permetteva il collegamento in tempo reale del pubblico con la Rete Telematica Antagonista Cyberpunk per lasciare o leggere messaggi a/da vari utenti" (Macr, 1993, pag. 14)
A giugno esce su "Rumore" l'intervista di V. Baroni a T. Tozzi in cui si legge: "Tozzi utilizza la telematica per originare <<spazi interattivi di comunicazione antagonista>>." (...) - T. Tozzi: "La mia idea di opera d'arte  quella di cercare di creare un'entit che metta in contatto pi realt, individui o cose. Non un oggetto statico da contemplare, ma un'azione che dia la possibilit di interagire." (...) - V.Baroni: La diffusione di un virus per computer equivale secondo te ad un atto terroristico? - T. Tozzi: "Il virus  un programma informatico, la cui costante  la caratteristica di auto-replicarsi e contaminare. Il suo effetto pu essere di tipo distruttivo, che a me non interessa, o propositivo, ovvero capace di lanciare dei messaggi, di aprire situazioni invece di distruggerle, di aumentare le informazioni disponibili invece di limitarle" (Tozzi, 1992b).
Sempre a giugno, in occasione della mostra Documenta a Kassel, il gruppo tedesco Van Gogh TV organizza l'happening telematico internazionale "Piazza virtuale" in cui vengono collegate attraverso il telefono o l'uso di parabole, diversi siti in tutto il mondo. La "piazza virtuale" italiana  il centro sociale Conchetta di Milano in cui il funzionamento dell'evento  organizzato dal gruppo Decoder. E' un grosso evento che permette collegamenti telematici in tempo reale, happening video e digitali, conferenze, musica e altro.
In estate l'area messaggi telematici "Cyberpunk" viene chiusa dai vertici della rete Fidonet (vedi Controllo e Repressione). Ad ottobre all'interno della rassegna "Milano Poesia" allo Spazio Ansaldo di Milano, il gruppo Decoder organizza un importante seminario internazionale dal titolo "Nuovi diritti sulla frontiera elettronica. Creativit, legge , disordine" che vede gli interventi tra gli altri di Van Gogh TV (Amburgo), la rivista Hacktic (Amsterdam), la rivista Black Ice (Londra), la rivista 2600 (New York) e altri. 
A dicembre, da un'idea di T. Tozzi, esce il n. 0 di "Metanetwork - fanzine su floppy disk e rete telematica per comunit virtuali", a cura di T. Tozzi e N. Renzoni. Vi sono testi di Raf Valvola (Decoder), Electronic Frontier Foundation, R. Pinto, Massimo Contrasto, Processed World e altri. Il numero 0  autoprodotto, mentre i successivi numeri 1 (1993) e 2 (1994) sono editi dalla Wide Records di Pisa che apre al suo interno la Global Pubblications. Nel numero 1 e 2 oltre alla presentazione del progetto "Gaia" proposto da Peter Paper nell'area telematica "Cyberpunk, verranno pubblicati testi sugli algoritmi genetici, le nanotecnologie, le reti neurali, il no copyright, il clipper chip, arte telematica, A-life, fuzzy logic, la teoria dei memi di R. Dawkins, la crittografia e altro. Metanetwork ha una doppia vita: da una parte  residente in rete sulla bbs Hacker Art, dove  aperta ai contributi liberi di ogni utente che in questo modo ne diventa non solo lettore, ma anche collaboratore; dall'altra  distribuita tramite floppy disk per permetterne la lettura a chi ha il computer ma non il modem. Allo stesso tempo viene inserito nel floppy disk un piccolo software che permette a chi  in possesso di un modem di usarlo per collegarsi alle BBS della rete Cybernet. Dal 1993 sar distribuita attraverso la rete "Cybernet" grazie ad un sistema automatico di distribuzione di alcuni file in essa contenuti, mentre dal 1995 viene ospitata nel sito Internet di "Strano Network".
Sempre a dicembre del 1992 esce "Happening digitali interattivi", ideato e a cura di T. Tozzi, Firenze. Progettato l'anno precedente (la stessa raccolta dei contributi part nel 1991)  il primo cd-rom + libro italiano contenente musica, testi e immagini realizzate collettivamente (in parte attraverso l'uso della rete telematica) e rimanipolabili in modo interattivo.22 Il cd-rom contiene inoltre la raccolta di tutti i messaggi inseriti nell'area telematica "Cyberpunk" dal suo inizio fino alla sua chiusura nell'estate del 1992. A gennaio del 1993 viene presentato al CSA Ex-Emerson a Firenze e alla Fiera dell'Arte di Bologna, dove viene esposto come opera d'arte nello stand della galleria Paolo Vitolo. E' il primo caso in Italia di realizzazione di un cd-rom d'artista..23
A dicembre viene organizzata "Cyber surf", due giornate di installazioni e seminari alla seconda Universit di Tor Vergata a Roma. Tra i partecipanti Raf Valvola (Decoder), Gomma (Decoder), P. Moroni, Massimo Contrasto (che presenta un'installazione realizzata con il Mandala System), T. Tozzi, F. Berardi. All'interno di tali spazi viene organizzata una riunione a porte chiuse a cui partecipano tra gli altri Gomma, Raf Valvola, uVLSI, Andrea Sannucci, Luc Pac (tramite messaggio), T. Tozzi, Graffio, Massimo (Sidanet), Captain Swing, Gianni (Forte Prenestino), F. Zingarelli (Forte Prenestino), Marco "Il Duca" (Roma) e altri, in cui vengono pianificati gli obbiettivi e i dettagli tecnici per la nascita della rete telematica "Cybernet", che di fatto partir a gennaio del 1993.
Nel numero 7  di Decoder, inverno 1992,  viene pubblicato l'articolo di Luc Pac "Cyber Web - La rete come ragnatela" in cui viene auspicata una rete globale libera, rizomatica, non sottomessa a interessi corporativi, ne a difficolt di uso di ordine tecnico. Luc Pac  un altro dei personaggi la cui incessante attivit ha permesso la nascita non solo della Cybernet, ma anche di molti altri progetti collegati alla telematica antagonista in Italia. E' per esempio colui che gestisce il nodo italiano della Spunk, una distribuzione internazionale di materiali anarchici. La sua BBS, Bits Against Empire subir diverse persecuzioni da parte della Digos a pi riprese. 
Lo stesso anno vengono organizzati dei seminari sull'hacking alla Facolt di Sociologia di Trento.
Sempre nel 1992 viene presentato in rete il progetto "Gaia" (promosso da Peter Paper nella rete Cybernet). Il progetto "Gaia", di cui si  discusso molto nell'area cyberpunk, prevedeva la creazione di una rete con una struttura non gerarchica pensata tecnicamente per essere in grado di autorganizzarsi ed eliminare quindi ogni forma di verticismo nell'organizzazione. Furono fatte molte discussioni su come organizzare i protocolli. Suoi possibili seguiti tramite i cellulari furono proposti durante l'Hack It 98 (proposta del Dr. Mistero) e sono in fase di studio. La stessa rete Internet possiede un'organizzazione parzialmente centralizzata, sebbene la molteplicit dei centri rende estremamente difficile un suo controllo.
Nel 1992 nasce anche Zero Network a Padova, un giornale prodotto dall'area dell'autonomia per discutere dei temi specifici al nuovo mezzo telematico. E' solo uno degli esempi di come in quel periodo l'organizzazione della rete E.C.N. considerava imprescindibile la propria azione senza una contemporanea rete di rapporti tra gli utenti nel mondo reale. Gli incontri fisici negli spazi dei centri sociali, ad esempio attraverso seminari, presentazioni, ecc., erano un'altra delle forme imprescindibili per la crescita della comunit virtuale.
B. Sterling scrive il libro "Giro di vite contro gli hacker" in cui descrive fatti e misfatti dell'operazione Sun Devil contro gli hacker negli Stati Uniti. L. Bontempi scrive "Byte rugginosi. Luci e ombre del cyber". Una delle altre fanzine attente al movimento cyberpunk in USA  Iron Feather Journal. 
In Italia intanto il fenomeno si espande ad altre aree della sinistra. L'Arci Nova di Faenza, solo per fare un esempio, pubblica una fanzine dal titolo "Cyberpunk".

Nel 1993 nasce in Italia la rete CyberNet.
Da gennaio 1993 partono in modo sperimentale i collegamenti tra le prime BBS configurate tra loro in modo da dialogare attraverso il numero di rete Cybernet. Il primo collegamento avviene tra Senza Confine BBS di Macerata che ne  l'Hub24 nazionale e Hacker Art BBS (Firenze). In seguito, a marzo e ad aprile si collegano Decoder BBS (Milano) e Bits Against the Empire (Trento). Dopo alcuni mesi partono altre bbs fino ad arrivare in un anno intorno ad una ventina di nodi sparsi un po' ovunque nel territorio nazionale, mentre l'anno successivo il numero sale a circa una cinquantina con altrettanti Point. La media degli utenti  di circa 300 per BBS, sebbene in alcuni casi siano molti di pi, come ad esempio gli 800-1000 utenti di Decoder BBS e i 5000 raggiunti da Hacker Art BBS25 nel 1995. Nella primavera del 1994, subito dopo la repressione dell'Italian Crackdown (vedi in seguito), l'utenza della Cybernet aumenta. Nel 1995 gli utenti aumentano ulteriormente grazie anche alla diffusione dei modem in seguito all'ondata pubblicitaria che ruota intorno alla rete Internet. L'area messaggi "Cyberpunk", la principale della rete Cybernet, diventa comunque fin dal 1993 una zona trasversale a pi reti in quanto tale area viene condivisa da reti come l'ECN, la P-net, e in seguito ancora molte come la Freak Net ed altre, creando dei loop e molti capelli bianchi ai poveri sysop che dovevano impedire il caos negli scambi tra reti differenti. Le difficolt tecniche non impedivano per a questa molteplicit di persone di dedicarsi anima e corpo in ogni momento possibile per pemettere lo sviluppo e la crescita di questa enorme26 comunit virtuale che attraverso tali collegamenti di fatto raggiungeva diverse decine di migliaia di partecipanti sul territorio nazionale. Inoltre il radicamento nel tessuto dei centri sociali dava luogo ad una simultanea diffusione dei contenuti della rete in tali luoghi, rendendone in tal modo partecipi anche quei frequentatori che non erano ancora in grado di usare gli strumenti telematici. 
A differenza dell'E.C.N. la Cybernet si propone subito con un modello di rete "aperta" con aree messaggi in cui chiunque pu sia leggere che scrivere. Al suo interno saranno portati avanti e discussi le proposte di rete telematica di tipo rizomatico per superare la struttura gerarchica del modello fidocompatibile postulando un diritto a comunicare telematicamente senza barriere riconosciuto ad ogni cittadino del mondo. Il modello proposto servir da laboratorio sperimentale per le discussioni future interne sia all'area E.C.N. che alle reti civiche e ai provider Internet che inizieranno a nascere in Italia solo dal 1994.
Di seguito ecco il testo del primo messaggio che presenta la nascita della rete Cybernet:

Area: cyberpunk
Data: 18/1/1993 23:46
Da: Tommaso Tozzi
A: All
Sogg: CYBERNET
AREA:CYBER_PUNK
CYBERNET VIVE!!!!

E' nato il primo link all'interno di Cybernet. Per ora le bbs collegate sono poche: HACKER ART e SENZA CONFINE ma presto siamo fiduciosi nello sviluppo di un network massiccio almeno a livello nazionale, con nodi sparsi nelle principali citta'. 

Metteremo in rete quanto prima un testo con indicate le intenzioni di chi si e' riunito a Roma a dicembre per far partire Cybernet. Inoltre siete tutti invitati a partecipare alla riunione che si terra' il 31 dicembre all'ex-emerson per continuare la discussione e i preparativi della nascita effettiva di CYBERNET. Vi faro' sapere notizie piu' precise in seguito e mettero' un programma dettagliato della due giorni "HAPPENING DIGITALI INTERATTIVI" che si terra' per l'appunto al C.S.A. Ex-Emerson a Firenze il 30 e 31 gennaio.
Per ora e' tutto...
...arrotatevi le dita che ci sara' da digitare!!!!!!!!!!!!!!! 

Il Sysop di HACKER ART BBS

--- Paragon v2.00g
* Origin: HACKER ART BBS IN/OUT no@!!! (65:1100/1)

A gennaio del 1993 viene organizzata al C.S.A. Ex-Emerson dall'Agenzia di Comunicazione Antagonista e T. Tozzi la due giorni "Happening digitali interattivi". L'evento nasce come presentazione dell'omonimo cd-rom + libro realizzato da T. Tozzi. Vengono organizzati happening, concerti, seminari, performance e installazioni a cui partecipano molti dei circa settanta singoli o gruppi che sono presenti nel progetto H.D.I.. L'organizzazione di questo evento da origine alla costituzione del gruppo di lavoro sulla comunicazione "Strano Network". Inoltre  la prima occasione in cui viene presentata la nascita della rete Cybernet di cui si tiene un'ulteriore riunione di coordinamento.
Lo stesso mese esce il n. 1 della rivista inglese "Black Ice". 
A febbario del 1993 mostra di Massimo Contrasto "Uomo Macchina" allo Studio Leonardi. Massimo Contrasto, in stretta collaborazione con Tozzi fin dalla met degli anni ottanta,  stato uno dei primi artisti italiani a riflettere e lavorare sull'uso del computer come strumento di liberazione.   
A marzo nasce il nodo Cybernet di Decoder BBS (1993).
Ad aprile nasce Bits Against The Empire BBS, di Luc Pac, quarto nodo della Cybernet.
Lo stesso mese a Firenze, nasce il gruppo Strano Network organizzando i "Seminari permanenti di comunicazione multimediale antagonista" dal 22/4//1993 al 3/6/1993 presso il C.S.A Ex-Emerson a Firenze. Fin dall'inizio il gruppo cercher di diffondere l'alfabetizzazione degli strumenti telematici, una critica verso l'intrusione degli interessi commerciali e politici negli ambiti della telematica, e la promozione e lo sviluppo di reti telematiche antagoniste. 
Ecco il modo in cui ne descrive gli intenti A. Carola Freschi: "I temi specifici su cui l'associazione Strano Network si impegna riguardano:  (a) i rischi, collegati alla diffusione delle nuove tecnologie, di nuove forme di controllo sociale (come nel caso delle minacce alla privacy, e dello sfruttamento politico e commerciale delle informazioni sui cittadini); (b) l'affermazione di nuovi diritti di cittadinanza e di modelli di regolamentazione del mercato adeguati ad uno sviluppo del 'modo di produzione digitale', quindi in grado di allontanare lo spettro della 'societ dell'accesso' e dei suoi meccanismi di mercificazione spinta delle relazioni sociali. La compatibilit del modello emergente con obiettivi di equit sociale e di democrazia sostanziale viene fatta dipendere dall'affermazione dei diritti di accesso alla comunicazione in rete, dalla difesa di anonimato e crittografia, dalla accessibilit tecnica dell'informazione digitale per le persone svantaggiate rispetto all'uso dei nuovi mezzi, dall'abolizione del copyright su software e contenuti, tutti elementi che confluiscono nel "diritto ai saperi"; (c) la sperimentazione di nuove modalit di azione collettiva, attraverso la rete (per es. il netstrike), per la difesa dei diritti civili fondamentali (come la libert di informazione, l'abolizione della pena di morte), oltre che per le nuove istanze promosse (come il 'diritto ai saperi')" (Carola Freschi, 2000). 
A questi tre punti se ne pu aggiungere un quarto: la critica dei nuovi media e del sistema dell'arte attraverso la proposta di nuove forme della comunicazione e artistiche collettive, orizzontali e no profit. I soci fondatori di Strano Network sono S. Sansavini, che nei primi anni ne  il presidente27 e principale mente teorica, Ferry Byte, colui che inventa il nome del gruppo e che ne sar il vero motore attraverso un'instancabile presenza teorica ed attivit di organizzazione in ogni iniziativa del gruppo, T. Tozzi, F. Storai e C. Maltinti, che promuoveranno in particolar modo la contaminazione tra le attivit del gruppo e il mondo dell'arte istituzionale, e L. Scarlini che porter i suoi contributi intellettuali all'attivit del gruppo. Dopo pochi mesi di attivit vi  un nutrito gruppo di collaboratori giovanissimi alle attivit del gruppo, tra cui in particolar modo, Positive Mind e Lobo. Dopo circa un anno di attivit, in occasione della partenza della nuova BBS Virtual Town TV alla fine del 1994 e dell'organizzazione del convegno al Museo Pecci di Prato che si tenne a febbraio del 1995, iniziarono a collaborare attivamente al gruppo anche F. Galluzzi, C. Parrini, F. Bucalossi, B. Gualtieri e in seguito R. Monti. Molti altri personaggi di questo libro libro hanno collaborato negli anni ad alcune delle attivit del gruppo. Tra questi M. Cittadini, G. Verde e A. Caronia. Intense sono comunque state in particolar modo le collaborazioni con le attivit delle reti Cybernet, ECN, di Isole nella Rete e all'organizzazione degli Hackmeeting in Italia. Infine,  stato il gruppo Strano Network, ad organizzare il primo netsrike mondiale il 21 dicembre del 1995 (vedi Capitolo 1)28.
Il 1 maggio del 1993 nasce ad Amsterdam il sito xs4all (www.xs4all.nl). Xs4all nasce grazie all'incontro degli editori di Hack Tic, R. Gonggrijp e P. Jongsma con F. Rodriquez di Utopia BBS, una bbs di hackers olandesi, C. Bosman ed il contributo di M. Lewis dell'Universit di Amsterdam. Il nome "xs4all"  un acronimo inglese che sta per "accesso per tutti" e quello  sempre rimasto il principio base del sito.
Nell'estate del 1993 R. Gongrgrijp organizza in Olanda HEU.. "Hacking at the End of the Universe" fu una tre giorni di conferenze, workshop, corsi e molto altro, che fu un grosso successo per la partecipazione di hackers, phreakers, programmatori, cyberpunks e chiunque altro avesse attitudini tecno-anarchiche. Nel 1997 xs4all  diventata una grossa compagnia ed uno dei principali internet provider olandesi con 40.000 abbonati, mentre alcuni tra i suoi fondatori non vi lavorano pi al suo interno.
A giugno del 1993 si tiene il primo "Decoder Media Party", happening per comunit cyberpunk, raver e nomadi a cura di Shake Edizioni Underground e Calusca City Lights al Cox 18 a Milano e viene presentato il n. 8 di Decoder.29
Sempre a giugno viene organizzata "Immagini bastarde - rassegna di video e computer art. Riflessioni su autoproduzioni e pirataggi" a cura del Collettivo Politico Sociologia e Codici Immaginari presso la Facolt di Sociologia di Roma. Vi partecipano diversi intellettuali tra cui  P. Virno, B. Vecchi, ed altri. Nella sezione "Le potenzialit della telematica" T. Tozzi e la Wide Records presentano il cd-rom "Happening Digitali Interattivi", "Metanetwork 2000", le reti telematiche alternative E.C.N., la Cybernet e Hacker Art BBS.
A luglio, al Comune di Castel Bolognese si tiene "Cyberpunk II - Ritorno a Mutonia".30
Ad ottobre si tiene a Padova il meeting "Immaginario tecnologico di fine millennio", a cura della Libreria Calusca. E' un importante momento di confronto tra le principali realt italiane. E' nuovamente l'occasione per riunire e far discutere differenti aree del movimento che portano avanti punti di vista sulla telematica diversi, ma uniti nel tentativo di costruire un mondo migliore attraverso i nuovi media.31 Si parla di reti telematiche antagoniste e di realt virtuale, di tutela della privacy e PGP e quindi dei Cypherpunk, di no copyright, delle alleanze in corso tra le societ telefoniche, dei cavi e dei servizi di contenuti. Nel dibattito si afferma inoltre che si sta passando ad una fase di privatizzazione dei saperi che va contro quel diritto alla comunicazione che dovrebbe essere un inalienabile diritto sociale. La possibilit di smontare l'informazione  una necessit psichica dell'individuo per rispondere al condizionamento quotidiano dei media.. Il diritto alla copia rientra dunque negli obblighi che lo Stato si deve porre per garantire la circolazione di cultura, la costruzione di un linguaggio comune e la conseguente possibilit da parte di tutti di poterlo usare quotidianamente in modo libero e spontaneo.
Le tre giornate di Padova sono state inoltre la riprova sperimentale di un nuovo modello sociale di costruzione e distribuzione dei saperi. L'operazione nata e organizzata in occasione della riapertura della Calusca -un centro di documentazione multimediale, comprendente oltre alla biblioteca, un servizio aperto di collegamento in rete con alcune banche dati esistenti- si  di fatto svolta per alcuni mesi all'interno di alcune comunit virtuali (reti telematiche ECN, Cybernet e P-Net) con la partecipazione potenziale di ogni utente delle reti, ma anche attraverso altre forme mediali della comunicazione quali riviste (Zero Network e Il Manifesto) e radio (un network che ha anche trasmesso in diretta parti del convegno svolto nella tre giorni padovana). Tali modalit di interazione e partecipazione a distanza al convegno sia nello spazio che nel tempo attraverso l'uso di nuovi e vecchi media, riflettevano i temi principali del convegno, al punto da rendere inscindibili tali singole differenti parti dall'insieme.
A dicembre del 1993 si tiene un nuovo "Media Party" aperto ad astronauti, sperimentatori, hacker e ricercatori, a cura di Shake Edizioni Underground, Decoder e libreria La Calusca in Cox 18 a Milano. E' l'occasione per presentare il libro di B. Sterling "Giro di vite contro gli hacker", tradotto e pubblicato dalla Shake Edizioni, le psyco-pitture del professor Bad Trip, la rivista Metanetwork, il concerto dei Temple Beat, una "palestra tecnologica", esempi di realt virtuale a basso costo, un electronic caf (chat-line, picture phone) e altro. T. Tozzi fa un happening di arte interattiva che intitola A.R.E. (Anonymous Route Event)32 in cui alcune immagini vengono create collettivamente attraverso il computer e la rete da Tozzi ed altri utenti connessi in tempo reale. 
Nel 1993 nasce l'Associazione cult. Chaos a Torino e la Global Pubblications a Pisa. 
Nel 1993 La Steve Jackson fa uscire il gioco da tavolo Hacker. Alcuni "esperti" affermano esserci circa 50.000 hackers nel mondo. La rivista "King Italia" fa uno speciale sul Cyber con interviste a Decoder, Tozzi ed altri. 
Tra il 1993 e il 1995 i nodi E.C.N. diventano circa 15 sparsi nel territorio italiano.

A gennaio del 1994 al CSA Ex-Emerson di Firenze rassegna "Biblioteca virtuale" a cura di Strano Network. Oltre all'idea della costruzione di una biblioteca permanente in rete, vengono presentati quattro ipertesti realizzati tutti da persone che fanno parte di Strano Network: "Stragi di stato - un percorso negli aspetti pi oscuri della recente storia italiana", realizzato da S. Sansavini; "Testi caldi - Osservatorio interattivo sui Diritti della Frontiera Elettronica", realizzato da Ferry Byte; "Metanetwork", n. 1, realizzato da T. Tozzi e N. Renzoni; questi tre ipertesti sono prodotti e distribuiti su floppy disk dalla Global Production/Wide Records; infine "Fluxus", realizzato da F. Storai e C. Maltinti. Gli ipertesti vengono contemporaneamente diffusi gratuitamente in rete. Sia "Stragi di Stato" che "Testi Caldi" diventano un riferimento per molte delle ricerche in quel settore. In particolare "Testi caldi" che commenta e documenta in modo vastissimo le problematiche relative al no copyright nel digitale sar spulciato da moltissimi degli addetti ai lavori che vi trarranno spunti per le loro opere future.
Nel numero del 7 gennaio esce su Il Manifesto l'articolo di Gomma "Regole e garanzie per la Frontiera elettronica". Gli articoli che vengono scritti su Il Manifesto sia durante gli anni ottanta, che durante tutti gli anni novanta saranno una efficace sintesi, nonch luogo di riflessione e proposta intorno a tutto ci che si sta muovendo in Italia nei movimenti legati alla telematica. L'apporto del quotidiano alle lotte dei movimenti hacker, cyberpunk e all'antagonismo telematico in generale  fondamentale e senza di esso non sarebbe stato possibile creare una presa di coscienza cos diffusa come  avvenuto nel passato ed avviene nel presente rispetto alle questioni fondamentali legate alle nuove tecnologie.
A marzo viene organizzato al Forte Prenestino un "Rave Party" con la collaborazione di "Il Duca". Nell'occasione viene fatta la presentazione di "Taz" di Hakim Bay e "Giro di vite contro gli hackers" tradotti e pubblicati entrambe dalla Shake Edizioni Underground. Vi partecipano Gomma, Raf Valvola,  P. Moroni, Graffio, B. Vecchi e altri.33 E' il primo rave organizzato dall'area dei centri sociali di Roma. E' un'iniziativa di finanziamento per realizzare la bbs del Forte Prenestino e in seguito a ci a fine anno nascer Avana BBS. 
Nel numero del 21 maggio esce su Il Manifesto l'articolo di Gomma "Giro di vite per la libert d'informazione", l'articolo di Raf "Due leggi da cambiare", l'articolo di uVLSI "Le trib delle reti" e l'articolo di Gomma "Byte avvelenati. Finora solo leggi a senso unico". Sono alcune tra le tante risposte che vengono fatte all'operazione di repressione che  stata scatenata in rete in Italia da parte delle forze dell'ordine e che ha portato al sequestro o alla chiusura immotivata di circa 150 BBS in tutta Italia (vedi Leggi, Controllo e Repressione).
A giugno si tiene un altro "Decoder Media Party", al Cox 18 a Milano. Viene presentato il n. 9 della rivista Decoder, Shake Ed. Underground, Milano, che contiene l'articolo "Italian Crackdown", sull'ondata di repressione avvenuta a primavera in Italia negli ambiti della telematica amatoriale.34
Nell'estate del 1994 T. Tozzi inizia le prime sperimentazioni per realizzare la BBS Virtual Town Television (VTTV) che inizia a funzionare a settembre. A dicembre Hacker Art si scinde in due BBS: Virtual Town TV e Virtual Town Mail. VTTV usa un software che permette di fornire la posta elettronica Internet gratuitatemente ai propri utenti attraverso la connettivit gratuita fornita dal Cineca attraverso la Trident (in seguito attraverso Dadanet). E' un esperimento totalmente autogestito che fornisce un servizio analogo a quello fornito dal Comune di Bologna grazie a notevoli finanziamenti pubblici. . VTTV ha un'interfaccia grafica a icone e la possibilit di fare chat multiutente, una caratteristica in quegli anni rarissima per una BBS. T. Tozzi coinvolge Strano Network nelle attivit della BBS che dall'inizio del 1995 inizia ad essere gestita collettivamente. In particolare Tozzi propone la creazione di un servizio che attraverso l'uso del chat multiutente avrebbe permesso di trasformare la BBS in una radio interattiva. Viene cio creato un palinsesto per cui ogni membro di Strano Network, soprannonimato "dj-chat", garantisce una "diretta" on-line, una volta alla settimana, ognuno a differenti ore della giornata e su argomenti diversi quali arte, politica, letteratura, ecc.. Gli utenti partecipano alla diretta on-line in modo interattivo intervenendo nella "trasmissione". Per un certo periodo Strano Network digitalizza giornalmente le testate di alcuni quotidiani fornendone la lettura on-line. Secondo le intenzioni di Tozzi, VTTV doveva inoltre essere un primitivo esempio di TV on-line con filmati inseriti quotidianamente dalla redazione e dagli utenti. L'esperimento dur pochissimo a causa sia della lentezza della trasmissione, sia per la difficolt di garantire l'aggiornamento dei materiali. Ci che invece fu un enorme successo era la totale autogestione degli utenti. L'interfaccia grafica di VTTV replicava la vista dall'alto di una citt virtuale. Per garantire continuit con Hacker Art BBS, oltre a diversi palazzi (in cui si poteva andare all'interno di un museo virtuale, di una biblioteca, di uno spazio con oltre 600 forum collegati a una decina di reti nazionali ed internazionali, di un archivio di video, di uno spazio per fare happening e molto altro ancora) vi era nella collinetta che dominava la citt virtuale un palazzo denominato Hacker Art al cui interno ogni utente era in grado automaticamente di costruirsi un proprio nuovo palazzo ed autogestirselo secondo i suoi voleri. Si respirava l'area di un centro sociale occupato, all'interno degli spazi asettici delle nuove tecnologie. Gli utenti occuparono svariate case, creando ed autogestendosi liberamente propri forum o archivi sugli argomenti pi svariati. Dopo un certo periodo si inizi a creare degli incontri reali tra gli utenti della BBS per permettere alle persone di conoscersi meglio. Nacquero amicizie, amori, litigi, discussioni, passioni, idee che rimangono nella memoria delle esperienze personali di migliaia di persone che per alcuni anni si ritrovarono a fare vita di strada in rete. Fu una palestra per moltissimi pi o meno giovani. All'interno della BBS mossero i loro primi passi telematici artisti ad esempio come M. Cittadini, F. Bucalossi, C. Parrini ed i Giovanotti Mondani Meccanici il cui studio aveva sede nelle stanze accanto a quella in cui Strano Network manteneva in vita la BBS35.
Ad ottobre del 1994 esce il libro "No copyright, nuovi diritti nel 2000", a cura di Raf Valvola Scelsi, Shake Ed. Underground, Milano, che costituir le basi teoriche per una risposta politica alla legge 518 sul copyright. E' uno strumento ricco di riflessioni e dati che fornisce un impianto teorico ad affermazioni basilari. 
Nel numero del 20 ottobre esce su Il Manifesto l'articolo di Raf "Il messaggio tra lavoro e libert".
A dicembre viene organizzata al CSOA Forte Prenestino "PsycoSurf & MediaTrips", 2 giorni di ipernavigazione psichica36. La due giorni  principalmente l'occasione per presentare la nascita del gruppo Avana (Avvisi Ai Naviganti) e di Avana BBS. Tra quelle che saranno le future attivit del gruppo Avana figurano: corsi di alfabetizzazione (internet, videoscrittura, sistemi free, ecc.); impegno in democrazia elettronica (rete civica romana); installazione multimediali; riflessione su "reddito di cittadinanza" e "impresa politica". 
Nel 1994 nasce The Digital Future Coalition gruppo contro il copyright. Lo stesso anno il CCC espande il suo raggio d'azione stabilendo un ufficio a Berlino. Nel frattempo la rivista Mondo 2000 dichiara che il cyberpunk  morto. N. Vitale scrive "Telefascismo. Cybermedia e informazione totale nell'era di Berlusconi".

A febbraio del 1995 Strano Network organizza il convegno "Diritto alla comunicazione nello scenario di fine millennio" al Centro per l'Arte Contemporanea "Luigi Pecci" di Prato. In tale convegno per la prima volta si incontrarono una ventina di reti telematiche amatoriali e moltissimi relatori nazionali ed internazionali37. Tale incontro nasce dall'esigenza di trovare una piattaforma di intenti comuni per reagire ad azioni istituzionali (vedi l'Italian Crackdown in Leggi, controllo e repressione) che nella fase di promozione in Italia della rete Internet  tendevano a cercare di regolamentare in modo verticistico le esperienze della telematica di base, calpestandone le esigenze e le finalit specifiche. Gli atti di tale convegno vengono raccolti e pubblicati nel 1996  nel libro "Nubi all'orizzonte" a cura di "Strano Network", Castelvecchi editore. Il convegno  diviso in tre sezioni: "Internet: la matrice" il cui dibattito viene introdotto da S. Sansavini; "Dibattito sugli aspetti giuridici della frontiera elettronica italiana" introdotto da Ferry Byte; "Assemblea nazionale dei sysop e degli utenti delle reti telematiche amatoriali nazionali" introdotto da T. Tozzi. Coordinano inoltre i vari dibattiti anche F. Storai, C. Maltinti, L. Scarlini, F. Bucalossi e F. Galluzzi. Il convegno era stato preceduto da una "conferenza on-line" preparatoria svoltasi nell'area messaggi "Cyberpunk" attraverso l'uso di differenti reti telematiche nell'autunno del 1994.
Il convegno produce una "mozione" firmata all'unanimit dai partecipanti che pu essere considerata la base comune di intenti di un nuovo soggetto dell'agire politico che emerge attraverso l'uso del mezzo telematico sebbene composto da una costellazione differenziata di componenti sociali. Il documento, che riportiamo di seguito, fu letto da S. Sansavini alla fine del convegno e in quell'occasione fu proposto di costituire una consulta telematica al fine di non rendere questo convegno un caso isolato ma un osservatorio permanente sulle questioni dibattute:
"I seguenti soggetti, individuali o collettivi, riunitisi presso il convegno <<Diritto alla comunicazione nello scenario di fine millennio>>, il 19/2/95 al museo Pecci di Prato esprimono preoccupazione, segnalando l'esistenza di un pesante clima intorno ai temi circa la comunicazione elettronica, dal punto di vista legislativo, giudiziario e per quanto riguarda la copertura giornalistica e mediatica degli avvenimenti relativi alla telematica in generale. In rapida sequenza sono state approvate due leggi (copyright sul software e computer crimes) che puniscono duramente con pene detentive, in maniera assolutamente sproporzionata, comportamenti che molto spesso possono essere considerati solo come trasgressivi. Il pi naturale esito giudiziario di questo approccio non poteva essere altro che un'operazione nello stile dell'Italian Crackdown, a tutt'oggi peraltro criticata da numerosi giuristi. In parallelo sentenze provenienti da ambito diverso contribuiscono ad aggravare il clima: da un lato, la sentenza del Tribunale di Roma relativa all'obbligo di registrazione dei fornitori di videoinformazione come fossero testate giornalistiche e, dall'altro lato, il governo che, all'inizio di gennaio di quest'anno si  autodelegato a decidere per decreto in materia di legislazione su privacy e BBS (in quest'ultimo caso per la prima volta in Europa), senza preventiva discussione parlamentare. La gestione dell'informazione in questo senso copre e avalla in maniera irresponsabile quelli che sembrano essere solo gli interessi di pochi. Ci sono stati decine di articoli e servizi televisivi riguardo a lievi violazioni delle suddette leggi penali, di contro non abbiamo visto assolutamente alcunch contro ci che appare muovere le istituzioni verso una regolamentazione sempre pi rigida della frontiera elettronica. Si organizzano a tal proposito convegni su "hacker, terrorismo e criminalit mafiosa", ma l'opinione pubblica  tenuta completamente all'oscuro riguardo a chi, come e quando avrebbe compiuto tali atti. Ci chiediamo quindi se questi ultimi siano veramente accaduti e, se  cos, esigiamo che vengano resi pubblici, oppure se questo allarme non sia una colossale montatura organizzata a fini a noi sconosciuti, ma che, di sicuro, sentiamo come una minaccia alla libert. Ci chiediamo infine  quali siano queste fantomatiche connessioni tra telematica, mafia e terrorismo. Inoltre rileviamo che, n le istituzioni, n la stampa o la TV hanno mai affrontato il tema delle nuove forme di comunicazione in termini di garanzia di diritti del cittadino. Le BBS e le sperimentazioni con i nuovi media hanno costituito, al contrario, un territorio nuovo, in cui elementi positivi di progresso sociale, interpersonale, di solidariet, culturale e scientifico, sono di gran lunga pi rilevanti dei presunti comportamenti sopra menzionati. Nessuno sembra essersi accorto che il cittadino telematico pone problemi legittimi e istanze che gi da oggi sono di portata universale. Il prossimo futuro sembra invece negare questa forma di diritti di cittadinanza, attraverso l'introduzione ulteriore di nuove norme, burocrazia e limiti alla socializzazione dell'informazione. Convinti che su questo campo si giochi un problema riguardante la garanzia delle libert tutti, invitiamo non solo i componenti delle diverse comunit telematiche, ma ogni soggetto civile a esprimersi concretamente su tali argomenti."
A febbraio del 1995 C.C. Bagarciev invita Tozzi a presentare al Palazzo delle Esposizioni a Roma il suo lavoro di arte on-line insieme a Strano Network.
A primavera si tiene il "Media Party Decoder" con la presentazione del sito Web di Decoder e di Strano Network.
Nel 1995 i due artisti di Bielefeld R. Tangens e il suo partner, che si autodefiniscono Padeluun, programmatori del software Zerberus e che gestiscono la mailbox del BIONIC computer che fa il gateway tra lo ZTN e il resto del mondo, aiutano ad organizzare ad aprile una manifestazione: The Sarajevo On-Line che si tiene allo Studio 99 che diventa un cyber-cafe. Per promuovere la solidariet con la citt l'evento  organizzato insieme al World Media Network, UNESCO, CAPA, Radio-France, RFI e SIPA dal titolo "Sarajevo Live, Sarjevo on-line" che promuove per dieci giorni un dibattito on-line tra gli abitanti di Sarajevo ed il resto del mondo tramite Internet. Viene anche messo su un sito attraverso cui visionare tutti i messaggi scambiati on-line (Skoric, 1996, pag. 52-53).
A maggio si tiene il convegno "Culture giovanili e conflitti metropolitani" alla Fiera di Roma, a cura di M. Canevacci, R. De Angelis e F. Mazzi.
A giugno esce il n. 10 di Decoder al cui interno vi  l'articolo "Le bbs e il futuro".
Il  10 agosto esce su Il manifesto l'articolo di Gomma "Una legge ai minimi termini".
Nell'estate del 1995 T. Tozzi progetta le modalit di quelli scioperi in rete che in futuro prenderanno il nome di "netstrike". Tra i primi messaggi che manda in rete per proporre quel tipo di pratica ve ne  uno in data 17 agosto 1995 che viene spedito nel forum "Idee in movimento", "Cyberpunk" e agli utenti della BBS Virtual Town TV. 
Ad ottobre del 1995 si tiene a Budapest il convegno Metaforum II organizzato dall'area della mailing list Nettime. Al convegno, a cui tra gli altri partecipa anche il gruppo di New York Critical Art Ensemble, viene invitato a parlare T. Tozzi del gruppo fiorentino Strano Network che  l'unico gruppo italiano presente tra gli invitati. In quell'occasione Strano Network fa un intervento (preparato in delle parti da T. Tozzi e in delle altre da S. Sansavini e Ferry Byte di Strano Network e spedito da Tozzi prima del convegno nella mailing list Nettime) dal titolo "Interfaccia fluttuante e diritto alla comunicazione" che contiene una parte dal titolo "Strategie di liberazione" in cui viene fatta una dichiarazione di Principi Etici riguardanti la telematica e la comunicazione (vedi Etica Hacker). Oltre ai principi etici vengono enucleati dieci punti come "strategie di liberazione". Il punto 9 (realizzato da Tozzi) si intitola "Protests on the Net" e sotto la voce "Virtual Strikes" si legge: "per boicottare un server per un breve periodo di tempo  sufficiente organizzare un grande gruppo di persone e chiedere loro di intasare il server collegandosi simultaneamente al server. Il boicottaggio dovrebbe essere pubblicizzato, reso pubblico e spiegatene le ragioni. Essi dovrebbero funzionare come "sit in" che bloccano il traffico" (Strano Network, 1996c, pag. 25). A dicembre dello stesso anno Strano Network organizza il primo Netstrike mondiale che funziona secondo il meccanismo proposto sopra. 
Ad ottobre viene organizzato dalla BBS Virtual Town TV un "Off-line Retrieval Party" al CSA Ex-Emerson in occasione del suo primo anno di vita. Viene presentato da Luc pac il libro "Digital Guerrilla".38 "Digital Guerrilla"  uno dei primi libri scritti da italiani (fondamentalmente dal gruppo di Torino a cui partecipa Luc Pac, Marta McKenzie ed altri) che tratta tematiche antagoniste collegate alla rete. E' uno strumento che fornisce tra le altre cose le nozioni base per costruirsi una BBS da soli e quindi collegarsi alla rete Cybernet.
Il 15 e 16 dicembre viene organizzata "Avvisi Ai Naviganti (AvANa) - 1 Anno di Telematica Sovversiva" 2 Giorni di Ipernavigazione Psichica al CSOA Forte Prenestino. Il venerd presentazione di Derive Approdi n.8 e dibattito sulle nuove frontiere dell'autoproduzione, a cura degli InfoShop dei CSOA Forte Prenestino, Auro e Marco, Brancaleone e Zona Rischio. Intervengono S. Bianchi (DeriveApprodi), Assalti Frontali (Roma), Grafton 9 (Bologna), Wide Records (PI), ShaKe Ed. (MI).39 Il sabato presentazione del libro "L'occhio della piramide" di R. Shea e R.A. Wilson, il primo volume della trilogia degli Illuminati, ShaKe Ed.. Intervengono gli editori.40 Entrambe i giorni prove generali della nuova AvANa BBS con software First Class e mostra documentaria su un anno di attivit. Rassegna archeotecnologica VIDEOGAMES '80 in ambiente Sciatto produzie.
A dicembre viene organizzato il primo Net Strike globale. Prendendo spunto da alcune precedenti riflessioni di T. Tozzi e quindi ideato da T. Tozzi e S. Sansavini viene organizzato e promosso da Strano Network. Tra le persone cui Strano Network spedisce il comunicato che invita a partecipare al netstrike vi sono gli invitati al convegno Metaforum II, e la mailing list Nettime. Il netstrike viene organizzato per protesta contro gli esperimenti nucleari di Mururoa. Dieci siti del governo francese vengono sensibilmente ingolfati ed il loro funzionamento rallentato da migliaia di net-manifestanti da tutto il mondo attraverso un concentramento simultaneo dell'attivit di molti browser su uno stesso sito. Il "netstrike"  la dimostrazione di come la tecnologia telematica fornisca forme nuove anche alla protesta sociale e politica.
Nel 1995 nasce il gruppo .Zip per l'Autonomia in Rete a Torino e Tactical Media Crew di Roma che diventer uno dei principali promotori dell'attivismo on-line in Italia. Lo stesso anno nasce in Italia la rete amatoriale di BBS FreakNet e Anarchip scrive "Piccola guida all'anarchia nel cyberspazio". I settori anarchici o antagonisti pi refrattari all'uso del mezzo telematico iniziano a rivedere le proprie idee in riguardo, soprattutto in seguito agli esempi che arrivano di uso antagonista della rete da parte dell'EZLN.
Il movimento californiano anti-Proposition 187 fa una campagna in rete contro il Partito Repubblicano americano.
F. Carlini scrive "Chips & Salsa. Storie e culture del mondo digitale". Una raccolta degli omonimi articoli usciti per diversi mesi su Il Manifesto.
Durante il 1995 nascono i primi siti web dell'E.C.N. con l'obbiettivo di avere visibilit anche in Internet. Sono gestiti da realt italiane ("Tactical Media Crew" di Roma, "Strano Network" di Firenze, "Malcolm X" di Roma e altri), ma vengono  prevalentemente ospitati dal provider "xs4all" (ad Amsterdam, Olanda) o da provider locali.

All'inizio del 1996 Strano Network organizza un netstrike contro il Governo Messicano per protestare verso le politiche nel Chiapas ed un netstrike contro il sistema della giustizia americana per protestare in riguardo alle questioni relative ai casi Mumia Abu Jamal e S. Baraldini. Viene bloccato il sito della Casa Bianca a Washington per 12 ore.
A primavera nasce il sito web "Isole nella Rete" (www.ecn.org) che trasferisce in Internet i principali contenuti della rete E.C.N. ed anche le sue principali aree messaggi ora riconvertite in mailing list. Nel documento che introduce il sito si pu leggere: "Il progetto di 'Isole nella Rete' nasce dalla volont di costruire uno spazio di visibilit su Internet che metta in relazione, tra di loro e con tutto il popolo della rete, i soggetti attivi nel mondo dell'autogestione. Siamo infatti convinti che le trasformazioni produttive e sociali avvenute in questi anni (effetto di quella che  stata chiamata la Terza Rivoluzione Industriale) abbiano posto al centro dei giochi la comunicazione e reso di strategica importanza l'accesso, libero e indipendente, ai mezzi di comunicazione che innervano il globo. Siamo convinti di questa necessit da prima che gli accessi a Internet diventassero possibili nel nostro Paese. Non a caso questo progetto  nato all'interno di quelle realt, pi o meno limitrofe ai centri sociali autogestiti, che in questi ultimi anni hanno lavorato sugli strumenti di comunicazione alternativi, si trattasse di BBS, di radio libere o riviste di movimento. Molte altre realt, in Italia e nel resto del mondo, stanno realizzando progetti simili al nostro e ci auspichiamo che, nelle similitudini e nelle differenze, possa nascere una rete di collaborazione, una rete nella rete delle reti". All'inizio le prime mailing list sono "Movimenti" (sulle iniziative politiche dei movimenti alternativi in Italia), "CS-List" (sulle iniziative dei Centri Sociali italiani), "International" (sulle news internazionali),  "ECN news" (una newsletter pubblicata da ECN.ORG). Dopo poco si aggiungono "EZLN It" (sulle iniziative politiche realizzate dai movimenti italiano in riguardo ai problemi nel Chiapas), "Cyber-Rights" (sui problemi italiani riguardo al diritto a comunicare) e "Shunting lines" (sulle questioni relative ai gay e alle lesbiche).
Attualmente Isole Nella rete  il principale server di movimento in Italia e collabora con una vasta parte di realt antagoniste sparse nel territorio nazionale.
A primavera Strano Network pubblica il libro "Net Strike, No Copyright, Etc." (Strano Network, 1996a), che raccoglie diversi saggi tra cui quello di T. Tozzi "Net Strike Starter Kit. Istruzioni per organizzare uno sciopero in Internet", ed altri sulle questioni relative alle strategie di liberazione telematiche. Inoltre vi sono dei testi di autori dell'area della Nettime per la prima volta pubblicati in Italia quali P. Schultz e G. Lovink.
A primavera Strano Network cura la pubblicazione del libro "Nubi all'orizzonte" (Strano Network, 1996b), che contiene gli atti del convegno "Diritto alla comunicazione nello scenario di fine millennio" tenutosi all'inizio del 1995 al Museo Pecci.
Ad ottobre, a Scandicci, rassegna "Telematica libera in libero Stato" a cura di Strano Network.
Lo stesso mese sulla rivista "Oltre il silenzio" esce un articolo di T. Tozzi dal titolo "Appunti sul rapporto tra identit, improvvisazione e reti telematiche". Vi si legge: "Se c' solamente un metodo di ricerca o inserimento dell'informazione secondo schemi prestabiliti e chiusi non  possibile far circolare modelli improvvisati del sapere" (Tozzi, 1996).
A ottobre sulla rivista "Aperture" esce un articolo di Strano Network dal titolo "Democrazia, Internet, diritti d'autore".
A dicembre iniziativa di Avana BBS al Forte Prenestino.
Nel 1996 L. Bontempi scrive "Generale Ludd & Capitan Swing. Camminando sulla rete telematica con le forbici in mano".
Nel 1996 a Pisa convegno "Privacy e nuove tecnologie. Aspetti politici, giuridici e pratici" a cura di Strano Network.
Sempre nel 1996 vengono pubblicati in Italia due importanti libri: la traduzione del libro "Hackers" di S. Levy (Levy S., 1996a) e "Internet, Pinocchio e il gendarme. Le prospettive della democrazia in rete" di F. Carlini (Carlini, 1996). Tali pubblicazioni contribuiscono a far conoscere anche in Italia una storia ed un modo diverso di intendere la telematica. 
Alla fine dell'anno viene organizzato un meeting a Pesaro, organizzato da Metro-olografix e altri che vede la partecipazione di alcune reti telematiche amatoriali italiane.
Nel 1997 ad aprile si tiene il convegno "Privacy e reti telematiche", svoltosi al Palazzo della Limonaia di Pisa, a cura di Strano Network.
Nell'estate del 1997 si tiene ad Amsterdam il meeting di culture hackers "HIP 97 Hacking in Progress 97". Il successo del precedente meeting HEU viene sorpassato da quello del suo successore HIP nella cui organizzazione vi  l'area di xs4all. E' un grosso evento a cui partecipano alcune tra le principali realt internazionali. Sono momenti di incontro che permettono al movimento di crescere attraverso lo scambio libero di esperienze e saperi.
Da agosto a settembre alla Festa dell'Unit Nazionale a Firenze viene realizzato uno stand di Strano Network in cui si alternano conferenze, dibattiti e installazioni. Tra questi la presentazione del progetto di T. Tozzi "Web disk" che prevede la realizzazione di una linea editoriale di floppy disk realizzati da chiunque inserendone il materiale sul web e contemporaneamente la realizzazione di una "bio-enciclopedia" realizzata attraverso i contributi liberi degli utenti attraverso la rete.
Ad agosto nasce la mailing list "Arti-party". Fondata da F. Bucalossi, A. Caronia, C. Parrini, T. Tozzi e G. Verde, tale area vuole essere un luogo di dibattito sull'arte libero e senza moderatori, in cui chiunque dall'Italia (o dall'estero) possa non solo discutere senza censure sui temi dell'arte, ma possa anche autopromuoversi senza dover passare attraverso il filtro del sistema artistico ufficiale (e dunque delle riviste, dei critici, delle gallerie, etc.). La mailing list stessa si propone come una forma del fare arte. E' una delle prime mailing list in internet nate in Italia specificatamente sul tema dell'arte e prosegue gli esperimenti realizzati in Hacker Art BBS e quindi in Virtual Town TV. A settembre l'ipertesto "Stragi di Stato" viene pubblicato da Strano Network sul web.
Alla fine dell'anno nasce il sito Kyuzz.org, Orda Nomade, che diventa luogo di raccordo tra le esperienze pi avanzate nell'uso dei nuovi media a Roma.
Nel 1997 A. Caronia e D. Gallo scrivono "Houdini e Faust. Breve storia del cyberpunk" (Caronia e Gallo, 1997).
Lo stesso anno nasce "Infoxoa" a Roma, in occasione della nascita del G.R.A. (Grande Raccordo Autoproduzioni). Il gruppo Infoxoa produrr e organizzer delle attente riflessioni sui rapporti tra media e biotecnologie.
Nel 1997 S. Chiccarelli e A. Monti scrivono "Spaghetti hacker" (Chiccarelli e Monti, 1997) che trascura gli aspetti etici ed antagonisti dei movimenti hacker.
Nel 1997 nasce il sito Postaxion Mutante (www.strano.net/mutante/), realizzato da Ferry Byte con la collaborazione di Netdiver. E' un importante strumento di autodifesa digitale a disposizione di chiunque tramite la rete.

Nel 1998 a febbraio esce l'articolo "La nuova frontiera elettronica" di Gomma (Guarneri, 1998),.
Sempre a febbraio si tiene a Scienze Politiche a Firenze il convegno "Dal virtuale al reale. Un'esperienza fra didattica e partecipazione". Organizzato da A. Carola Freschi e L. Leonardi con la collaborazione di Strano Network, vede la partecipazione tra gli altri di S. Moretti, presidente dell'ass. cult. Isole nella Rete, e di A. di Corinto. E' il punto di arrivo di un interseminario svoltosi a Scienze Politiche di Firenze su "Societ, politica e nuove tecnologie" svoltosi nel biennio accademico 1997-1998, e organizzato dalle curatrici del convegno insieme a Strano Network. Gli atti del convegno vengono pubblicati ad aprile con il titolo "Una ragnatela sulla trasformazione" (Carola Freschi e Leonardi, 1998).
A giugno l'hacktivism italiano prende il volo con la realizzazione di "Hack It 98" al C.P.A. di Firenze. L'Hack It 98  il punto di arrivo del processo di sviluppo di questo nuovo soggetto sociale. Ad esso partecipano moltissime delle realt italiane descritte in questo libro, ognuna fornendo i propri contributi teorici e tecnici. Le caratteristiche e proposte principali di una tre giorni densa di seminari, dimostrazioni, installazioni, conferenze, concerti ed esperimenti di TV e radio autogestite sono: la dimensione orizzontale dell'evento; non vi sono "organizzatori, insegnanti, pubblico e utenti", ma "partecipanti" (l'incontro viene infatti organizzato attraverso la mailing list "aperta" hackmeeting@kyuzz.org); la proposta di ripetere l'incontro annualmente; lanciare iniziative nazionali pensate globalmente e organizzate localmente; un'inchiesta sul lavoro nella telematica nazionale. 
Tra le proposte e i progetti scaturiti dall'Hack-it 98 emerge quella inizialmente fatta nell'assemblea conclusiva (che verr successivamente ampiamente ridiscussa in rete) di costituzione di un'Agenzia dei diritti alla comunicazione. A settembre '98 tale proposta viene rilanciata da Strano Network proponendo tra le sue caratteristiche principali: uno spazio web ed una mailing list sul sito ecn.org; il no profit; un osservatorio giuridico; assistenza legale per la difesa dei diritti telematici; la diffusione di informazioni riguardanti ogni novit inerente i diritti cyber.41 Alla proposta rilanciata da Strano Network a settembre viene allegato un "Manifesto per la libert dei Diritti di Comunicazione" (www.forteprenestino.net/agenzia/index.html), che  il frutto dell'elaborazione svoltasi attraverso un dibattito in rete a partire dai Principi Etici enucleati da Strano Network nel 1995 (vedi i Principi Etici di Strano Network in L'Etica Hacker).
A novembre viene organizzato da Infoxoa "Tra Bios e Biotecnologie: quali percorsi di liberazione all'interno di quali modelli di sviluppo", un seminario nei centri sociali Lab 00128 e Villaggio Globale a Roma. Due approcci differenti emergono dalla discussione. Una parte dei soggetti partecipanti, TMCrew, INR, Avana, Strano Network, identificano nell'uso critico delle tecnologie nuove modalit di emancipazione e di conflitto, altri, bioagricoltori e contadini dell'Ass. Artemide e della coop. A.L.I.A.S., ne enfatizzano gli aspetti nocivi, repressivi e di controllo sociale.
A dicembre si tiene il meeting "Neuromacchine - diritti digitali rovesci analogici" al centro sociale Bredaoccupata di Milano. E' una panoramica di ci che si stava movendo all'interno dell'antagonismo digitale con la partecipazione di Isole nella Rete, Decoder, Strano Network, Avana.net, Cryptonite, Edizioni Topolin, Luther blisset, DocumentAzione, Cryptosoftware e Link.
Nel 1998 nasce il primo anonymous remailer italiano ad opera dell'ECN. Si aggiunge un importante strumento di autodifesa digitale alla gi nutrita libreria di risorse e programmi presenti nella directory "crypto" del server di Isole nella Rete. E' la possibilit per chiunque di difendere la propria privacy potendo attraverso tale strumento mandare messaggi in modo anonimo.
Lo stesso anno esce sia la traduzione del libro "Ribellione nella Silicon Valley" di Processed World (Processed world, 1998), che il libro "Kriptonite. Fuga dal controllo globale. Crittografia, anonimato e privacy nelle reti telematiche" di Joe Lametta (Joe Lametta, 1998) che  uno pseudonimo che copre un lavoro collettivo fatto di una certa area dell'antagonismo telematico italiano.
Sempre nel 1998 Tactical Media Crew pubblica il primo numero dell'omonima newsletter.

A giugno del 1999, al Deposito Bulk di Milano, si tiene "Hackit99" il secondo Hackmeeting nazionale. L'hackmeeting della continuit, fortunatamente. La presentazione del progetto di Agenzia pone le basi del futuro Osservatorio dei Diritti della Comunicazione Telematica. Continua il rapporto con lo scena internazionale (al meeting partecipano i tedeschi del Chaos Computer Club tedesco, Nodo 50 dalla Spagna). Viene discusso il progetto Syndominio, un portale internazionale delle realt antagoniste sul modello di TAO-Canada. I seminari affrontano nuovi e pi impegnativi argomenti (smontare i protocolli, trasmissioni telematiche attraverso l'etere). Ma la proposta implicita forte dell'hackit 99 rimane la creazione di numerosi hacklab in tutta Italia (vedi capitolo 1).
A settembre, si costituiscono dunque i seguenti Hack-Lab: Hack-Lab Firenze, LOA Hack-Lab Milano, Media-Lab Catania, VR Hack-Lab Verona, SV Hack-Lab Savona e Hack-Lab Roma (collettivo Avana). Il pi attivo pubblicamente risulta essere quello di Firenze che in pochi mesi realizza: un seminario sulla brevettibilit del software (poco tempo dopo scoppia il caso DVD-Linux), una giornata di sperimentazioni sulla sicurezza in rete (qualche mese dopo scoppia il caso degli attacchi DOS ai grandi siti internazionali), l'istituzione di una banca degli organi - libero baratto di hardware che riscuote subito un grande successo, una serata al CPA su mp3 e net-art.
A dicembre viene organizzata "Cybersyn II" al Forte Prenestino a Roma. Durante la rassegna viene presentata l'infrastruttura telematica del centro sociale Forte Prenestino. L'infrastruttura che fornisce la connettivit di rete al centro sociale consente l'accesso libero e gratuito a Internet per tutti i suoi frequentatori, ambisce a costruire strumenti aperti di interazione comunicativa. Per il progetto viene realizzata una piattaforma tecnologica basata su software libero per la collaborazione in rete fra lavoratori immateriali. Altro "pezzo" importante di Cybersyn II  l'Osservatorio dei Diritti della Comunicazione Telematica che vuole essere uno strumento di formazione sui diritti dell'agire telematico e un luogo di confronto e di iniziativa a favore di quei soggetti che subiscono restrizioni nella loro attivit comunicativa. L'osservatorio, con il supporto di un pool di avvocati ed esperti, si batte per la difesa della privacy e l'accesso all'informazione.
Nel 1999 esce la raccolta di saggi "La carne e il metallo" a cura di E. Livraghi, con testi tra gli altri di Gomma (che fa un'interessante analisi sulla storia dell'hackeraggio sociale), Raf Valvola e A. Caronia.

A febbraio del 2000 l'area antagonista italiana si schiera contro la strumentalizzazione operata dai media nei confronti dell'attacco Denial of Service contro i siti Yahoo, CNN, Amazon, ecc.. In particolare durante un seminario tenuto dall'hacklab fiorentino Capt. Swing insieme ad altri esperti di sicurezza illustrano le 
debolezze intinseche della Rete arrivando alla conclusione che 
l'insicurezza f parte della natura stessa dei supporti coumunicativi su 
cui si basa la cosiddetta New Economy
A marzo del 2000 in solidariet contro la censura del sito spagnolo di Nodo 50 vengono realizzati diversi mirror di tale sito in Italia.
A giugno si tiene "HackIt00" Terzo Hack Meeting italiano al Forte Prenestino di Roma. L'evento viene preparato interamente in rete attraverso la mailing list "Hackmeeting". I seminari in agenda riguardano l'accessibilit dei siti, le strategie di controsorveglianza, il software libero. 
In autunno si tiene a Barcellona "BCN'00 Hackmeeting Barcellona 2000" organizzato dall'area di Sindominio.
Nel 2000 esce il saggio di A. C. Freschi "Comunit virtuali e partecipazione. Dall'antagonismo ai nuovi diritti" in cui si legge: "Sembra emergere una tendenza verso la costruzione di un nuovo 'soggetto' sociale  la Touraine: superata la fase della protesta, si  passati alla costruzione di alternative, attraverso l'individuazione di soluzioni percorribili, interlocutori che possano condividere gli obiettivi, senza trascurare le occasioni che il 'sistema' comunque offre. Si tratta per la verit di una tendenza che  in fieri, certo non affermata, ma di cui si possono cogliere numerosi indizi. Attraverso l'affermazione positiva di nuovi diritti (che si presentano con un forte carattere 'culturale') sembra in buona sostanza acquistare pi peso nel movimento l'anima alternativa, che ha da proporre qualcosa, rispetto a quella antagonista, che privilegia il rifiuto42. Si tratta per di un equilibrio delicato. Entrambi i punti di vista sono riconosciuti importanti e sembrano poter coesistere: per i soggetti coinvolti, le trasformazioni che le pratiche introdotte dalla rete hanno prodotto, almeno in questa componente del movimento, sembrano non rendere pi necessaria una sfida interna" (Carola Freschi, 2000).

A giugno del 2001 si tiene "Mufhd0" il quarto hackmeeting italiano a Catania.
Lo stesso mese nascono i gruppi Autistici (www.autistici.org) e Inventati (www.inventati.org). Nel loro Manifesto d'intenti si legge:
"Diritto alla comunicazione. Comunicazione libera, gratuita e di massa: spazio per progetti di ogni forma che si pongano in maniera conflittuale con il mondo della censura culturale, mediatica, globalizzante dell'immaginario preconfezionato. Spazio Web in contaminazioni, liberate da dinamiche economiche. Diritto alla privacy e all'anonimato. Liberando le menti dagli occhi indiscreti della politica del predeterminato e dalle mani del "ministero della Verita'". Scavalchiamo la societ del controllo con spontanea creativit. Non controlliamo e non vogliamo essere controllati. Tutela della privacy (no logs). Condivisione dei saperi, delle conoscenze, delle risorse. Diffusione sistematica, organizzata e completamente gratuita di materiali, produzioni, documentazioni, espressioni, creazioni, parole. Liberata dai vincoli imposti dal dictat del copyright. Socializzazione dei mezzi di produzione.  Software libero. Creativit' non mercificata e non mercificabile. Verso un'accessiblit totale alle risorse del sistema. Tecnologia contro il potere. Utilizzo delle conoscenze digitali come strumento per la diffusione di consapevolezze e conflittualit. Sperimentazioni e progettualit legate a luoghi fisici e settori specifici del quotidiano. Sabotaggio culturale e consapevole di ogni forma di restrizione delle libert individuali, di corpi e menti. Nessun rispetto per la legalit come condizione formale.
I rapporti e la fase. Sviluppo del progetto a partire da percorsi condivisi con realt sociali, autonome, di movimento, di opposizione allo stato di cose presenti. Progettualit trasversali alle soggettivit politiche esistenti e conflittuali nel territorio. Sviluppo del concetto di rete, nel mondo digitale come nel reale. Riconoscimento delle forme aggregative e di massa. Rifiuto del concetto di delega, esplicita o implicita, per la gestione di rapporti e progetti. Orizzontalit decisionale. Responsablit politiche-legali collettive. Nessun rapporto con i buoni." (Manifesto Autistici e Inventati, www.autistici.org)

Nel 2001 nasce il progetto in rete Copydown (copydown.inventati.org) a cura di Oedipa e Pinna. 
"CopyDOWN (cD)  un progetto che nasce dal desiderio di costruire un portale sul variegato panorama del No_Copyright e delle battaglie per un libero accesso e una libera circolazione dei saperi.
cD vuole essere una comunit partecipata ed aperta senza appartenenze o forme di identit definibili che la leghino a nulla che non sia questo suo intento generale. cD vorrebbe riuscire a comunicare con il maggior numero di persone possibili per poterle coinvolgere in una rete fitta e orizzontale di condivisione di saperi. Ipotizziamo un processo di liberazione dai vincoli di produttivit dei momenti, degli spazi di espressione, di cultura che noi ci immaginiamo collettivi.
Abbiamo individuato alcuni punti strategici per favorire la libera circolazione dei saperi:
a. costruire una solida comunit basata sulla condivisione liberata e non mercificata di risorse, conoscenze e strumenti.
b. implementare un motore di ricerca di un albero di directory che indicizzi tutte le risorse no_Copyright (non in violazione del copyright, nb) gi presenti in rete, in modo da evitare di lavorare due volte su una stessa cosa, e da facilitare l'accesso a queste risorse
c. contattare e collaborare con autori/editori/creatori/inventori/artisti/scribani/ che vogliono tentare di liberare le proprie produzioni dalla schiavit della mercificazione; il loro quotidiano dai codici a sbarre.
d. agitare e provocare attraverso azioni e pratiche, anche consapevolmente illegali, una seria riflessione sulla problematica della libera circolazione dei saperi, al fine di tendere alla realizzazione di comunit basate sulla condivisione e non sull'appropriazione dei beni immateriali.
chiunque ci stia ascoltando, leggendo, pensando e si ritrovi in tutto questo pu collaborare con noi e partecipare al progetto iscrivendosi alla mailing list: copydown@inventati.org
DOWNload a COPY - UPload an IDEA per un libero accesso e una libera circolazione dei saperi" (Tratto da copyDOWN, http://copydown.inventati.org).
Nel 2001 A. Caronia scrive "Archeologie del virtuale" e P. Mastrolilli scrive "Hackers. I ribelli digitali".
A febbraio del 2002 mostra "Artivism Hacking Activism" al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza a Roma a cura di T. Bazzichelli. Vi partecipano alcuni tra i principali gruppi e artisti hacktivist italiani.
Di recente stanno nascendo network alternativi in cui si hanno forme di scambio di video ed altri materiali digitali definite peer to peer la cui caratteristica  che i file sono duplicati su una molteplicit di macchine che al momento della richiesta forniscono i contenuti in modo parallelo, ovvero ogni macchina fornisce una piccola parte del file, distribuendo in tal modo l'ingombro di banda e diminuendo le possibilit di un oscuramento nel caso della caduta di un nodo del network. 
A ci si affiancano le ricerche svolte in campo scientifico di progetti come  l'attuale Data Grid in cui ad essere condivisi non sono i contenuti, bens le risorse di calcolo di una molteplicit di macchine. Risorse di calcolo che potrebbero in tal modo essere messe a disposizione di chiunque.
L'underground Telematico, Il Phreaking e i Crackers

Cos come le forme di autoriduzione dei movimenti politici,  negli anni Settanta l'uso di "blue box" (circuiti elettronici usati per fare telefonate gratis) da parte dei cosiddetti phreakers e la distribuzione gratuita degli schemi per costruirsele sono una risposta diretta, pacifica, extra legale, ad un bisogno di comunicazione che  un diritto costituzionale degli individui e che viene negato nel momento in cui gli strumenti della comunicazione hanno costi non accessibili a tutti.
Il termine "phreaking"  l'unione dei termini "phone", "freak" ed "hacking". 
E' l'antenato dell'"hacktivism", se si pensa che negli anni sessanta-settanta i freak rappresentano un'area controculturale con una loro visione dell'attivismo e delle libert individuali.
Laddove lo Stato non forniva il sussidio necessario a garantire i pi elementari diritti del cittadino, quale nel nostro caso il diritto a comunicare, l'area dei phreakers proponeva un uso delle nuove tecnologie elettroniche finalizzato all'autoriduzione dei costi di esose bollette telefoniche. 
Fu una pratica che naturalmente si diffuse con estrema rapidit e che tra i suoi adepti non vedeva solo persone dell'underground o dell'attivismo, ma anche studenti e personaggi con poche lire in tasca come erano allora i giovani S. Wozniac e S. Jobs che in seguito saranno i fondatori e proprietari della Apple Computer.

L'underground telematico  qualcosa che agli occhi della societ non dovrebbe esistere.
Ombre in grado di intrufolarsi tra le pieghe di ogni protezione, disseminatori di virus, utilizzatori a sbafo del telefono e di sistemi riservati? Parassiti della societ o addirittura batteri portatori di un'infezione sociale dai possibili effetti devastanti? Forse alchimisti in grado di provocare le pi terribili stregonerie nei sistemi di comunicazione internazionali?
Niente di tutto ci. Non siamo pi nell'epoca dell'inquisizione. 
Le streghe si vedono solo nei film o nella stampa e solo l si assiste a a perturbanti avventure dell'incarnazione del male sotto forma di pericolosi personaggi armati di un computer e di un modem.
Nella memoria di chi invece vive o ha vissuto esperienze sotterranee in rete vi  solo un senso di felicit, di gioco, di innocue trasgressioni. Qualcosa che trasformava la vita e la societ per addizione, non per sottrazione. Qualcosa che aggiungeva al reale elementi di creativit, non di distruzione. Un senso di sincera condivisione, non di complotto. Un senso di appartenenza ad uno stile di vita, non una competizione per la sopravvivenza del pi forte. Un forte rispetto verso la lealt. Un odio sincero verso ogni sopruso e mancanza di rispetto. Comunque un gioco.
Ma quali sono questi crimini?
Non conosco una persona che si sia arricchita attraverso conoscenze informatiche particolari, ma ho la sensazione che molte persone si siano divertite.
Leggo sui giornali di criminali che usano la telematica e l'informatica per arricchirsi. Ma sono evidentemente criminali. Non fanno parte dell'ambiente dell'underground telematico.
Se si vuole capire chi  criminale e chi non lo  di solito basta verificare chi trae profitto da una determinata azione. Esistono sicuramente personaggi o situazioni che cercano di usare gli strumenti della telematica per danneggiare i propri concorrenti nel mercato o trarre vantaggi personali, ma non fanno parte dell'underground telematico. 
L'underground telematico  una zona d'ombra che non appartiene alla criminalit organizzata, ne alla politica, sebbene talvolta nutra simpatie verso la lotta di classe.
E' una zona dove le persone giocano, senza pagare, con le nuove tecnologie della comunicazione, senza seguire regole imposte, ma senza danneggiarle. Possono esserci dei peccati veniali paragonabili ad un graffito su un muro. Un muro che dovrebbe essere di tutti se non esistesse la propriet privata. Comunque qualcosa che non produce un danno irreparabile, ma semmai un fastidio se lo si vuole considerare tale, o un gioco se lo si prende in tal senso. Sono segnali di comunicazione che creano nuove forme e nuovi linguaggi.
Sono espressioni creative che sperimentano nuove possibilit di cui la societ non potr ricavarne altro che un possibile vantaggio evolutivo.

In questo paragrafo si  riunito l'area dell'underground telematico con quella del phreaking e dei crackers, sebbene ci sia per certi versi una forzatura che spesso non corrisponde alla realt delle cose. In particolar modo i primi phreakers hanno una sensibilit ed un'attitudine verso il sociale molto spiccata, cosa che ritroviamo anche nei crackers e che  tra le radici dell'hackeraggio sociale, mentre non sempre la ritroviamo nell'underground telematico. 

Spesso viene fatta combaciare la storia dell'underground telematico con la storia dei virus. In realt non  affatto cos. E' difficile indicare una storia dei virus digitali. Gli studi matematici di Von Neumann ("Theory and Organization of Complicated Automata", 1949) e le ricerche successive sugli automi cellulari e la vita artificiale possono essere considerate il passo principale verso la loro realizzazione. Alcune importanti pubblicazioni del passato sono state "The Mathematical Theory of Epidemics" (1957), "ACM Use of Virus Functions to Provide a Virtual APL Interpreter under User Control" (1974) (Burger, 1988). Le prime epidemie informatiche risalgono per in realt alla met degli anni Ottanta.

Gi nel 1963 S. Nelson, uno degli hacker del MIT,  programm il computer PDP-1 in modo tale da fargli produrre un tono acustico che usava una frequenza tale da consentirgli di usare gratuitamente le linee telefoniche, e a met degli anni sessanta il computer PDP-1 veniva abitualmente usato dagli hacker del MIT in modalit BLUE BOX per hackerare le linee telefoniche usando i numeri verdi 800-... (Levy S., 1996a, pag. 97).
Ma sono persone come R. Cheshire e Captain Crunch che diffusero alla fine degli anni Sessanta le pratiche del phreaking per telefonare gratis. Chesire fond un gruppo e una rivista ispirandosi a A. Hoffman. Il gruppo e la rivista, che all'inizio si chiamava Youth International Party Line, all'inizio dei settanta cambia nome in TAP (sta sia per Technological Assistance Program che per Technological American Party). Nella rivista Chesire spiega come fare bottiglie molotov, falsificare documenti di nascita, inserirsi nelle banche dati militari, pubblica numeri di telefono segreti, tra i quali quelli del Cremlino, e istruzioni su come sabotare i computers e forme di hackeraggio, su come si forzano gli ingressi a un calcolatore. Secondo Cheshire i computers non vanno distrutti bens capiti ed usati. Dunque non devono esservi segreti riguardo ai computer. Ci che Cheshire e TAP si prefiggono  la diffusione e distribuzione libera alle masse del sapere tecnologico e computerizzato e una sua democraticizzazione (Scelsi, 1990, pag. 114-115).
Nel 1971 sulla rivista Esquire esce l'articolo "Secrets of the little Blue Box" che parla di un tipo leggendario, John "Captain Crunch" Draper, che costruisce Blue Box che permettono di fare telefonate gratis.
John Draper, che tra le altre cose ha creato il primo programma di scrittura per il primo PC IBM, deve il suo nome di battaglia ai cereali "Capitan Crunch", che contenevano in ogni scatola un fischietto omaggio. Il fischietto riproduceva casualmente il tono con la frequenza di 2600 Hertz che era necessario negli Stati Uniti per "ingannare" le centrali telefoniche ed evitare l'addebito delle chiamate (Gubitosa, 1998). 
Nel 1972 Captain Crunch viene arrestato. Lo stesso anno esce il numero 12 della rivista YIPL che descrive la Convention dei Phone Phreeks che si  tenuta a luglio a New York. Nel numero si parla in difesa di Captain Crunch, di red box e blue box, spiegando come funzionano e come costruirle e dunque come fare telefonate gratuite (Scelsi, 1990, pag. 117 e seguenti).
Sempre nel 1972 la rivista di movimento "Ramparts", una rivista underground di area simile a TAP, viene coinvolta nello scandalo delle "blue-box". La rivista pubblic infatti gli schemi necessari per costruire una "mute box" (una variante della blue box che permette di ricevere interurbane senza carico al chiamante) e la polizia e gli emissari della Pacific Bell ne sequestrarono la pubblicazione. L'articolo si intitolava "Regolamentate da soli la compagnia telefonica" (Sterling, 1992, pag. 7 e 52).
Nel 1977 La Telco (Telecommunication Company) in USA spendeva grandi cifre per realizzare tecnologie che impedissero il funzionamento delle red box che da quel momento diventarono rischiose da usare. I phone phreeks risposero creando dei computer/blue box pi sofisticati e sicuri.
Nel 1977 Captain Crunch viene assunto da Wozniak per costruire una scheda che interfacci l'Apple II con il telefono. Captain Crunch costruisce una scheda che  una Blue Box, ovvero permette di simulare i toni delle compagnie telefoniche per chiamare gratis. Il suo progetto viene interrotto dalla Apple e lui viene condannato per l'hackeraggio fatto con il PC Apple e la sua scheda. (Levy S., 1996a, pag. 275-277).
Nel 1980 nasce la BBS underground 8BBS, "roccaforte di phone-phreak della Costa Ovest, sponsorizza Susan Thunder, Tuc e The Condor43, uno degli hacker pi calunniati di sempre. The Condor fu arrestato e scont sette mesi di isolamento per il timore che potesse fare esplodere una terza guerra mondiale a causa delle sue intrusioni nei computer." In realt questo  ci che viene presentato dai media. Le cose erano molto diverse e non esisteva nessun rischio in tal senso. "Il sysop di 8BBS era un ardente sostenitore della libert di parola. Molti hacker si formano nella sua BBS" (Sterling, 1992, pag. 78).

Nel 1982 un utente di 8BBS gli passa un modem acquistato con carte di credito illegali. La BBS viene sequestrata dalla polizia.
All'inizio degli anni ottanta nasce la BBS Pirate-80 o P-80 del sysop Scan Man.
Nel 1982 viene realizzato uno studio su "The Worm Programs - Early Experience with a distributed Computation".
Nello stesso periodo nasce la BBS 414 Private, dimora del gruppo 414 Gang che in seguito viene messo sotto accusa. Il gruppo 414S di Milwaukee (USA) riesce ad hackerare tra le altre cose la Security Pacific Bank di Los Angeles e il laboratorio di armi atomiche di Los Alamos. Tutto ci veniva fatto non per distruggere o per profitto ma come una sfida intellettuale (Scelsi, 1990, pag. 115. Vedi anche Sterling, 1992, pag. 7). Non si pu che essere grati a questi ragazzi se hanno dimostrato, senza alcuna finalit criminale, la vulnerabilit di quei sistemi e la sventatezza di chi li amministra, inducendoli a modificarne le protezioni per prevenire azioni mirate a reali scopi criminosi.

Il 1983  un anno strano. Un anno strano come quelli subito precedenti e successivi. Un periodo in cui sta succedendo qualcosa nell'underground telematico, cos come in ogni altro settore legato all'informatica. Dall'inizio degli anni ottanta vi  un gran fermento intorno ai computer. Il settore dei videogiochi, solo per fare un esempio,  in forte espansione e sta rendendo miliardari quelli che hanno fondato societ nel settore. La parte militare che aveva dato i natali ad internet se ne distacca per fondare Milnet. C' in atto una riorganizzazione nei settori economici, militari, politici e della ricerca legati all'informatica e alla telematica. 

Nel 1983 sulla rivista Blacklisted News di New York viene definito il phone phreaking come "un esempio di esproprio che nella sua forma pi dispiegata non  politicamente possibile ora, ma che in ogni caso  l'unico modo rimasto di scroccare qualcosa al potere monopolistico delle Telco (Telecommunication Company), e che pu diventare una riappropriazione di milioni di dollari se si trasforma in pratica di massa. (...) Ogni anno, proprio dopo il 1 gennaio, in uno dei pi grandi esempi di resistenza e cooperazione spontanea e di massa, migliaia di phone phreeks, in pochi giorni, violano il codice della carta di credito dei telefoni Bell per il nuovo anno" (Scelsi, 1990, pag. 123 e seguenti).
Sempre intorno al 1983 chiude la rivista TAP.
Nel frattempo nasce la BBS Plovernet, gestita dall'adolescente Quasi Moto. E. Goldestein, futuro editore della rivista 2600 (una delle principali riviste hackers che deve il suo nome alla frequenza del famoso fischietto di Captain Crunch) fa da co-sysop, cos come anche Lex Luthor (futuro fondatore del gruppo Legion of Doom (uno dei pi famosi gruppi hackers degli anni ottanta). La BBS diventer la loro dimora (Sterling, 1992, pag. 78).
Nel 1983 viene realizzato da F. Cohen un primo esperimento di realizzazione di un virus e quindi lo presenta a un seminario il 10 ottobre 1983 all'Universit della California del Sud. Il libro che diffonder in modo determinante le ricerche sui virus sar "Computer Viruses: Theory and Experiments" realizzato dallo stesso Fred Cohen nel 1984.
Nel 1983 esce il film War Games che si ispira a delle azioni fatte da hackers (presumibilmente quelle della 414 Gang ) e ne ispira altrettante.
Nel 1984 nasce il gruppo e la BBS Legion of Doom (LoD) di Lex Luthor (che la fonda a 18 anni), gruppo nato dalle ceneri del gruppo The Knight of Shadow e che assorbir pi tardi il gruppo Tribunal of Knowledge. La LoD non ebbe mai ruoli di comando definiti. Il nome Legion of Doom viene dai fumetti di super eroi. Nasceranno anche il gruppo Farmers of Doom e Justice League of America. La LoD aiutava gli appassionati di intrusioni nei computer che divennero l'associata Legion of Hackers. Quindi i due gruppi si riunirono nella Legion of Doom/Hackers, o LoD/H. Quando Compu-Phreak e Phucked Agent 04 escono dal gruppo la /H sparisce dal nome. Mentre particolarmente attivi in intrusioni sono diventati Lex Luthor, Blue Archer, Gary Seven, Kerrang Khan, Master of Impact, Silver Spy, The Marauder e The Videosmith (Sterling, 1992, pag. 7, 79 e 81-82).
A met anni ottanta le BBS underground spuntano come funghi.
Nasce Shadow Spawn Elite, Sherwood Forest I, II e III. Nasce il Digital Logic Data Service in Florida il cui sysop  Digital Logic e viene frequentata da Lex Luthor. Nasce la BBS dei Neon Knights. Nasce Free World II di Major Havoc. Nasce la BBS OSUNY, Blottoland, Private Sector, Atlantis, Digital Logic, Hell Phrozen Over, Catch-22 di Silver Spy, Phoenix Project di The Mentor.
Tra le cose pi distribuite nelle BBS hackers vi saranno i numeri della rivista Phracks, i testi del Legion of Doom Tecnical Journal, i file del Cult of the Dead Cow, la rivista P/HUN, Pirate, i Syndacate Reports e forse Activist Times Incorporated, una rivista anarchica molto politicizzata.
Nasce anche la BBS Dr. Ripco, una bbs molto anarchica che sar sequestrata nel 1990 durante l'operazione Sun Devil (Sterling, 1992, pag. 79-80 e 83). 
Nel 1984 nasce la rivista "2600: The Hacker Quarterly". 2600 organizzer in seguito ogni mese incontri di hackers a New York.
E' in atto una sorta di cambio della guardia tra due generazioni di hackers, quella degli anni Sessanta-Settanta e quella degli anni Ottanta-Novanta. La "Prima Conferenza hacker" del 1984 organizzata da S. Brand secondo S. Levy  l'occasione per gli hacker della prima generazione di incontrare quelli della seconda (Levy S., 1996a, pag. 444).
Ma c' qualcosa di pi che sta avvenendo. Stanno entrando troppo prepotentemente gli interessi del mercato. E c' in atto una campagna di denigrazione e manipolazione dell'etica hacker. L'apparato dei media sta promuovendo la criminalizzazione degli hacker. 
H. Rheingold commenta cos quel periodo: "La prima Hackers' Conference era stata una riunione di hacker in senso tradizionale, non di spaccasoftware chiamati hacker dai mass media. Ho partecipato ad abbastanza Hackers' Conference io stesso da sapere che sono innocenti riunioni di appassionati. C' del marcio da qualche parte, se l'FBI indaga sulle persone che hanno dato all'America quello che viene considerato un margine competitivo nel settore dei PC" (Rheingold, 1994, pag. 295).
C' negli anni ottanta di Reagan, un miraggio di soldi facili che invade molti settori, a discapito delle conquiste sociali tanto faticosamente raggiunte. C' uno strano clima che nasce nell'underground. Da una parte la vecchia generazione, abituata a lavorare in collettivo e con un'etica sociale ben precisa, ottiene consensi e trova nella nuova generazione gruppi e pratiche che ne proseguono e alimentano l'evoluzione di movimento. Dall'altra una miriade di ragazzini che si trovano in mano il balocco di fine secolo, il PC, e ci giocano. Ragazzini spesso senza nessuna "coscienza di classe". Ragazzini che vogliono divertirsi e che trovano nei media il miraggio dell'avventura "oltre i limiti". I media stanno promettendo tutto pur di vendere. Negli anni Ottanta il computer, secondo i media,  lo strumento che ti far divertire, ti far guadagnare, ti far fare sesso, ti permetter di costruire nuovi mondi, ti far diventare un regista fai-da-te, un artista, cos come un criminale ineffabile...
Mentre i movimenti si leccano le ferite degli anni di piombo, migliaia di non ancora ventenni metteranno su BBS, si scambieranno file pi o meno legali, proveranno a infrangere i sistemi di sicurezza di societ e istituzioni; raramente per fini sociali, mai per distruggere, spesso per sfida o meglio per gioco.
Saranno l'esca preferita per i media che da una parte alimenteranno il gioco per far aumentare i propri guadagni e quelli del settore dell'informatica, dall'altra lo criminalizzeranno fornendo l'alibi per bacchettare coloro che propongono un uso libertario e non mercificato dello strumento. Sta esplodendo una "moda" hacker che alle multinazionali far vendere, ad altri permetter di sperimentare nuove forme di aggregazione, mentre ad altri ancora aprir le porte della galera. Sar un fenomeno in grado di autoalimentarsi. Il libro di S. Levy "Hackers" del 1984, ad esempio, ne sar allo stesso tempo sia uno dei risultati che uno dei fattori di promozione.

E' sempre nel 1984 che R. Stallman scrive la "Letter to ACM Forum" in cui si raccomanda di definire Crackers e non Hackers coloro che infrangono i sistemi di sicurezza informatici. 
La distinzione la ritroviamo anche nelle parole di Himanen che quando va a descrivere la Legion of Doom distingue quel gruppo dagli hacker. "Nell'edizione stampata del 1996 (The New hacker's Dictionary, di E. Raymond), The Jargon File d questa definizione di cracker: <<Colui che distrugge la sicurezza di un sistema. Coniato dagli hacker attorno al 1985 per difendersi dal cattivo uso giornalistico di hacker>> (Himanen, 2001, pag. 141) .
C' un'evidente preoccupazione da parte della vecchia generazione di hackers di non essere confusi con quello che sta avvenendo nell'underground telematico. C' da parte di programmatori, attivisti sociali e agitatori intellettuali in genere, il dubbio che le loro pratiche di liberazione possano essere confuse con attivit criminali. Una confusione perpetrata dalle forze di sicurezza e dai media per permettersi di reprimere indiscriminatamente qualsiasi forma di dissenso sociale verso le politiche economiche dominanti di sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione.. 
Se quindi  giusta la distinzione tra hackers e crackers, ci non deve avere come conseguenza una criminalizzazione dei crackers. E' nostra opinione che l'importante distinzione che va fatta  quella tra hacker e criminali, cos come tra cracker e criminali. Quello che vogliamo ribadire  che sia nel termine hacker che in ogni suo derivato non pu esservi una connotazione semantica che implica un contatto con la categoria dei criminali. Che dunque anche il termine cracker va a definire per noi una fascia di persone che agiscono a fin di bene e che non possono essere confuse con i criminali. Gli occupanti delle case sfitte che forzano una propriet privata non lo fanno per fini criminosi, ma solo per la disperazione di una condizione di senza casa che rivendicano la tutela di quello che  un loro diritto. Analogamente i cracker forzano i sistemi di sicurezza solo di quei sistemi informatici le cui caratteristiche vanno in contraddizione con la tutela dei diritti costituzionali.

Nel 1985 nasce la rivista Phrack. Knight Lightning e Taran King sono i due fondatori di Phrack (unione di phreak e hack) e diventano due dei principali giornalisti dell'underground hacker. La rivista nasce all'interno dei BBS metal Shop AE, Metal Shop Private e Metal Shop Brewery. Quando Knight Lightning e Taran King vanno all'universit usano i mainframe universitari per far circolare Phrack su Bitnet e attraverso tale rete su Internet. Ci sar anche una grossa collaborazione tra Phrack e la Legion of Doom. Phrack diventer una delle riviste pi ospitate nelle BBS hackers (Sterling, 1992, pag. 79-80 e 84).
Organizzer ogni estate degli incontri fisici dal nome "Summercon" in cui si riuniranno hackers provenienti da tutto il paese. 
Phrack e la rivista 2600 costituiranno il punto di riferimento per tutta la cultura underground dei BBS. Nella met degli anni ottanta, su "Phrack", vol. 1, n. 6, file 3 esce l'articolo "La Tecnorivoluzione" di Dr. Crash in cui si legge: "L'hackeraggio deve continuare. Dobbiamo introdurre a quest'arte dei nuovi arrivati... E qualunque cosa facciate, continuate la lotta. Sia che lo sappiate, sia che non lo sappiate, se siete degli hacker siete dei rivoluzionari. Non preoccupatevi, siete dalla parte giusta" (Sterling, 1992, pag. 60).
Nel 1985 nasce il gruppo hacker Cult of The Dead Cow che organizza annualmente la "HoHoCon Hacker Convention". 
La prima seria epidemia di virus viene datata intorno al 1986.
Nel 1986 Mentor della Legion of Doom scrive "The Conscience of a Hacker"44. Nel 1987 R. Burger scrive "Virus. Il fenomeno di una epidemia informatica", tradotto in italiano nel 1988 riporta tra le altre cose esempi delle attivit del Chaos Computer Club e listati di virus informatici.
Lo stesso anno lo studente R. T. Morris Jr. della Cornell University realizza un virus Worm che in poche ore manda in tilt internet. Per ironia della sorte il padre di Robert  B. Morris Sr., scienziato capo al Computer Security Center, la divisione informatica della National Security Agency, i servizi segreti degli Stati Uniti (Gubitosa, 1998). 
Nel 1988 The Prophet della Legion of Doomster supera il sistema di sicurezza dei computer della BellSouth's prelevando il documento 911 che sar uno degli alibi per l'operazione Sun Devil del 1990. La sicurezza della Bellcore viene informata dell'azione di Prophet45.
Nel 1988 sul numero dell'8 agosto di "Phrack" viene pubblicata una lunghissima lista di gruppi hackers46, mentre nel n. 31, disponibile in Rete, si pu trovare "The History or Legion of Doom".
Nel 1989 al Galactic hacker party, Icata 89, ad Amsterdam partecipano tra gli altri J. Draper "Captain Crunch" e 2600, mentre lo stesso anno alla conferenza virtuale sugli hackers organizzata da Harper's Magazine su The WELL per parlare di computer, informazione, privacy e cracking, sono invitati al solito J. Draper "Captain Crunch", J. Perry Barlow, C. Stoll, S. Levy e L. Felsenstein. Al dibattito si aggiungono spontaneamente Acid Phreak, Phiber Optik (frequentatore del circolo 2600 e sostenitore del gruppo hacker Masters of Deception), Adelaide, Knight Lightning, Taran King ed E. Goldstein (editore di 2600).
Nel 1989 la Lod dirotta le chiamate ad un ufficio destinato al controllo dei prigionieri in libert sulla parola vicino a Miami verso un'operatrice telefonica a luci rosse chiamata Tina. Questo riprogrammando le linee della SouthBell. Fry Guy, autore del dirottamento verso "Tina" viene catturato un mese dopo.
Nel 1990 nel n. 31 di "Phrack" viene pubblicata "The History of Legion of Doom".
Lo stesso anno Solomon pubblica "A Brier History or PC Viruses" (Solomon, 1990) che contiene una storia della nascita dei primi virus informatici. 
Nel 1990 esce la raccolta di saggi "Loompanics' greatest hits" a cura della Loompanics Unlimited in cui compaiono tra gli altri degli articoli di M.E. Marotta sui "Computer virus" e sulla "Freedom of data processing".
Nel 1990 nasce il Computer Underground Digest (www.soci.niu.edu/~cudigest/) che  una delle principali newsletter underground i cui files in quel periodo potevano essere ritrovati in tutte le principali BBS hacker. 
Nel suo famoso libro "Giro di vite contro gli hacker" B. Sterling riporta una lunga lista del 1991 di alcuni classici file che si potevano ritrovare nelle BBS hackers in quel periodo (Sterling, 1992, pag. 72-73).
Nel 1992 esce uno studio sociologico sul fenomeno del Computer Underground nella rivista Intertek (Meyer, 1992, pag. 16-21).
Lo stesso anno Bill Me Tuesday fa una proposta su Mondo 2000 di usare i virus per verificare i problemi dei sistemi e risolverli (Rushkoff, 1994, pag. 248).
Nel 1994 nel numero 9 di Decoder viene pubblicato il testo di T. Tozzi "Identit e anonimazione" all'interno del quale si legge: "I virus digitali come forma mediale non strumentalizzata. (...) In linea di massima i virus si basano sul principio dei Worms, Trojan Horses, Logic Bombs e Trapdoors47. Molti virus cancellano alcune parti della memoria di un computer o ne compromettono il funzionamento. In realt esistono anche virus che si limitano ad autoreplicarsi e far apparire dei messaggi sul monitor senza danneggiare il computer. Eccone un elenco48 e le relative caratteristiche (l'anno  relativo a quando  stato individuato):
nome:	GREEN PEACE
effetto:	Messaggio "Green Peace"
anno:	1991

nome:	GROEN LINKS
effetto:	Musica di "Stem op groen links" ogni 30 minuti. Relativo 	messaggio che tradotto in inglese  "Vote green left" (un partito della sinistra olandese)
anno:	1990

nome:	HOLLAND GIRL 1 e 2
effetto:	Nel codice del virus  trascritto il  nome "Silvia", il suo indirizzo e la richiesta di mandargli una cartolina. Si presume sia stato scritto dal fidanzato
anno:	1989

nome:	JOKER
effetto:	Mostra i seguenti messaggi: "End of worktime. Turn system off!", "Water detect in co-processor", "I am hungry! insert hamburger 	into drive A:", "Insert tractor toilet paper into printer", "Another cup of coffee?" e molti altri...
anno:	1989
(...)
E' su quest'ultimo genere di virus che mi interessa porre l'attenzione. Sulla capacit cio di distribuire messaggi tramite un virus informatico. Il messaggio del virus viene affidato alle sue capacit di contaminazione senza essere diretto a qualche individuo o luogo in particolare. Se il virus  potente riuscir a far arrivare il suo messaggio a un gran numero di persone senza dover far uso di meccanismi di massa che "manipolano" il messaggio o lo rendono comunque strumento per altri interessi. Cos come le tags49 si affidano ai treni o ai muri per saltare l'establishment artistico, cos i virus utilizzano i computer per arrivare nelle case di chiunque. Questo genere di virus possono essere considerati un sistema di comunicazione del tipo unidirezionale e indiretto. Il limite "attuale" dei virus rispetto alle tags  che non mi sembra riescano a strutturarsi in una forma linguistica quanto essere pi semplicemente l'oggetto di studio e incontro tra individui durante particolari meeting o convegni. Non  detto comunque che la situazione non possa evolversi. In ogni caso quello del virus mi sembra essere un importante modello di comunicazione. Dimostra la volont di lanciare messaggi al mondo senza mostrare interesse verso il destinatario, il mittente o verso giochi strumentali collegati all'atto stesso. Ci che conta  semplicemente il voler diffondere un messaggio, senza secondi fini e senza voler in qualche modo procurarsi in questo dei vantaggi. La libert di poter parlare al mondo senza essere strumentalizzati  costantemente negata dai sistemi di potere che controllano i mezzi di comunicazione di massa. E' di questi ultimi anni la nascita di una nuova forma editoriale legata al mondo dell'elettronica. Sebbene si avvalga degli strumenti informatici, la maggioranza di tali nuove case editrici presenta gli stessi metodi di manipolazione dell'informazione tipici dell'editoria cartacea. I meccanismi economici e giuridici tendono a favorire i gruppi editoriali pi potenti che in questo modo possono controllare lo sviluppo culturale della societ. Credo che insieme all'uso del mezzo informatico vadano dunque cercate anche nuove forme di distribuzione e presentazione del messaggio. I virus, grazie alla loro capacit distributiva e alla possibilit di saltare anonimamente le varie forme di controllo, potrebbero diventare la forma integrante per un nuovo tipo di editoria elettronica. Il distribuire testi di pochi Kbyte per mezzo di virus potrebbe essere un nuovo modo per fare fanzine e cultura alternativa. Ognuno potrebbe vedersi arrivare messaggi da tutto il mondo senza pagare niente. Anche in questo genere di diffusione credo che sarebbe importante adottare una forma di correttezza che renda consapevole l'utente della presenza del "virus-book" dandogli la facolt di decidere se leggerlo oppure distruggerlo. Tutto ci fino a che qualche agenzia pubblicitaria non capir che i virus sono un ottimo mezzo per propagandare i propri prodotti e non invada il mondo dei PC con virus-pubblicitari subliminali" (Tozzi, 1994).
Nel 1996 Wells realizza "Virus Timeline" (Wells, 1996) che contiene una storia della nascita dei primi virus informatici.
Nel 1998 le pagine web di 2600 saranno hackerate a loro volta (http://www.2600.com/hackedphiles/9-30-98; http://www.2600.org; http://www.2600.org/hacked_pages)

Codici, Crittografia e Cypherpunk

Uno dei mezzi pi efficaci per proteggere i dati  l'uso di codici. Negli anni ottanta nasce una sorta di controcultura di programmatori, i cypher-punk, che vuole consentire ai cittadini comuni di usare la codifica e la decodifica per difendere i propri dati, cos come per rendere pubbliche le informazioni che vengono mantenute riservate o protette dal copyright da alcuni e che invece potrebbero essere un prezioso bene collettivo per l'umanit.
"A Cypherpunk's Manifesto" del 1993 riassume gli obiettvi del movimento cypherpunk, fondato da J. Gilmore, T. May ed E. Hughes: "Dobbiamo difendere la nostra privacy, se vogliamo averne una. Dobbiamo unire le nostre forze e creare sistemi che permettano lo svolgersi di transazioni anonime. Da secoli la gente difende la propria privacy con sussurri al buio, buste, porte chiuse, strette di mano segrete e corrieri. Le tecnologie del passato non permettevano una forte privacy, ma le tecnologie elettroniche s. Noi cypherpunk siamo votati alla costruzione di sistemi di anonimato. Noi difendiamo la nostra privacy con la crittogiafia, con sistemi di invio di posta anonimi, con firme digitali e con il denaro elettronico" (Himanen, 2001, pag. 83).
E' sempre attraverso le parole di T. may che si pu capire anche l'altro approccio che il movimento cypherpunk ha verso l'uso della crittografia: "Proprio come un'invenzione apparentemente minore, il filo spinato che ha reso possibile il recintare vasti ranch e fattorie, alterando cos per sempre il concetto di terra e i diritti di propriet, cos anche la scoperta apparentemente minore di una branca arcana della matematica [la crittografia, n.d.a.] diventer come le cesoie da metallo che smantelleranno il filo spinato attorno alla propriet intellettuale" (May, 1992).

Nel 1967 D. Kahn scrive "The Codebreakers", un libro sui sistemi e la storia della crittografia che avr un forte peso sul suo sviluppo futuro.
Nel 1975 W. Diffie inventa la crittografia a "chiave pubblica".
A maggio del 1976 W. Diffie e M. Hellman annunciano l'invenzione del sistema crittografico denominato a "doppia chiave" che permette l'uso di una "firma digitale" e mina il potere nel settore della National Security Agency (NSA). Hellman e Diffie sviluppano le loro teorie alla Stanford University, all'interno del laboratorio di intelligenza artificiale guidato da J. McCarty, ovvero da colui che insieme a Minsky aveva creato al MIT l'ambiente in cui sono nati i primi hackers. .
Nel 1977 viene inventato il sistema di crittografia RSA e Zimmermann sviluppa le sue prime idee sulla costruzione del PGP.
Nel 1978 R. Rivest, A. Shamir e L. Adleman, tre giovani professori del MIT, sviluppano la prima applicazione pratica basata sulle tecniche di crittografia a doppia chiave. 
Nel 1984 P. Zimmermann inizia a lavorare per realizzare il progetto di PGP.
Nel 1986 P. Zimmermann implementa il RSA. 
Nella primavera dello stesso anno viene pubblicato l'articolo "Encryption & the dossier society" di T. Athanasiou & staff (Athanasiou, 1986). L'articolo denuncia i pericoli di invasivit nella privacy delle persone a causa delle nuove tecnologie e dello scambio commerciale di dossier contenenti dati personali degli individui. Vengono elencati nomi delle societ americane che fanno affari in tal senso. Viene quindi fatta una storia della crittografia e presentata tale materia in relazione alla possibilit sia di proteggere che di sproteggere i dati elettronici.
Nel 1988 T. May scrive il "Crypto Anarchist Manifesto" (May, 1996a, pag. 237), distribuendolo alla conferenza "Crypto 88" e alla "Hacker conference", e un testo introduttivo al Blacknet (May, 1996b, pag. 185-205).
Lo stesso anno S. Levy scrive un testo sui "Crypto Rebels" (Levy, 1996b, pag. 241-243).
Nel 1991 P. Zimmermann a giugno realizza e distribuisce gratuitamente negli Stati Uniti la prima release del programma PGP (Pretty Good Privacy) che si basa sulle tecniche di crittografia a "doppia chiave". Per la sua realizzazione Zimmermann viene accusato dagli Stati Uniti di esportazione illegale di strumenti crittografici. 
Nel 1992 viene organizzato il primo meeting fisico dei cypherpunk, organizzato da T. May e E. Hughes (Ludlow, 1996, pag. 198).
Nel 1996 l'accusa a Zimmermann di esportazione illegale per la realizzazione di PGP, viene ritirata.

La Liberazione del Software


Uno dei principali obiettivi dei movimenti  stato quello di far condividere le risorse disponibili nel mondo al maggior numero di persone possibile. Per fare ci, come si  gi spiegato, i movimenti hanno sviluppato pratiche talvolta legali, altre volte illegali per redistribuire le risorse disponibili. Laddove invece le risorse non esistevano, i movimenti si sono attivati per crearle e quindi condividerle. 
Nel capitolo precedente abbiamo classificato la distribuzione delle risorse come distribuzione dei saperi (contenuti), di competenze (know how) e di strumenti (hardware e software). In questo paragrafo affronteremo pi da vicino le vicende legate alla creazione e distribuzione del software.

"La pratica dell'hacking nasce alla fine degli anni '50 presso il Massachuttes Institute of Technology. (...) Andando avanti nel tempo, [gli hacker] furono coloro che per primi incominciarono a duplicare i programmi. Questa, che in realt  un tipo di pratica che nel tempo si pu leggere sotto diversi punti di vista, inizialmente aveva un fortissimo senso sociale" (Guarneri, 1997. Per una storia approfondita del fenomeno vedi Levy S., 1996).

Gli hacker del MIT non si limitavano a duplicare50 e diffondere software, chiavi o manuali. Gli hacker del MIT erano delle menti vivaci che si preoccupavano di creare loro stessi il software laddove se ne riscontrava l'assenza. Per questi ed altri motivi non amano essere definiti dei Robin Hood tecnologici.
Dagli anni sessanta in poi la storia dell'informatica  costellata di un'infinit di galassie hacker (individui, collettivi, gruppi e movimenti veri e propri) che realizzeranno il software base per far funzionare sia i personal computer che le reti telematiche. 
Uno dei momenti pi alti nella creazione e condivisione del software  stato quando ci  avvenuto attraverso meccanismi di cooperazione collettiva, una diffusione libera e gratuita e  la creazione di gruppi di difesa di tali pratiche.
R. Stallman51, che entra al MIT nel 1971 sar uno dei principali artefici e promotori delle pratiche di condivisione del software. 

Nel 1969 Dennis Ritchie e Ken Thompson, nei laboratori Bell della At&t, sviluppano il sistema operativo UNIX, destinato a diventare nel giro di poco tempo uno standard all'interno dei principali centri universitari e scientifici (Gubitosa, 1998). 
Nel 1977, B. Joy crea BSD Unix. BSD sta per Berkeley Software Distribution. Il BSD Unix sar uno dei passi avanti, insieme al progetto GNU di Stallman, verso la creazione di un sistema operativo alternativo a Unix, non proprietario, libero e realizzato collettivamente, ovvero Linux (Himanen, 2001, pag. 135 e 155. Altri dettagli in McKusick, Twenty Years of Berkeley Unix: From AT&T Owned to Freely Redistributable, in DiBona et al., 1999). 
Tra il 1982 e il 1983, attraverso un'operazione di hackeraggio Stallman fa cooperare indirettamente due aziende concorrenti che producono macchine Lisp. Nel 1983 Stallman partecipa alla scrittura di "The Hacker's Dictionary", a cura di E. Raymond, che  la versione cartacea di The Jargon File.
Nel 1983 Stallman lascia il MIT per avviare la creazione di una versione libera del sistema operativo Unix: "GNU" che  un acronimo che sta per Gnu's Not Unix. 
GNU  un progetto che ha per obbiettivo quello di costruire un software simile a Unix, ma libero e senza segreti, il creare cio "un sistema operativo senza copyright che la gente possa usare per migliorare e cos facendo stabilire una comunit mondiale di persone che condivida software" (R. Stallman in Scelsi, 1994, pag. 154).
Stallman reagiva in questo modo contro la chiusura del codice sorgente del software quando la AT&T decise di commercializzare Unix. Stallman considerava GNU come il successore spirituale del sistema operativo open-source ITS (Incompatible Time-sharing System) progettato dagli hacker del Mit gi alla fine degli anni sessanta. 
Il 27 ottobre 1983 Stallman invi questo messaggio ai newsgroup net.unix-wizards e net.usoft: "Liberate Unix! Voglio iniziare questo Giorno del Ringraziamento scrivendo un intero sistema software compatibile con Unix chiamato GNU (che sta per 'GNU'S Not Unix') e distribuirlo gratuitamente a tutti coloro che lo vogliano usare. Saranno di grande aiuto contributi in termini di tempo, denaro, programmi ed equipaggiamenti". Nel 1985 Stallman trasform questo messaggio in una vera e propria dichiarazione di principi hacker: "The GNU Manifesto" (Tr. It. in Scelsi, 1994). Vi si legge: "GNU non  di 'dominio pubblico'. A chiunque sar permesso di modificare e ridistribuire GNU, ma a nessun distributore sar permesso di limitare la sua ulteriore distribuzione. In altre parole, modifiche proprietarie non saranno permesse. Voglio essere sicuro che tutte le versioni di GNU rimangano libere. Perch molti altri programmatori vogliono dare il loro aiuto" (Scelsi, 1994, pag. 171). In tal modo gettava le basi del "free software" e della licenza GPL (General Public License, vedi Appendice: Classificazione del software libero) che impone la massima libert nell'uso e distribuzione del software GNU. Le creazioni pi conosciute del progetto GNU sono gli Emacs, un editor apprezzato da molti hacker, e GCC (GNU code compiler), un compilatore di linguaggio usato dagli hacker di Linux.52 
Con la nascita del progetto GNU Stallman fonda a met degli anni ottanta la Free Software Foundation. "La Free Software Foundation  stata fondata da Richard Stallman. Essa si dedica all'eliminazione delle restrizioni circa la copia, redistribuzione e modifica del software. (...) La fondazione lavora per fornire tali libert sviluppando alternative compatibili e "free" al software proprietario" (Scelsi, 1994, pag 157. Per ulteriori informazioni scrivere a gnu@prep.ai.mit.edu).

Nel 1984 R. Stallman scrive la Letter to ACM Forum in cui si raccomanda di definire crackers e non hackers coloro che infrangono i sistemi di sicurezza informatici.
E' evidente che, come si diceva nel precedente paragrafo, sta avvenendo in quel periodo una strana manovra con cui si cerca di confondere gli sforzi libertari di situazioni come quella della Free Software Foundation con attivit criminali di intrusione nei sistemi informatici o copia del software realizzate a scopo di lucro. Il copyright sul software  lo strumento sia simbolico, che giuridico, sulla cui base una parte della nuova economia americana sta fondando il suo impero. Sar uno degli strumenti attraverso cui "controllare" la colonizzazione e lo sviluppo di una fetta dell'economia di buona parte del mondo. Uno degli strumenti "legali" che sar collegato ad una forte azione di protezionismo del governo verso le sue principali societ del settore, e ad un uso dei "muscoli" nelle attivit di repressione. Stallman far negli anni a seguire una costante attivit di promozione e difesa dei diritti digitali legati alla distribuzione libera del software53. 
Nel 1989 fonda The League for Programming Freedom (http://lpf.ai.mit.edu/), una organizzazione che si oppone ai brevetti sul software e al copyright sulle interfacce. Annovera fra i suoi membri M. Minsky, J. McCarthy e R. S. Boyer. "La League for Programming Freedom (Lega per la Libert della Programmazione)  un'organizzazione costituita da una base di professori, studenti, uomini d'affari, programmatori e utenti votati a riottenere la libert di scrivere programmi, che essi contestano essere stata persa da molti anni. La League non si oppone al sistema legale proposto dal Congresso, cio il copyright su singoli programmi. Il loro fine  di ribaltare i recenti cambiamenti apportati dai giudici in risposta a interessi particolari, spesso rifiutando esplicitamente i principi di pubblico interesse della Costituzione. La League si adopera per l'abolizione dei nuovi monopoli pubblicando articoli, parlando con funzionari pubblici, boicottando eminenti colpevoli e in futuro potrebbe intervenire in casi giudiziari" (Scelsi, 1994, pag. 111).
Nel 1991 L. Torvalds realizza Linux che rappresenta in modo esemplare i principi della Free Software Foundation (vedi capitolo 1).

Le lotte per la liberazione del software troveranno seguaci in tutto il mondo. Fin dagli anni ottanta fioriranno numerosissimi i gruppi, le associazioni, i collettivi, ecc., che portano avanti una battaglia all'insegna del software libero e del no copyright in tutto il globo e dunque anche in Italia.
Una pietra miliare nel settore in Italia  la pubblicazione nel 1994 del libro "No copyright. Nuovi diritti nel 2000", a cura di Raf "Valvola" Scelsi del gruppo Decoder. Un luogo di intensa attivit e discussione in Italia su questi temi  invece la mailing list "cyber-rights" disponibile sul sito www.ecn.org, creata (1996) e moderata da Ferry Byte del gruppo Strano Network. Da settembre 1999 si sono costituiti in Italia i seguenti Hack-Lab: Hack-Lab Firenze, LOA Hack-Lab Milano, Media-Lab Catania, VR Hack-Lab Verona, SV Hack-Lab Savona e Hack-Lab Roma (collettivo Avana).
Ezln e Il Movimento di Seattle

Se nel paragrafo precedente si  voluta definire un'area che non  connotata specificatamente all'interno di azioni di tipo politico, questo paragrafo descrive due movimenti che hanno fatto specificatamente uso della telematica per portare avanti una lotta politica.

Nel 1994 Ronfeldt, un ricercatore della Rand Corporation, specialista nel campo della sicurezza nazionale, esperto di affari latinoamericani e delle nuove tecnologie dell'informazione, con un suo collega coniano il termine "netwar" in un documento della Rand dal titolo "Cyberwar is coming!". Nel contesto dell'articolo per "netwars" si intende in particolar modo gruppi di avvocati e movimenti sociali che usano i network di informazione per coordinare l'azione per influenzare, cambiare o combattere le leggi del governo. Secondo Ronfeldt, attraverso il computer ed i network di comunicazione, in particolare attraverso Internet e il World Wide Web, le campagne di "grassroots" stanno moltiplicandosi. Nell'articolo Ronfeldt sottolinea l'importanza che le reti hanno per la lotta dell'EZLN. L'articolo di Ronfeldt enfatizza la capacit rivoluzionaria delle nuove tecnologie e il loro possibile uso per scopi controculturali, di attivismo, pacifismo e altre simili lotte sociali. Nell'articolo Ronfeldt suggerisce alcune strategie per impedire tale uso della rete (Wheling, 1995, pag. 40 e seguenti).
Nel 1994 l'Esercito di Liberazione Zapatista (EZLN) che promuove la difesa dei diritti delle popolazioni nel Chiapas, inizia ad usare internet per diffondere le sue ragioni contro il governo Messicano.
Nel 1995 escono molti articoli su riviste come The Washington Post, Newsweek, e servizi sulla CNN sull'importanza di Internet e delle reti telematiche per le organizzazioni che promuovono la lotta Zapatista.
A marzo dello stesso anno J. Wehling scrive il testo "Netwars and Activists Power on the Internet" in cui descrive la crescente preoccupazione degli USA verso l'uso antagonista delle reti, sulla base di un articolo di un consulente militare e ricercatore per la Rand Corporation che esalta l'efficacia dell'uso delle reti telematiche nella lotta Zapatista, ipotizzando alcune azioni repressive in riguardo (Wheling, 1995, pag. 40 e seguenti).
Nel 1995 un messaggio spedito in Usenet diffonde a macchia d'olio la notizia di un appunto scritto da R. Roett che la Chase Manhattan Bank finanzier il governo Messicano solo se eliminer gli Zapatisti dal suo territorio. Lo scandalo sar tale che la Chase dovr prendere le distanze dall'appunto di Roett che essa stessa aveva commissionato (Wheling, 1995, pag. 42).
Nel novembre del 1999 viene preparata la contestazione italiana del vertice WTO a Seattle operata dal settore antagonista in Italia utilizzando gli strumenti telematici.
Nel 1999 nasce Indymedia che nel suo slogan dichiara "Don't hate the media, become the media" "Non odiare i media, diventa i media". Ma che vuol dire? Vuol dire che hai ragione a non fidarti dei media ma che se non ti fidi dei media devi costruirteli per comunicare. Indymedia  un network internazionale di media attivisti, l'Independent Media Center, www.indymedia.org nato a Seattle il 30 novembre 1999 con l'obiettivo di produrre informazione indipendente sugli eventi connessi al summit del WTO e che "rischiavano di essere omessi o distorti dai media mainstream". 
Indymedia Italia, nata in in occasione del vertice dell'OCSE a Bologna nel 2000,  la sezione italiana di questo network che ha giocato un ruolo decisivo nella produzione di informazione prima, durante e dopo il controsummit di Genova nel 2001. Una delle caratteristiche dell'uso "antagonista" dei siti web e delle mailing lists  forse l'uscita delle rete dal monitor: in piazza al Parterre, il progetto Makaja, il Global Audio Project, ma soprattutto Indymedia Italia e lo stesso Media Center al G8 sono stati un esempio della continuit della produzione di informazioni dal virtuale al reale ovvero della contaminazione della rete verso gli altri media e un esempio della convergenza digitale54. Vera protagonista delle "giornate di Genova". (Visto che sulla rete arrivavano messaggi dagli sms oppure dalla rete venivano spediti i fax di protesta e di denuncia ed era possibile inviare sul sito di indymedia addirittura la registrazione dei propri video amatoriali.)
La copertura informativa degli eventi connessi al G8 era stata preparata per tempo dagli attivisti locali che come sempre in occasione dei controvertici hanno l'onere di predisporre le strutture logistiche e organizzative per l'accoglienza dei contestatori.
Uno sparuto gruppo di hackers del nord, provenienti per lo pi dal giro degli hacklab www.hacklab.it in un paio di giorni ha cablato le scuole che dovevano ospitare il media center del Genova Social Forum. Circa 70 Pc, con sistema operativo Windows per i meno esperti e con Linux per quelli "navigati". Un traffico di decine di megabyte al giorno per servire centinaia di operatori della comunicazione, inviati stampa e partecipanti al controvertice.
E' cosi che a Genova  nato il Media Center, luogo di ritrovo e di raccolta per tutti gli operatori dell'informazione libera e indipendente. 
Dentro una scuola, anch'essa oggetto dell'aggressione poliziesca, la Diaz-Pascoli, dove si erano insediati la redazione di Radiogap www.radiogap.net - esperimento di radio comunitaria diffusa via rete e via etere - il pool legale del Genoa Social Forum e la sua segreteria e i media attivisti di mezzo mondo. 
Ma  soprattutto il quartiere generale dei media attivisti dell'IMC. Il terzo piano era organizzato per aule tematiche: la sala video, di web-editing, della web-radio, della fotografia e dell'informazione off-line, quella che le staffette portano dalla scuola ai manifestanti per strada, diventa il cuore pulsante dell'informazione indipendente presente a Genova. 
All'interno gli attivisti italiani e stranieri che si erano incontrati qualche mese prima a Bruxelles. In assemblea ogni giorno per discutere la "linea editoriale", i dettagli tecnici e la suddivisione dei compiti, trovano il tempo di fare seminari di autoformazione dove possono accedere tutti, anche chi non dovrebbe, scopriremo pi tardi.
Il simulacro che ha raccolto attorno a s tutti i registi, i webmaster, i giornalisti  stato appunto il sito di IMC-Indymedia, la piattaforma tecnologica creata dagli austrialiani, e perfezionata da programmatori americani ed europei, per la pubblicazione real-time su web di materiali testuali e audiovisivi.
La tecnologia usata non  nuova ma si tratta di software sotto licenza GNU-GPL, cio software libero, non proprietario e quindi modificabile da chiunque, che si pu scaricare da www.cat.org/au e che permette la diffusione di immagini in movimento, cio di video e filmati scaricati e "uppati" (su web dalle videocamere digitali che entravano incessantemente nelle sale di montaggio. Insieme ai tecnici software che fanno il monitoraggio della rete e dei server per evitare il collasso delle macchine fisiche oberate di richieste di connessione, un team di traduttori lavorava all'aggiornamento delle news in varie lingue, in real time. 
Il media center viene immotivatamente e brutalmente aggredito, sfasciato e sequestrato durante l'incursione delle forze dell'ordine alla scuola Diaz la notte del 21 luglio. Un evento che svela, se ancora ce n'era bisogno, le origini fasciste di una parte dell'attuale governo italiano, responsabile dei pestaggi sui trecentomila manifestanti di Genova.
Per tutto il dopo genova rimarr il luogo delle notizie di prima mano per conoscere il numero dei dispersi, degli arrestati, dei denunciati. Sar soprattutto il luogo di raccolta delle testimonianze orali, audio, video e fotografiche delle violenze della polizia. Le stesse che nel rapporto dei superispettori del Viminale produrranno i 13 casi in cui la condotta della polizia sar ritenuta censurabile.

A novembre del 2001 esce il cd-rom "Le giornate di Genova. Cronache dal G8" a cura di Strano Network (Strano Network, 2001).

1.5. Bbs, Pacifisti, Telematica di Base, Community Network e Hobbyst

L'attivismo telematico  una pratica messa in atto anche attraverso forme non conflittuali e non illegali, ma comunque impegnate socialmente. Vi  e vi  stata nel passato tutta un'area di persone e gruppi che hanno provato ad innescare processi sociali democratici attraverso un uso alterntivo della telematica e dei computer.

In questo paragrafo vengono presentate insieme esperienze tra loro molto diverse, ma che nella costruzione di strumenti e luoghi telematici per un mondo migliore condividono un approccio non violento, moderato e in certi casi contiguo agli ambiti istituzionali.

Oltre agli esempi che seguono vi ne sono in realt moltissimi altri portati avanti da aree non governative o intergovernative contro il divario mondiale nelle nuove tecnologie. E' il caso ad esempio del progetto NWICO (Roach, 1993, pag. 24-29) portato avanti nel 1976 dal Non Aligned Movement e l'Unesco, attraverso una proposta per la realizzazione di un New World Information and Communication Order (NWICO). Nella proposta veniva fatta notare la stretta relazione tra l'Informazione e il dominio culturale ed economico verso il sud del mondo,  chiedendo una "decolonizzazione dell'informazione". Vi partecipa anche il fondatore di Amnesty International e Premio Nobel S. MacBride che critica in particolar modo la dominazione del flusso delle informazioni da parte degli Stati Uniti. La critica  in linea con la teoria dell' "imperialismo dei media" che assumeva che lo sviluppo economico e culturale di un paese era minacciato dall'enorme quantit di televisione e film americani mostrati. Secondo la teoria dell'imperialismo le imprese dei media supportano l'espansione delle corporazioni transnazionali (TNCs) e sono parte di un nuovo complesso militare-industriale e delle comunicazioni. Inoltre secondo tale teoria, la cultura e le comunicazioni influenzano la societ, la cultura e le comunicazioni prodotte in un sistema capitalista. Tale critica venne fatta passare sotto la pressione di alcune lobbies come un attacco al capitalismo. Gli Stati Uniti nel 1985 per non mettere in discussione le proprie politiche si ritirano dall'Unesco, per rientrarvi quando la linea dell'Unesco diventer pi morbida nei loro confronti grazie al nuovo  Direttore Generale, lo spagnolo F. Mayor eletto nel 1987, che prender le difese della "libera circolazione delle informazioni" dichiarando che l'Unesco  una "casa delle libert", e che "avrebbe rifiutato il concetto di un Nuovo Ordine Mondiale dell'Informazione promosso dal terzo Mondo e dal blocco Sovietico". Nonostante ci il movimento che si sivluppa intorno al NWICO prosegue affermando nei suoi documenti la necessit di difendere "il diritto a comunicare" di ogni paese del mondo.

Le Bbs e Fidonet

Le BBS, Bulletin Board System, nascono come l'equivalente telematico delle bacheche nelle pareti dell'universit. Sono luoghi dove lasciare e scambiarsi materiali, annunci e messaggi gratuiti. Diverranno il territorio di crescita, di incontro e confronto di un'intera generazione di giovani e meno giovani utenti telematici. 
 
La forza di questi strumenti  che chiunque pu mettere su a casa propria una sua BBS con costi decisamente economici e una difficolt relativamente bassa. Una forza dunque derivata dall'essere qualcosa di indipendente che diventer un limite quando tale indipendenza si trasforma in propriet privata ed il suo gestore rivendica un diritto di imporre le regole d'uso del BBS ai suoi utenti.
Nel tempo fioriranno dunque un'infinit di reti telematiche no profit fatte attraverso i BBS, i cui scopi saranno i pi variegati: dall'impegno sociale, alla passione su un argomento specifico, a luogo dove lasciarsi andare spensieratamente.
Il caso della rete Fidonet  quello di una rete nata grazie ad un software creato da un giovanissimo anarchico californiano, T. Jennings, ma che nel giro di pochi anni da anarchica che era, si struttura in una gerarchia piramidale fatta di responsabili, sotto-responsabili, moderatori, ecc., che mentre permette l'incontro di una moltitudine di utenti in rete, ne imbriglia la comunicazione all'interno di regole (policy) che vengono di volta in volta reinterpetrate dal responsabile o moderatore di turno.
Ci non toglie che le BBS sono state la palestra telematica per moltissimi hacktivist in tutto il mondo che solo con l'avvento di internet ne hanno abbandonato l'utilizzo.
"Ma  sui BBS e non su internet che hanno inizio i percorsi di riflessione culturale e tecnologica sulle conseguenze della "rivoluzione digitale". I BBS diventano un laboratorio di sperimentazione collettiva, in cui la societ civile, tagliata fuori da un'internet ancora elitaria, comincia a discutere di privacy, crittografia, editoria elettronica, censura e controllo delle informazioni da parte dei governi, tecnocrazia, diritti telematici, copyright, libert del software, cultura cyberpunk" (Gubitosa, 1999, pag. 20).

Nel 1977 D. Hayes inizia a produrre modem. 
Lo stesso anno W. Christensen, crea il programma MODEM che consente a due microcomputer situati in localit diverse di scambiarsi file usando una linea telefonica e lo mette a disposizione di tutti gratuitamente. Nel 1978 Christensen e Randy Suess creano il sistema per bacheche elettroniche CBBS55 (Computer Bulletin Board System)
Nel 1982 R. Suess realizza uno tra i primi servizi gratuiti di accesso pubblico a internet: "WLCRJS" che nel 1984 verr' ribattezzato CHINET (Chicago Network). Chicago Network fornisce gratuitamente a tutti i suoi utenti l'accesso libero alla posta elettronica e ai newsgroup (Gubitosa, 1999, pag. 16-17).
Nel dicembre 1983 nasce la Fido BBS N 1 di T. Jennings,un programmatore non convenzionale, attivista del movimento gay e anarchico. Fin dall'inizio Jennings voleva gestire un organismo estremamente libero, in cui le norme venissero stabilite dagli utenti stessi. Nella prima versione di Fido, Jennings inser uno spazio libero per tutti detto "anarchia". <<Ho detto agli utenti che ci potevano fare quello che volevano. Sono otto anni che non ho mai avuto problemi a gestire le bacheche elettroniche. I problemi ce li hanno i cultori del controllo totalitario. Vorrei che fosse chiaro che la politica la fanno gli utenti>> (T. Jennings in Rheingold, 1994, pag. 159-160). Nel giugno del 1984 T. Jennings collega il suo Fido BBS N.1 con Fido2 il BBS di Baltimora di J. Madill e nasce dunque Fidonet. I programmi per fare una BBS Fidonet vengono distribuiti gratuitamente e nel giro di tre mesi la rete ha gi 50 nodi e ne raggiungera' 160 all'inizio del 1985 (Gubitosa, 1999, pag. 17-18).
Nel 1986 nasce il primo nodo italiano della rete Fidonet: Fido Potenza di G. Rutigliano.
Nel 1986 J. Rush realizza Echomail un programma di posta che permette di organizzare i messaggi Fidonet in aree di discussione collettiva. 
Nel 1988 un gateway collega per la prima volta Fidonet ad Internet permettendo lo scambio di posta elettronica e l'accesso ai rispettivi servizi di messaggistica.Nel 1990 i varii sistemi di videotext, i grandi services on-line come America On Line o Prodigy o le reti di BBS amatoriali come Fidonet costituiscono delle comunit telematiche autonome da Internet e di dimensioni comparabili se non addirittura maggiori (Blasi, 1999, pag. 31-32).
Nel 1991 c'erano oltre diecimila nodi Fidonet, con una valutazione cauta di centomila utenti.

Usenet

Usenet nasce nel 1979. E' la nascita di quelli che oggi vengono definiti newsgroup. Viene sviluppato in ambiente universitario, ma fuori da Arpanet da T. Truscott e J. Ellis della Duke, lavorando con Steve Bellovin della University of North Carolina, che distribuiscono gratuitamente i programmi necessari al funzionamento delle discussioni telematiche. "E' molto probabile, anche se si tratta di una tesi difficile da dimostrare, che il successo di queste forme comunicative abbia avuto a che fare con la cultura della partecipazione politica e civile degli anni sessanta e settanta" (Blasi, 1999, pag. 43-44).
La natura di Usenet come la conosciamo ora (una conversazione anarchica, indistruttibile, resistente alla censura, aggressivamente non commerciale, diffusa tra milioni di persone di decine di paesi)  in buona parte conseguenza del modo in cui  stato impostato il sistema. (...) Descrivendo Usenet viene spesso usata la parola anarchia, non nel senso di caos e disorganizzazione, ma nel senso che tutto il lavoro di spostamento delle parole in movimento tra cos tanti utenti viene realizzato senza una gerarchia centrale che governi n una direttiva n personale tecnico (Rheingold, 1994, pag. 138-152).
Nel 1981 la messaggistica UseNet inizia a circolare anche su ArpaNet. 
A maggio del 1987, B. Reid e J. Gilmore decidono di dare vita in maniera autonoma alla gerarchia di newsgroups "alt. *", per creare uno spazio ai contenuti "alternativi" di Usenet (Gubitosa, 1998). J. Gilmore (uno dei padri di Arpanet) dice:  "the net interprets censorship as a damage and routes around it" (Rushkoff, 1994, pag. 237).
Nel 1989, ai tempi dell'incidente di piazza Tienanmen, gli studenti delle universit di Taiwan che avevano accesso a Usenet e collegamenti telefonici con parenti in Cina si sono trasformati in una rete di corrispondenti verso l' estero per informare il mondo sugli avvenimenti in corso (Rheingold, 1994, pag. 152).

Network Pacifisti e Telematica di Base

Fin da subito la cultura della pace e dell'impegno sociale inizia ad usare i BBS e le reti telematiche in generale per diffondere i propri valori, fornire conoscenza e creare nuove relazioni che si trasformano in uno strumento di difesa per i deboli del mondo.

Nel 1982 un'organizzazione ambientale californiana, il Farallones Institute, finanziata dalla Apple e dalla San Francisco Foundation, cre EcoNet per facilitare il dibattito e l'attivismo in materia di protezione ambientale mondiale, recupero e sostenibilit (Rheingold, 1994, pag. 303).
Nel 1984 venticinque ONG si incontrano a Roma e fanno nascere Interdoc un circuito telematico per interconnettere i centri di documentazione del Sud del mondo che si appoggia in un primo momento a Geonet ed in seguito all'APC (Gubitosa et al., 1996, pag. 45). Geonet offre servizi di teleconferenze senza scopo di lucro.
Nel 1984 negli Stati Uniti, a San Francisco, nasce PeaceNet: la telematica applicata alla pace (Per una storia della nascita di Peacenet vedi Gubitosa et al., 1996, pag. 113). PeaceNet fu creata dall'Ark Communications Institute, il Center for Innovative Diplomacy, Community Data Processing e la Foundation for the Arts of Peace. Tra i fondatori vi  M. Graham.
Nel 1985 nasce a Londra GreenNet (Per una storia della nascita di GreenNet vedi Gubitosa et al., 1996, pag. 58 e 108). Greenet  una parte importante di Econet e Peacenet e altre reti che faranno parte dell'Association for Progressive Communications (Rheingold, 1994, pag. 279). Al suo interno non si parla solo di ecologia, ma anche di diritti umani e di cooperazione sud/nord. Lo stesso anno nasce anche l'Institute for Global Communication (IGC). Racchiuder in seguito al suo interno PeaceNet ed EcoNet. In seguito si aggiungeranno anche ConflictNet, LaborNet e WomensNet (Gubitosa et al., 1996, pag. 59 e 111-112).
Howard Frederick, attuale direttore delle notizie news director dell'Institute for Global Communications, ritiene che le associazioni del volontariato internazionale siano l'equivalente della societ civile, a livello mondiale, teorizzata dai primi studiosi della democrazia moderna. (...) Frederick nei dibatti telematici ha affermato che gli interessi finanziari e politici hanno "spinto al margine la societ civile", lasciando senza mezzi di comunicazione chi voleva dare vita a questa cultura. Frederick ritiene che la telematica abbia modificato l'equilibrio di potere a favore delle associazioni del volontariato civile a livello mondiale (Rheingold, 1994, pag. 303).
Nel 1987 PeaceNet ed EcoNet si unificarono nell'IGC. 
Nel 1987 in seguito ad un progetto ONU avviato nel 1986 e grazie ad una sponsorizzazione tramite i concerti di Little Steven e Peter Gabriel,  nasce l'Association for Progressive Communication (APC) il network globale per la pace che all'inizio racchiude al suo interno IGC e GreenNet (Gubitosa et al., 1996, pag. 59 e 108-109). 
In quel periodo nasce anche Econet.
Nel 1987 nasce WorkNet che sfugge alla censura della polizia in SudAfrica per offrire un supporto telematico a tutte le forze in lotta contro l'apartheid.
Nel 1988 l'ecologista brasiliano Chico Mendes viene assassinato dopo che l'area geografica dove avviene l'assassinio era stata (casualmente?) isolata telefonicamente. La notizia arriva comunque alle redazioni dei giornali grazie alla rete telematica di una ONG alternativa: Alternex. 
Nel 1989 nasce ConflictNet (per una storia della nascita di ConflictNet vedi Gubitosa et al., 1996, pag. 112), una rete dedicata al sostegno della mediazione delle dispute e alla soluzione pacifica dei conflitti. Nel 1990 ConflictNet si unisce all'IGC. 
Nel 1989 nasce Agor Telematica in Italia, bbs del partito Radicale.
Nel 1990 nasce l'Association for Progressive Communications (APC) (per una storia della nascita dell'Association for Progressive Communications (APC)  vedi Gubitosa et al., 1996, pag. 113 e 116). Le varie organizzazioni membri dell'IGC fondarono l'APC per coordinare la rete mondiale di reti militanti. Nel 1992 le reti dell'APC collegavano oltre quindicimila abbonati di novanta paesi. APC collabora con le nazioni unite (UNCED) e diventa il referente mondiale per la diffusione in rete delle informazioni delle ONG. Le reti dell' APC hanno avuto una fioritura dell'attivit durante la Guerra del Golfo. In quanto guerra pi seguita dai mass media, si  sentita l'esigenza di fonti alternative di informazione a cui hanno fatto fronte le informazioni dell' APC. 
Nel 1990 Legambiente fa partire a Roma EcoRete in accordo con GreenNet.
Nel 1991 N. Milivojevic dello Swedish Peace and Arbitration Society apre la prima conferenza elettronica sulla guerra nella Ex-Yugoslavia "/APC/YUGO/ANTIWAR" all'interno del network APC (Skoric, 1996, pag. 49-51).
Nel 1992 nasce la conferenza echomail Peacelink.ita all'interno del circuito Fidonet.
All'inizio del 1992 gruppi pacifisti con il Center for the Culture of Peace and Nonviolence (Ljubljana), il Anti-War Campaign (Zagreb) e il Center for Anti-war Action (Belgrade), lanciano il progetto COMMUNICATIONS AID nella ex-Yugoslavia. Vengono dati modem a gruppi pacifisti in Lubiana, Zagrabia, Belgrado e Saraievo per formare un network di BBS. Vengono su i server ZAMIR-BG (Belgrado) e ZAMIR-ZG (Zagrabia). Dopo la primavera non  pi possibile collegare direttamente le citt dell'ex-Yugoslavia, che per riescono a collegarsi egualmente facendo un gatewy di transito intermedio con l'Austria, la Germania e l'Inghilterra. In questo modo viene aggirata la censura sulle comunicazioni imposta dai governi nazionali. La posta elettronica in Internet viene veicolata attraverso GreenNet (Skoric, 1996, pag. 49-51).
Nel 1992 nasce LaborNet (per una storia della nascita di LaborNet vedi Gubitosa et al., 1996, pag. 112) affiliata ad APC, che si muove nell'ambito sindacale, per il rispetto dei diritti dei lavoratori e il miglioramento delle loro condizioni (Gubitosa, 1998). 
Lo stesso anno nasce in Italia la rete Peacelink (Per una storia della nascita di Peacelink vedi Gubitosa et al., 1996, pag. 4 e 125). G. Pugliese, A. Marescotti e Marino Marinelli danno vita a Peacelink, all'interno del mondo dell'associazionismo e del volontariato. La rete di BBS nasce a partire dall'omonima area messaggi Fidonet (Peacelink.Ita), e si espande in seguito anche sull'Internet, con un sito Web e un Gateway che permette di esportare come mailing list le conferenze dei BBS (Gubitosa, 1998).

Nel 1992 nasce in Italia la rete telematica ScoutNet.
Nel 1994 nasce in Italia l'associazione "Alcei" (Associazione per la Libera Comunicazione Elettronica Interattiva).
Nel 1995 nasce WomensNet (per una storia della nascita di WomensNet vedi Gubitosa et al., 1996, pag. 112).

Freenet e Reti Civiche

Un'espressione dei sistemi telematici municipali  il concetto di Free-Net, sperimentato a Cleveland. La Free-Net di Cleveland e il movimento della National Public Telecomputing Network nacquero da un progetto di ricerca del 1984 condotta alla Case Western Reserve University. Tom Grundner con una sola linea telefonica realizz un sistema di bacheche elettroniche definito St. Silicon's Hospital [Ospedale di San Silicio], dove i cittadini potevano porre domande a un gruppo di esperti di pubblica sanit e ricevere risposte entro ventiquattr'ore (Rheingold, 1994, pag. 312-13).

Tom Grundner nel 1986 dar vita a uno tra i pi significativi casi di reti civiche: Freenet, la Cornmunity Network di Cleveland. La Freenet di Cleveland forniva informazioni e aree di discussione a carattere locale ma anche accesso a servizi base Internet (newsgroups ed e-mail) in modo gratuito. A partire dalla Freenet di Cleveland (che oggi conta 50 mila iscritti) hanno cominciato a nascere molte altre Freenet nel mondo (Gubitosa, 1998). 
Nel 1989 nasce l'associazione no-profit National Public Telecomputing Network (NPTN) ad opera di T. Grundner con lo scopo di diffondere le Freenet nel mondo. Nel 1994 le FreeNet sono le reti civiche o community network pi diffuse e contano su un numero considerevole di utenti (Rheingold, 1994, pag. 312-13).
Attualmente FreeNet  anche un sistema di scambio ed anonimizzazione dei contenuti in Internet.
A gennaio del 1994 apre De Digitale Stad (La Citt Digitale), come risultato di una join venture tra De Balie e xs4all. DDS era una FreeNet, un sistema libero che chiunque poteva usare. Lo scopo di DDS era di portare i politici ed i cittadini insieme in una comunit on-line.
Nell'estate del 1994 nasce (finanziato dall'Unione Europea) il progetto della Rete Civica di Bologna, con il servizio Iperbole. In una prima fase il servizio fornisce la posta elettronica gratuita ai cittadini bolognesi. Successivamente fornir un servizio Full Internet gratuito al cittadino, mentre nel 1997 (con circa 15.000 utenti registrati) inizier a diventare un servizio a pagamento con un costo molto concorrenziale sul mercato. La fornitura gratuita dei servizi internet da parte del Comune aveva scatenato le polemiche degli imprenditori privati che evidentemente non considerano la comunicazione mediata tramite internet un diritto del cittadino (Blasi, 1999, pag. 96).
A settembre T. Tozzi a nome di Strano Network presenta una proposta di Rete Civica al Comune di Firenze in cui si prefigura la fornitura gratuita dell'accesso alle reti telematiche (compresa internet) per le BBS fiorentine e i cittadini da parte del Comune di Firenze. Ad ottobre del 1995 una quindicina di BBS toscane coordinate da Strano Network forma la rete FirNet (di cui VTTV  l'hub) e presenta in Palazzo Vecchio la "Consulta della telematica dell'area metropolitana fiorentina" con la richiesta di una Rete Civica di Firenze allargata alla partecipazione delle BBS e la garanzia del rispetto di alcuni principi etici (vedi Etica Hacker). La nascente Rete Civica di Firenze trascurer totalmente le richieste della Consulta. 
Ad ottobre Strano Network realizza il "Cybercaf Zut", la prima postazione Internet pubblica e gratuita a Firenze.
Lo stesso anno nasce la rete civica di Roma (Roma on line) che raccoglie al suo interno Avana BBS e circa altre trenta BBS e associazioni dell'area romana, in seguito a una trattativa. Al contrario, il gruppo Decoder fa una proposta di collaborazione alla Rete Civica Milanese, che per non viene accettata perch considerata in contrasto con l'indirizzo "civico" della rete e perch alcune argomentazioni sono considerate troppo radicali.
Nel 1995 viene fatta dall'area della telematica di base di Torino una proposta anche nei confronti della Rete Civica torinese.

1.6. Uso controculturale dei media e delle arti istituzionali


La critica dei media  stata portata avanti nell'area dei movimenti politici e delle teorie intellettuali, avendo nei settori dell'arte molte delle loro prime sperimentazioni pratiche.
La fine degli anni cinquanta  il periodo di maturazione di quelle istanze artistiche che attraverso il Lettrismo, il gruppo Cobra ed altri, favoriranno la nascita da una parte dell'Internazionale Situazionista e dall'altra del movimento Fluxus. Entrambi movimenti artistici che rivalutano l'importanza della partecipazione dello spettatore nell'arte fino a chiedere un modello artistico che si dissolva nella vita stessa. Un'orizzontalit partecipativa che getta le premesse per le richieste di autodeterminazione del proprio fare creativo nei confronti dell'establishment culturale e artistico.
Le forme di guerriglia mediale possono trovare precedenti di vario tipo, ma in particolare intorno alla fine degli anni sessanta, mentre nasceva la telematica di base, fiorivano contemporaneamente gruppi o riviste come "Guerrilla television" (1971) o "Radical Software" (1969) in cui "si dichiara l'esigenza di una televisione decentralizzata fatta dalla gente per la gente" (Fadda, 1999, pag. 118-119). Una parola d'ordine, quella del decentramento che  nell'aria durante gli anni '60 e che ritroviamo in quel periodo anche al MIT in bocca agli hackers cos come a molti scienziati che si occupano di reti. Sempre negli anni sessanta i cosiddetti pranks portano avanti una forma di lotta basata sulla diffusione di notizie verosimili (in quanto adeguate al modello dell'informazione dei media istituzionali) ma prive di fondamento nella realt. Vengono definite guerre simboliche e sono una delle risposte di quegli anni a secoli di guerre di potere combattute attraverso i segni, il linguaggio e la comunicazione. Il falso come strumento di lotta verr ripreso negli anni successivi nelle forme pi svariate tese a svelare lo scarto, o in altri casi l'equivalenza, tra ci che  reale e ci che si percepisce come reale. Le grandi narrazioni politiche del passato si sono spesse basate su notizie prive di fondamento che hanno permesso di governare i popoli attraverso l'inganno.
Talvolta i virus pi pericolosi non sono quelli informatici bens quelli della mente, ovvero quelle strategie del linguaggio che sono in grado di contaminare e diffondere idee in modo pi o meno consapevole per coloro che le ricevono o le diffondono. Studi sulle strategie subliminali sono stati fatti in diversi settori ed hanno avuto anche le loro espressioni in vari ambiti dell'espressione culturale56. Inoltre  stata molto propagandata in certi ambienti underground la teoria dei memi introdotta nel 1976 da Dawkins (Dawkins, 1976) uno scienziato che si occupa di genetica e di teorie evolutive. In tale teoria i memi sono l'equivalente dei geni nella mente umana, ovvero la capacit delle idee di autoriprodursi, controllando in tal modo l'evoluzione della specie umana (vedi anche Rushkoff, 1994; Brodie, 2000; Ianneo, 1999). 
 Le Jamming Culture, descritte da autori come M. Dery o N. Klein, in realt teorizzano pi l'aspetto dell'interferenza cognitiva che non quello dell'interferenza materiale. Dunque l'attenzione verso certe strategie non va posto sugli aspetti del sabotaggio materiale, quanto sulla manipolazione delle idee. E su tale capitolo si apre un universo storico di interferenze fatte dagli e negli ambiti pi disparati, non dunque semplicemente da un'area dell'underground telematico (vedi capitolo 1), quanto principalmente da ogni forma di potere che usa gli strumenti della comunicazione per alienare gli individui. E' contro tali strategie che le jamming culture, cos come una lunga tradizione prima di esse, si pongono nell'ottica di restituire consapevolezza all'individuo e liberarne la coscienza.
La lotta sul piano della comunicazione  stata dunque da sempre uno dei principali luoghi del fare politica.
L'hacker art e pi in generale tutto il filone antagonista della net art, cos come altre sperimentazioni tecnologiche artistiche, hanno portato avanti anche quel tipo di obbiettivi nelle reti telematiche.
In particolare certe forme estreme come il plagiarismo od altre ancora hanno portato avanti una strategia di voluta falsificazione. Uno strano e da molti non condiviso paradosso per cui cos come c' chi difende la pace attraverso l'uso delle armi, c' chi difende la verit attraverso l'uso del falso.
Ma una posizione di aperta contrapposizione tra vero e falso non appartiene realmente all'hacktivism, che si situa in un ambito pi sfumato che pu essere fatto corrispondere alla tradizione dello scetticismo. L'azione si limita allo svelamento del falso, senza proseguire nella rivendicazione del vero.
Dada, avanguardia storica di riferimento di molte delle pratiche descritte in questo libro, non si limita ad andare contro l'arte del Palazzo, ma va contro la stessa arte Dada. Il "Primo manifesto Dada in lingua tedesca" letto da R. Huelsenbeck a Berlino nell'aprile del 1918 termina con la frase "Essere contro questo manifesto significa essere dadaista" (R. Huelsenbeck in Schwarz, 1976, pag. 98).
Le Avanguardie Storiche

Gli anni '50 e '60 vedono lo sviluppo di forme artistiche in cui viene stravolto il rapporto autore-spettatore e in cui il media viene usato come mezzo di comunicazione bidirezionale controllato e prodotto dall'utente stesso (Fadda, 1999, pag. 66-68). Eccone solo alcuni esempi.

Nel 1958 nasce l'Internazionale Situazionista ed il gruppo Fluxus57. In un'atmosfera conseguente ai lavori svolti nel decennio precedente dal Lettrismo, dal gruppo Cobra, dal Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista e dal Laboratorio Sperimentale di Alba, cos come dal lavoro delle avanguardie nella prima met del secolo, i due gruppi porranno una forte attenzione alla necessit di rendere lo spettatore protagonista attivo dell'opera d'arte e ad una partecipazione collettiva nell'atto creativo.
 "L'internazionale situazionista rigett per prima il concetto stesso di copyright concedendo a chiunque senza alcuna limitazione, se non quella della responsabilit personale, il diritto di riprodurre i propri testi" (Bessarione, 1994, pag. 223).
W. Vostell, del gruppo Fluxus, nel 1958 realizza un'installazione, la Chambre noir, e l'anno successivo inaugura la serie dei TV-d-coll/age, il cui senso dichiara che la televisione  uno strumento che annulla la coscienza degli individui e cerca dunque di fare una proposta per un suo uso quale strumento di liberazione (Celant, 1977, pag. 15-19).
Nel 1965 G. Chiari realizza il brano musicale "Fuori" che consiste in un happening che produce nel pubblico la consapevolezza di poter essere attore e non semplice spettatore dell'evento artistico.
Nel 1965 i video amatoriali di Paik e Levine realizzati con il Portapak sono i primi esempi di videoarte intesa come riappropiazione di tutti del media tecnologico. Con il Portapak la telecamera e il videoregistratore entrano nelle case della gente (Fadda, 1999, pag. 42 e 69).
E' qualcosa che in qualche modo  un segno della richiesta culturale della fine degli anni '60 e che precede la rivoluzione dei Personal Computer avendo lo stesso obbiettivo di "farci mettere all'utente le mani sopra".
Nel 1967 partono i primi esperimenti di uso artistico del sistema di trasmissione televisivo con programmi autogestiti dagli artisti e finanziati con la formula "artist in residence" dalla Fondazione Rockefeller nelle televisioni WGBH-TV di Boston, KQED nella west coast ed altre. Ci lavoreranno J. Cage, A. Kaprov, B. Viola, Nam June Paik e altri. In queste televisioni si accede per dopo un'accurata selezione e quindi non sono realmente autogestite dal basso. Per tale motivo in seguito nasceranno centri indipendenti come ad esempio The Kitchen nel 1970 (Fadda, 1999, pag. 116-118).
Nel 1967 prima esecuzione su computer del "Capriccio n. 5" di Paganini, e di una sua variazione, attraverso un programma scritto da P. Grossi che usa un codice per fare musica ottenuto dal tecnico della Olivetti F. Zulian. 
Nel 1967 G. Debord scrive "La Societ dello Spettacolo". Il cinema, la televisione, i giornali, secondo Debord facevano parte dell'egemonia mondiale del potere in cui ricchi e poveri hanno imparato a governare con il minimo sforzo trasformando tutto in un evento mediale. Le manifestazioni teatrali dei partiti per proclamare la vittoria di politici gi scelti dietro le quinte sono solo un esempio. La sostituzione dei villaggi con i condomini e dei bar con i fast-food fa parte di questa societ dello spettacolo proprio perch contribuisce alla distruzione dei "soliti posti" dove ha vita la sfera pubblica. A vent'anni di distanza Debord conferma e aggiunge: <<L'agor, la comunit generale,  sparita, con le comunit limitate a enti intermedi o a istituzioni indipendenti, a bar o ritrovi, o a lavoratori di un' azienda. Non esiste pi un luogo dove la gente possa discutere della realt che la riguarda perch non riesce mai a liberarsi in modo duraturo dalla presenza opprimente del discorso dei mass media e dalle varie forze organizzate per erogarlo. [...] Ci che  falso crea il gusto e si rafforza eliminando consapevolmente qualsiasi riferimento possibile all'autentico. E ci che  autentico viene ricostruito pi rapidamente possibile perch assomigli al falso>> (Rheingold, 1994, pag. 329-330).
Alla fine degli anni sessanta  nel n. 11 della rivista "I.S." [Internazionale Situazionista] appare un lungo articolo di R. Vienet, dal titolo "I situazionisti e le nuove forme di azione contro la politica e l'arte". In esso sono formulate esplicitamente e compiutamente delle ipotesi di lavoro di sovversione della comunicazione: - sperimentare il deturnamento dei fotoromanzi e dei manifesti pubblicitari; (...)- 
promuovere azioni di guerriglia dentro i mass-media (...) E' ancora possibile approfittare del fatto che gli studi della radio e della televisione non sono vigilati. Oppure, pi modestamente, ogni radioamatore pu trasmettere su base di quartiere. In Danimarca per esempio un gruppo di dissidenti del PC [Partito Comunista] ha messo in piedi qualche anno fa una propria radio pirata. Delle false edizioni del tale o del talaltro periodico possono essere utili per disorientare il nemico. (...) Questo tipo di azioni non porteranno certo a degli sconvolgimenti irreparabili, ma potranno servire a fare chiarezza a a far sorgere coscienza. - mettere a punto dei comics situazionisti.- realizzare film situazionisti>> (Scelsi, 1994, pag. 233).
Nel 1970 uno dei primi collegamenti musicali via rete, realizzato da P. Grossi tra il Centro Pio Manz di Rimini e l'ateneo pisano.
Nel 1970 Nam June Paik, come molti altri artisti in quel periodo, costruisce un sintetizzatore elettronico di immagini televisive e non lo brevetta per permetterne l'utilizzo a chiunque.

Il Falso come strumento di lotta

Nel 1967 A.Hoffman, durante una delle maggiori dimostrazioni anti-guerra organizza un "Esorcismo del Pentagono", un'azione simbolica di protesta Hoffman che consisteva nel circondare il Pentagono in un sforzo di far lievitare la costruzione grazie alla combinata energia telepatica di tutti; in quest'occasione egli era a capo di pi di 50.000 persone ed afferma: "pranks are symbolic warfare" (Rushkoff, 1994, pag. 263).
Alla fine degli anni '60 A. Hoffman dimostra che la percezione della realt  realt mettendo in giro una falsa notizia per cui lui sarebbe stato in grado di immettere dell'L.S.D. nelle tubature dell'acqua in S. Francisco in un modo tale che avrebbe provocato i suoi effetti su tutti i cittadini. Il sindaco di S. Francisco  costretto a smentire la notizia (Rushkoff, 1994, pag. 260; Re-Search, 1987, pag. 65-68).
Nel 1974 G. Metzger usa il termine "Art Strike" per proclamare uno sciopero dell'arte dal 1977 al 1980.
Nel 1975 un "falso" libro di G. Sanguinetti scatena un caso editoriale e politico svelato solo quando un anno dopo l'autore si svela e afferma la nascita del "falso politico". Seguiranno negli anni successivi diversi casi di falsi in stile situazionista tra cui le famose false testate giornalistiche di "Il Male" (una storia di questi "falsi politici"  riportata in Scelsi, 1994, pag. 234 e seguenti).
Nel 1978 sul numero 292 de "Le Monde Diplomatique" appare un testo di P. Fabbri, semiologo al Dams dell'Universit di Bologna, organizzatore insieme ad alcuni dei fondatori di radio Alice, del seminario sulla falsificazione, in cui si legge: "In effetti stavamo semplicemente praticando quella che si potrebbe chiamare una guerriglia semiologica. (...) La falsificazione non era per noi che una piccola parabola della simulazione generalizzata nella quale viviamo.". (...) In quel periodo, nel n. 20 della rivista "Anarchismo" A.M. Bonanno scrive l'articolo "Il falso come strumento di lotta" in cui si legge: "Innanzi tutto chiariamo una cosa. La tecnica della falsificazione  adottata in forma istituzionale dallo Stato e dalle varie forme che il potere prende nella sua realt. Basti pensare al modo in cui gli organi di informazione hanno gestito il caso Moro. (...) In fondo, la funzione della cosiddetta "cultura di sinistra" era proprio quella di fungere da "controinformazione". Ma ora che questa cultura sta facendosi Stato, essa si identifica con la mistificazione ideologica. Ecco allora che dei gruppi minoritari possono decidere di adottare la tecnica del falso, non come semplice gestione ideologizzata dell'informazione ma come strumento rivoluzionario." (...) Nel 1978 in un ciclostilato il "Collettivo del Contropotere" di Torino afferma: "Il falso  uno strumento di lotta importante perch ottiene il duplice risultato di costringere il potere a smentirsi e di minare la credibilit delle istituzioni, riducendo indirettamente l'influenza dei mass-media, poich a lungo andare si pu arrivare al punto di rendere inverosimile qualsiasi notizia ufficiale". (...) Nel 1979 esce "I fiori di Gutenberg - Analisi e prospettive dell'editoria alternativa in Italia" in cui "si ricostruiscono con dovizia di particolari gli episodi pi clamorosi e le sottese ragioni politiche delle pratiche "illegali" legate al mondo editoriale negli anni settanta." (...) Nel 1979 esce il primo numero di "La Chiesa di SubGenius" la pi vasta congrega mondiale di plagiaristi organizzati (Scelsi, 1994, pag. 50-51, 221-223 e 233-240).

Nel 1985 a Londra parte il progetto di usare un nome collettivo "Karen Eliot" per firmare i lavori artistici da parte di qualunque artista. Karen Eliot descrive cos il progetto: "All'interno del percorso intessuto intorno alla questione del copyright, la rivendicazione della non originalit della produzione artistica assume rilievo, proprio per la chiara volont iconoclasta di distruggere il fondamento teorico-filosofico su cui il copyright si regge: il mito della genialit individuale di chiara ascendenza romantica". Nel 1988 S. Home, uno dei principali animatori dell'underground londinese alla fine degli anni ottanta, pubblica "The Assault On Culture. Utopian currents from Lettrisme to Class war". In quel periodo S. Home pubblica ed indice anche "The Festival of Plagiarism". Nel 1989 S. Home proseguendo una tradizione situazionista pubblica "Art Strike handbook. 1990-1993 the years without art" in cui proclama uno sciopero dell'arte dal 1990 al 1993 (Scelsi, 1994, pag 218).
Nel 1994 nasce il progetto Luther Blissett per cui diverse soggettivit in Italia e all'estero cominciano a usare il nome multiplo Luther Blissett per firmare le proprie azioni (su Luther Blisset vedi Luther Blisset, 1996; .Zip, 1997, pag. 60; Dazieri, 1996, pag. 109 e seguenti). L'idea appartiene ad un'etica del fare collettivo che ritiene pi ci che il lavoro mette in moto a livello sociale che non l'identit di chi ha prodotto tale lavoro. E' un'etica che non prevede premi per gli autori del lavoro in quanto presume che il risultato del lavoro collettivosia gi un premio condiviso dall'umanit intera. Quando parte il progetto Luther Blisset a Bologna, il fenomeno ha una sua immediata diffusione nelle BBS nazionali, dove la questione dell'anonimato era una forte rivendicazione nell'area delle reti cyberpunk ed antagoniste. Moltissimi dunque si collegano alle BBS mettendo messaggi in rete a firma Luther Blisset. Il progetto si sviluppa contemporaneamente non solo nell'ambiente della mail art e delle reti telematiche, ma anche in quello dei media in generale cos come in ogni possibile azione del quotidiano. Ci da luogo ad una improvvisa esplosione del fenomeno a livello nazionale ed internazionale che render in poco tempo Luther Blisset un personaggio pubblico noto a chiunque, le cui azioni sono riportate e recensite sui maggiori media mainstream. 
Tra le azioni del 1994, Luther Blissett opera una beffa ai danni della trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" che si mette sulle tracce di un inesistente Harry Kipper.
Nel 1995 parte Radio Blissett a Roma e Bologna. A Roma la polizia in borghese spara in aria per fermare la "deriva psicogeografica" in autobus dell'Associazione Psicogeografica Romana. Esce il libro di Luther Blissett "Mind Invaders", Castelvecchi editore ed esce il numero 0 della fanzine "Luther Blissett. Rivista di guerra psichica e adunate sediziose".
Nel 1996 esce il libro di Luther Blissett "Tot, Peppino e la Guerra Psichica" AAA edizioni. 
Nel 1996 la Mondadori casca in una trappola pubblicando il libro "Net generation" a firma Luther Blissett. Lo stesso anno V. Baroni pubblica "Luther Blisset uomo dell'anno".
Nel 1997 esce il libro di Luther Blissett "Lasciate che i bimbi", Castelvecchi editore. Lo stesso anno un magistrato sporge querela in relazione all'uscita di un libro curato dal Luther Blisset Project (sono coinvolti Helena Velena, Castelvecchi e un provider).
Nell'estate del 1999 alla biennale di Venezia partecipa un'artista serbo inesistente: Darko Maver. L'operazione mediale di fantasia realizzata da 0100101110101101.org vuole mettere in risalto le contraddizioni del sistema dell'arte attraverso l'uso strategico dei media. Lo stesso gruppo viene privato qualche mese dopo del dominio vaticano.org (copia infedele e nello stile neosituazionista di stampo blissettiano del sito ufficiale della santa sede) contenente brani eretici, testi degli 883 ed altro, mimetizzati ad arte fra encicliche e lettere apostoliche.
EntarteteKunst nasce dal Luther Blissett Project per diffondere le strategie di guerriglia comunicativa e di plagio.
Nel 2000 uno dei Luther Blissett  tra i fondatori del Net_Institute.

I Media Come Strumento di Protesta

Dalla fine degli anni sessanta nell'underground e nei movimenti il video diventa uno strumento per determinare il cambiamento sociale e l'intervento attivo delle persone. Il videotape diventa cio uno strumento di lotta. Nascono dunque collettivi di video underground e il video viene usato per fare informazione dal basso e in modo collettivo. Il video diventa il mezzo che permette una liberazione estetica dell'individuo. Nel 1971 M. Shamberg e il gruppo Raindance scrivono Guerrilla Television che diventa il manifesto del video di movimento in cui si dichiara l'esigenza di una televisione decentralizzata fatta dalla gente per la gente (Fadda, 1999, pag. 70, 112 e 119-120).
Il videotape inizia ad essere usato come strumento politico nell'occasione di campagne elettorali realizzate collettivamente.

Nel 1974 nasce in Italia il Laboratorio di Comunicazione Militante. Il Laboratorio di Comunicazione Militante usa il video per svelare e criticare i sistemi linguistici usati dai media istituzionali. Inoltre vuole essere un mezzo per autogestire gli strumenti di comunicazione e rendere le persone protagoniste attive della comunicazione. Per il L.C.M. il video diventa uno strumento pedagogico non per produrre opere, bens consapevolezza critica verso l'informazione e i mass-media (Fadda, 1999, pag. 122, 127-130 e 134).
A cavallo tra la fine degli anni settanta e l'inizio ottanta nasce a San Francisco, la casa editrice underground Re-Search, fondata da G. Travis e B. Thomas, che diventer una delle principali voci dell'underground americano.
All'inizio degli anni ottanta nasce il collettivo tedesco ADILKNO - The Foundation for the Advancement of Illegal Knowledge, che collaborer con Autonomedia di New York e al cui interno milita G. Lovink uno dei personaggi pi attivi nell'area della net art internazionale negli anni novanta.
Il collettivo di Autonomedia di New York  una delle attuali pi importanti situazioni di hacktivism internazionali. La sua casa editrice ha pubblicato alcuni libri nodali per i movimenti internazionali quale ad esempio "TAZ" di H. Bey.
La definizione culture jamming (interferenza culturale), viene coniata nel 1984 dai Negativland  di San Francisco. Uno dei membri del gruppo, parlando dell'album Jacom '84, dichiara infatti che "i cartelloni pubblicitari contraffatti ad arte... spingono lo spettatore a riflettere sulla strategia aziendale di partenza" (Klein, 2001). 

Nel 1986 nasce il gruppo Immediast Underground.
A maggio dello stesso anno il gruppo Media Assassins California fa un'azione di TV hacking inserendosi con immagini oscene nelle trasmissioni della WSCT la TV locale di Sacramento in California. In seguito colpiscono la WBCN di S. Francisco con l'immagine di un sosia di Regan che sniffa cocaina. Nella rivendicazione affermano che il governo spaccia la droga pi potente: la TV. In altri volantini diffondono le istruzioni su come realizzare questo tipo di interferenze. Fanno un'altra ventina di azioni tra il 1987 e il 1988 (Scelsi, 1990, pag. 205 e seguenti).
Nel 1987 gli Earth First! pubblicano "Ecodefense: a field guide to monkey wrenching" (sugli Earth First! come battaglia mediale vedi Rushkoff, 1994, pag. 264 e 267).
Lo stesso anno nasce a New York il Critical Art Ensemble (www.critical-art.net), un gruppo di artisti che operer una radicale azione di critica sui media in rapporto all'arte e alle nuove tecnologie.
Nel 1988 O. Clarke per un mese fa ripetute azioni di TV hacking in USA e alla fine viene arrestato.
Alla fine degli anni ottanta esce il primo numero della rivista "Variant" sulle controculture, i media e l'arte ed il n. 1 della fanzine di culture underground "Emissions". 
All'inizio degli anni novanta appare la notizia di un virus informatico che sarebbe stato usato dagli americani durante la guerra nel golfo per distruggere i network di comunicazione irakeni. La notizia sembra poi essere verificata come non vera, ma essere essa stessa un "media virus" (Alexander, 1993,  pag. 93).
A novembre del 1991 G. Perretta cura la mostra "Medialismo" alla galleria d'arte Paolo Vitolo a Roma (Perretta, 1991)
Nel 1991 esce il n. 1 della fanzine "Felix" di controcultura mediale.
Nel 1992 Nasce ad Austin il collettivo di guerriglia mediatica Fringe Ware.
Lo stesso mese la forza del movimento cyberpunk italiano trova uno sbocco mediatico riuscendo a ottenere una trasmissione televisiva autogestita nel programma Mixer della RAI.
A novembre esce "Furiosa '93. Agenda, che documenta le tracce di dieci anni di autoproduzioni e comunicazione sovversiva" a cura della Lega dei Furiosi.
Il collettivo ADILKNO scrive "The Media archive" e M. Fuller pubblica "Flyposter Frenzy. Posters from the anticopyright network".
Nel 1992 nasce la rivista La Stanza Rossa, una rivista bimestrale (chiuder nel 1998) realizzata a Bologna che si occupa di arte, media e nuove tecnologie.
Nel 1992 esce "Seizing the media" di Immediast International, in cui si legge una teorizzazione della necessit di fare network internazionali per una lotta culturale contro i media ufficiali. 
A gennaio del 1993 esce il n.1 della fanzine "Codici Immaginari", che sar uno dei principali luoghi di riflessione teorica a Roma sui nuovi media e il cyberpunk.
A gennaio del 1993 esce "Codici Immaginari", n. 1, Roma. (4 numeri dal 1993 al 1994). In redazione: Nando Vitale, Roberto Callipari, Andrea Natella, Alessandro Salibra, Roberto Terrosi, Lamberto Manganello, et altri...
Nel 1992 A. Kroeker scrive "Spasm" (Kroeker, 1993). 
Nel 1993 il gruppo BLO Barbie Liberation Organization manipola alcune serie di bambole Barbie che vengono vendute alterate in modo da fargli pronunciare delle frasi anomale.
In quel periodo A. Hawks crea una collezione di riferimenti bibliografici a libri, riviste, siti, ecc. in un messaggio in una mailing list e chiede ad ognuno di aggiungere, come un virus, i propri riferimenti, e in questo modo il messaggio diventa di diverse centinaia di pagine. Da ci nasce una meme-zine, "Virus 23", che porta avanti quella che viene definita la guerra di memi negentropici contro i memi antropici. W. Burroughs e G.P. Orride sono i riferimenti per la meme-zine "Virus 23" che crede nella necessit di un forum libero per far circolare nuovi memi che facciano evolvere l'umanit (Rushkoff, 1994, pag. 249-257).
Lo stesso anno M. Dery scrive Culture jamming: "Hacking, Slashing and Sniping in the Empire of Sign" (Dery, 1993) in cui l'idea di interferenza culturale viene definita all'interno di un contesto che si situa trasversalmente tra le arti e l'attivismo.
Ad ottobre del 1993 G. Perretta organizza la mostra "Medialismo" al Trevi Flash Art Museum a Trevi e scrive l'omonimo libro (Perretta, 1993).
A novembre del 1993 esce il primo numero della rivista Neural fatta da A. Ludovico. Sar una delle pi attente riviste italiane sul fenomeno dell'underground e dell'arte in rete. Sar anche una delle prime a parlare in Italia di hacktivism.
Nel 1994 Il collettivo ADILKNO scrive "Cracking the Movement" e A. Kroker scrive "Data Trash" in cui emerge la sua filosofia dell'"hacking the media". In Data Trash si legge:
<<Stelarc afferma che il corpo futuro dovr essere "ricombinante". (...) Bruce Sterling definisce "segno ricombinante" un'arma d'attacco subumana, il complesso militar-spettacolare, che ha come fine il recupero della "virtualit come patrimonio strategico">> (Kroker, 1994, pag.34-34). 
L'idea di "ricombinazione" come si  gi visto viene recuperata dalla genetica e dalla biologia ed applicata in varie teorie attuali.
Nel 1994 D. Rushkoff scrive "Media virus!" (Rushkoff, 1994) in cui descrive l'idea che i media sono organismi viventi e come tali suscettibili di essere infettati (per un'introduzione al concetto di Media Virus vedi Rushkoff, 1994, pag. 3 e 15). Lo stesso anno M. Fuller pubblica l'antologia di saggi "Unnatural - techno theory for a contaminated culture".
Nel 1994 il gruppo di New York Critical Art Ensemble pubblica il libro "Electronic civil disobedience"  in cui viene ipotizzato che la disobbedienza civile elettronica possa essere un evento non di massa. 
Nel 1994 R. Bui scrive "Transmaniacalit e situazionisti. Senza il cyberpunk l'inserruzione dei corpi tra le luci e le ombre del reticolo multimediale".
In quel periodo esce il primo numero della rivista "Sdefinizioni".
A marzo rassegna "Stati virtuali" a Treviso a cura di G. Verde.
A. Ludovico realizza "Internet.Underground.Guide" libro e cd audio.
Nel 1995 esce la traduzione italiana di "Via radio. Saggi sull'immediatismo" di H. Bey. 
A febbraio del 1996 viene realizzata una campagna internazionale contro McDonald's (vedi http://www.mcspotlight.org; http://www.mcspotlight.org/campaigns/internet.html; http://www.mcspotlight.org/campaigns/current/resources/index.html).
Nel 1996 H. Bey scrive "The Information War". Il gruppo Crticial Art Ensemble scrive "Disobbedienza Civile Elettronica". A. e M. Kroker scrivono "Hacking the Future" (Kroker, 1996). In estate esce il n.0 della rivista "Media Philosophy". In quel periodo esce il numero 1 della rivista "Simultaneit".
A novembre del 1997 viene organizzata la campagna "Buy Nothing Day" (http://adbusters.org/campaigns/bnd).
Un'altra opzione praticata dai grassroots movements per veicolare la propria comunicazione  quella della e-zine Urban75, www.urban75.com che ha una intera sezione dedicata alle modalit pi efficaci di utilizzare i media e in particolare su come rapportarsi alle logiche della carta stampata. Il contenuto della sezione,  intitolata "Exploit the Media",   sintetizzato nelle prime righe: "se non sei tu a sfruttare i media, i media sfrutteranno te." La sezione  condita con tutti i tips (trucchi, dritte), necessari ad evitare che l'informazione prodotta dagli attivisti politici venga ignorata o manipolata dai media mainstream. Urban 75 nasce nel 1997 per denunciare la criminalizzazione e la repressione indistinta dei tifosi inglesi, dei ravers e dei travellers, ma diventa luogo di un serrato dibattito sulla privacy e il controllo sociale, sul diritto agli spazi ed alla mobilit.
Nel 1997 al Teatro ContattoOFF di Udine si tiene la rassegna "Interzone".
A. e M. Kroker scrivono "Digital Delirium" (Kroker, 1997). Il Centro di Produzioni Indipendenti "Zona rischio" pubblica Zona.htm
Nel 1998 l'Electronic Disturbance Theatre realizza il software floodnet per fare i netstrike ed inizia ad organizzare dei netstrike chiamandoli "virtual sit-in".
A settembre del 1998 nel Festival di Ars Electronica a Linz in Austria, P. Riemens ed altri organizzano una sezione denominata "Info War" a cui partecipa una vasta area dell'hacktivism internazionale, attraverso conferenze e installazioni. "Info War"  uno degli incontri che contribuisce a diffondere a livello internazionale le pratiche dell'hacktivism. 
Nel 1998 esce il numero 1 della fanzine "MIR Men In Red. Rivista di ufologia radicale".
All'inizio del 1999 nasce la  proposta di creazione di un Media Institute che si concretizzer nel Net-institute realizzato in rete all'inizio del 2000.
A dicembre nasce a Roma Candida TV (http://candida.kyuzz.org). I contenuti della televisione autogestita, che ha un proprio palinsesto nell'etere romano, sono diffusi anche via web. Il progetto prevede la costruzione di un archivio telematico delle trasmissioni irradiate via etere e la contaminazione della cultura televisiva attraverso le istanze poste dall'autogestione dei mezzi di comunicazione. Candida TV nasce dall'incontro di una decina tra giovani autrici, registi, tecniche, appassionati e appassionate ricercatrici delle potenzialit ancora	inespresse dei linguaggio audiovisivo. CANDIDA TV  un programma in cui i codici e i temi trattati rispondevano a un preciso intento di ricongiungere la spaccatura tra pubblico e televisione generalista.
Nel 1999 esce il numero 1 di "Torazine".
A febbraio del 2000 viene proposta la realizzazione a Roma di The Thing.it, settimo nodo dell'omonimo network  internazionale.
Il siti The Hacktivist (www.thehacktivist.com)  attualmente uno dei principali siti di hacktivism internazionale.

Il Filone Antagonista della Net Art

Il cyberpunk degli anni ottanta  paragonabile per il tipo di fascinazione a quel fenomeno che negli anni novanta si  voluto chiamare "net art". Presenta un'analoga capacit di fare presa su un'area di underground artistico che  interessata ad esprimersi attraverso l'uso delle nuove tecnologie. Il primo per, pur essendo un'invenzione letteraria, riesce, grazie ad una semplice combinazione di parole ad affiancare a tale categoria altre due aree di persone che fino a quel momento non avevano un'identit comune in cui riconoscersi: l'area dell'autogestione radicata nel movimento Punk con interessi verso un uso antagonista dei media e in particolare dei nuovi media, con l'area degli smanettoni del computer con vocazioni anarcoide e una dichiarata simpatia verso l'underground. Se a ci si aggiunge l'adesione con l'area della psichedelia si capisce che il cyberpunk, pur essendo un'invenzione, ha avuto la capacit di farsi promotore di una mutazione ricombinante di aree socialmente ben radicate. Per tale motivo il cyberpunk ha avuto una forte presa sulle nuove generazioni con una spinta non solo dall'alto (i media mainstream) ma anche dal basso che ne ha garantito la diffusione ed un genuino radicamento nelle culture giovanili. 
A differenza del cyberpunk il fenomeno della net art non  stata un'invenzione letteraria, ma  stato pilotato da un altro tipo di istituzioni legate all'establishment ufficiale dell'arte. Proposta da un gruppo di artisti europei, la net art  stata formalizzata di fatto attraverso un evento sponsorizzato dalla Biennale di Venezia nel 1995 e quindi  esplosa attraverso l'appoggio di una molteplicit sia di Centri di ricerca sui Nuovi Media europei, sia di progetti finanziati dalla Comunit Europea e in particolar modo con l'appoggio nell'Europa orientale del finanziere Soros. Facendo proprie una serie di nuove pratiche del fare arte, la net art  riuscita ad imporsi in brevissimo tempo nel panorama artistico internazionale grazie all'azione congiunta di istituzioni, meeting (il ciclo di Next Five Minutes), mostre (ad esempio anche Documenta a Kassel, oppure Ars Electronica a Linz) in cui sponsor di vario tipo trovavano nell'area della mailing list Nettime il referente artistico per l'improvvisa notoriet e diffusione della rete Internet. Sebbene il nucleo dei fondatori della net art avesse contatti e radicamento nell'area dell'antagonismo, il termine, forse anche solo per questioni linguistiche, ma pi probabilmente per un'incapacit di far presa realmente sul movimento hacker, non ha funzionato nella capacit di arginare gli assalti con cui il mercato ha cercato di appropriarsene. Cos net art  diventata anche la vendita di quadri on-line o altre amenit del genere.
Sia il cyberpunk che la net art hanno per prodotto pratiche nuove, forme di aggregazione e dunque dato spinta a nuove ricerche che adesso cercano di ritrovare un'identit comune nel nuovo termine hacktivism, mutuato in certe sue propaggini in artivism.

Nel 1985 nasce la rivista olandese "Mediamatic" (www.mediamatic.nl/magazine/magazine.html) che si occupa di critica e cultura dei nuovi media. Tra i suoi pi attivi collaboratori vi  G. Lovink (anche membro della rivista "ctheory" e del gruppo Bilwet/Adilkno).

Nel 1991 nasce The Thing bbs (http://bbs.thing.net/login.thing) realizzata da W. Staehle. Tra i suoi attuali collaboratori vi  R. Dominguez. The Thing inizia come un Bulletin Board System che si occupa di arte contemporanea e teoria culturale.
Nel 1993 viene realizzato un primo Next Five Minutes in Amsterdam,  un incontro tra video-attivisti. Tra questi vi  Paul Garrin, video-attivista di New York che lo stesso anno riprende con la telecamera una manifestazione in Tompkinson Square (Rushkoff, 1994, pag. 210).
Etoy   un gruppo di artisti che si occupa di hacktivism e che si forma a Zurigo nel 1994 (vedi capitolo 1).
Nel 1994 al Chicago Cultural Center A. Muntadas realizza un'installazione attraverso cui  possibile collegarsi al sito internet "The File Room", realizzato dall'artista per l'occasione, che contiene un archivio di alcune famose censure nella cultura e nell'arte.
Nel 1995, THE THING viene rinnovata e si trasferisce sul web. 
A giugno del 1995, in occasione della Biennale di Venezia, un gruppo di artisti e intellettuali da tutta Europa viene invitato a gestire uno spazio per tre giorni. Tale incontro segna la nascita della mailing list internazionale Nettime tra i cui principali promotori vi sono G. Lovink e P. Schultz. Tra gli italiani invitati vi sono T. Tozzi e A. Ludovico (Neural). Di seguito la pagina introduttiva al sito della mailing list Nettime: "<nettime> is not just a mailing list but an effort to formulate an international, networked discourse that neither promotes a dominant euphoria (to sell products) nor continues the cynical pessimism, spread by journalists and intellectuals in the 'old' media who generalize about 'new' media with no clear understanding of their communication aspects. We have produced, and will continue to produce books, readers, and web sites in various languages so an 'immanent' net critique will circulate both on- and offline. <nettime> is slightly moderated. History: the formation of the nettime group goes back to spring 1995. A first meeting called <nettime> was organized in june 1995, at the Venice Bienale, as a part of the Club Berlin event. The list itself took of the fall. A first compilation on paper appeared in January 1996, at the second Next Five Minutes events (the so-called ZKP series). The list organized its own conference in Ljubljana in May 1997, called 'The Beauty and the East'. A 556 pages nettime anthology came out in 1999: Readme! Ascii Culture and the Revenge of Knowledge" (Lovink et al., 1999, http://nettime.org/info.html). 
Poco dopo, ad ottobre, si tiene a Budapest il convegno Metaforum II organizzato dall'area della mailing list Nettime.
Il termine "net art" inizia ad essere usato nel 1995, si dice, da V. Kosic, artista dell'area della Nettime.
Dal 1995 A. Broeckmann inizia a lavorare al V2_Organisatie Rotterdam (Institute for the Unstable Media) (www.v2.nl/index.php).
A gennaio del 1996 viene organizzato ad Amsterdam e Rotterdam il convegno Next Five Minutes, organizzato dall'area della mailinglist Nettime. In quell'occasione viene pubblicato "ZKP - ZH Proceedings 1995 - version 1.0", the Next Five Minutes Edition, che raccogli alcuni degli atti del convegno Metaforum II tenutosi a Budapest a ottobre del 1995 e alcuni degli atti del convegno in corso ad Amsterdam. Per gli italiani partecipano i gruppi Decoder e Strano Network.
"Durante la conferenza "Next Five Minutes" a Rotterdam (Amsterdam) a febbraio del 1996, un gruppo di 30 persone fondano il Syndicate, che venne creato come base per lo scambio di informazioni tra gli attivisti culturali della parte Orientale e quelli della parte Occidentale dell'Europa. 
Il cuore del Syndicate  la sua mailing list, il cui host  l'Ars Electronica Center a Linz e coordinata da V2_Organisation a Rotterdam. Il Syndicate Network,  un progetto sperimentale di ricerca sulle possibilit di costruire aperte comunit attraverso la cultura, utilizzando i benefici di vantaggiosi media in strutture decentralizzate, come Internet. 
A febbraio del 1996 viene fondata in Germania "Rhizome" (www.rhizome.org) da Mark Tribe. Alex Galloway, attuale editore e direttore dei contenuti e della tecnologia di Rhizome entr nel gruppo nell'agosto del '96, quando l'organizzazione si spost a New York. Si tratta di un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che si occupa di arte e nuovi media con un'attenzione particolare alla net art. Rhizome ha 6.000 membri in oltre 75 paesi del mondo. Il suo scopo  di essere una specie di centro propulsore online per gli artisti e chiunque sia interessato alla nuova arte mediatica, un meccanismo che permette a persone diverse di comunicare, scambiarsi idee, discutere sulle proprie opere, commentare opere altrui, o anche scrivere saggi teorici.
Intorno al 1996 nasce (r)(tm)ARK (www.rtmark.com), una societ negli Stati Uniti che finanzia progetti per il sabotaggio dei nuovi miti dell'era digitale. Questo tipo di finanziamento permette agli investitori di conservare l'anonimato e di evitare ogni tipo di responsabilit legale. (r)(tm)ARK si serve del sabotaggio per creare scoop sensazionali sulla stampa e sui media, per far conoscere gli abusi delle societ commerciali verso le leggi e la democrazia. Tra i progetti finanziati vi sono The etoy Fund, The Barbie Liberation Organization e The Zapatista Floodnet.
A marzo del 1996 iniziano i primi Digital Hijack. Gli Etoy fanno un Digital Hijack ai danni del motore Altavista. 
Nel 1997 esce "ZKP4. Beauty and the East" una raccolta di testi dalla mailing list Nettime.
Nel 1998 Max Kossatz progetta "The Thing Communicator" che da a The Thing la sua attuale forma (http://bbs.thing.net/).
Nel 1999 la multinazionale Etoys cerca di far chiudere il sito degli Etoy. Dopo diverse cause legali e una mobilitazione massiccia del popolo della rete, la multinazionale perde la causa.
Ad ottobre del 1999 partono le Etoywar (www.toywar.com).
Nel 1999 in occasione del meeting "Next Five Minutes 3" ad Amsterdam viene pubblicato il catalogo "N5M3. Next Five Minutes 3 Workbook". Durante il N5M3 conferenze su: Art of Campaigning, Net.Activism, Media & Conflict Resolution, Art After Activism. Tra gli italiani presenti  forte la presenza del gruppo Avana.
Nel 1999 l'area della mailing list Nettime scrive "Readme!" (AA.VV., 1999b).
A settembre del 2000 si svolge a Bologna D.I.N.A (digital_is_not_analog) un meeting che vuole far conoscere i principali esponenti della net art. Tra i partecipanti alla prima edizione vi sono Vuk Cosic e RTMark.
Nel 2000 Jaromil realizza il software per fare un'Hascii cam (www.dyne.org).
Nel 2001 nasce il gruppo EpidemiC (www.epidemiC.ws).

1.7. Controllo e Repressione

Gli autori di questo libro sarebbero felici di vivere in un mondo migliore.

Un mondo in cui le leggi siano la formalizzazione degli accordi intorno a cui tutte le componenti sociali si trovano consenzienti e non il risultato della pressione operata da un gruppo politico o economico. Che laddove le leggi limitino i diritti individuali, ci accada per proteggere un miglioramento globale dell'umanit e non garantire un vantaggio ad una singola parte. Che la loro applicazione valga per tutti, senza escluderne alcuni.
Un mondo in cui il controllo sia un sentimento di protezione reciproca e trasparente e non una forma occulta tesa ad annullare ogni forma di dissenso.
Un mondo in cui gli accordi sociali siano il frutto del dialogo e non della repressione.

Purtroppo il contenuto di questo paragrafo ci fornisce una panoramica, peraltro solo indicativa e assolutamente non esaustiva, che dimostra che cos non .
Ci nonostante, il resto del libro ci lascia convinti che un mondo migliore  possibile.



Il Controllo Sociale

Nel 1791 J. Bentham idea uno spazio architettonico, il Panopticon, in cui la tecnologia  al servizio del controllo. 
Nel 1972 M. Foucault scrive "L'ordine del discorso".
Nel 1976 M. Foucault scrive "Sorvegliare e punire".
Nel 1985 nasce la prima BBS-trappola della polizia. In seguito ne vengono create altre, definite sting board, quali: Underground Tunnel del sergente R. Ansley "Pluto", la The Phone Company di K. MacLeod. Provocano un clima di paranoia nell'underground digitale (Sterling, 1992, pag. 80).
Nel 1985 nasce ASSOFT Associazione Italiana per la Tutela del Software, su iniziativa di otto aziende di produzione, con lo scopo di proteggere giuridicamente i programmi (Scelsi, 1994, pag. 112).
Nel 1987 i giudici di Chicago formano la Computer Fraud and Abuse Task Force, una delle pi aggressive unit contro i crimini informatici (Sterling, 1992, pag. 8 e 95).
Nel 1988 sei tra i maggiori produttori del mondo si uniscono per dare vita a BSA, Business Software Alliance, (per informazioni sulla BSA vedi la scheda in Scelsi, 1994, pag. 113) il pi grande potentato del settore informatico. Si tratta di Aldus, Ashton- Tate, Autodesk, Lotus Development, Microsoft, WordPerfect. A queste aziende si aggiungeranno in seguito Digital Research e Novell nel 1990, e Apple ne11992. La BSA ha potuto realizzare un archivio di 400 indirizzi, grazie al quale ha istituito una serie di esposti presso la magistratura, che con prontezza ha comminato multe e sequestri a privati e aziende. In Italia, tra le iniziative pi discutibili targate BSA va ricordato l'invito alla delazione pubblicato a pagamento per diversi giorni su giornali economici e quotidiani a grande diffilsione nazionale. In questi annunci, con lo slogan "Copiare software  un delitto. Aiutaci a combattere la pirateria!" si invitava a spedire a BSA un modulo prestampato o a chiamare un numero verde, indicando nomi e indirizzi di soggetti non in regola con la legge sul software, dal vicino di casa all'avversario politico (Scelsi, 1994, pag. 25).
Nel 1988 Un finto hacker, Dictator, in realt un infiltrato del Servizio Segreto, insieme ad un gruppo di agenti filma di nascosto la convention di hacker "SummerCon" organizzata da Phrack. Tali filmati saranno nel 1990 recuperati e portati come arma della difesa al processo contro gli hackers dell'operazione Sun Devil, in quanto ne risulta venir fuori la dimostrazione che tale convention era assolutamente legale e priva di ogni tipo di reato (Sterling, 1992, pag. 8 e 210).
Nel 1991 vengono realizzate delle relazioni annuali dei servizi segreti e del Ministero degli Interni sulla telematica antagonista.
Lo stesso anno sulla rivista americana "2600",(nel numero di primavera) viene pubblicata la notizia che sono stati trovati dei fili extra attaccati alla loro linea fax collegati al palo telefonico. Dunque la loro linea fax  sotto controllo (Sterling, 1992, pag. 65).
In estate sulla rivista americana Intertek (vol. 3.2, estate, 1991) appare una pagina con la stampa di un rapporto della FBI sotto a cui una didascalia spiega: "Questo appunto della FBI "Acquisition of Information from Electronic Bullettin Boards" era mandato al Dr. Williams circa un anno dopo la sua richiesta FOIA. L'informazione che egli riceveva indica che la FBI prendeva in considerazione di implementare un programma di monitoraggio di BBS ma poi decideva che non era necessario. Comunque la FBI non ritiene che un programma di monitoraggio generale dovrebbe essere necessariamente illegale."
Nel 1992 entra nella BSA la Apple. 
Nell'inverno 1993-94 l'amministrazione americana vuole usare il Clipper Chip per poter controllare le comunicazioni crittate. Si scatena un'ondata di reazioni nella rete (sulle questioni relative al Clipper Chip vedi Barlow, 1996, pag. 207; D. Denning, 1996, pag. 215-217; Zimmerman, 1996, pag. 183-184). Lo scopo dell'aministrazione  quello di rendere obbligatorio lo standard del Clipper Chip in tutte le apparecchiature vendute allo Stato, forzando in questo modo l'adozione dello standard governativo da parte dei costruttori di apparecchi domestici come telefoni, fax o modem. A maggio, M. Blaze, un matematico dei Laboratori Bell At&t, riesce in soli 42 minuti ad aggirare le protezioni del Clipper Chip. Blaze ha usato una "backdoor" prevista dal progetto per consentire a Cia, Fbi e National Security Agency di ascoltare a piacimento le conversazioni telefoniche in caso di necessit. Si mobilitano associazioni come Electronic Frontier Foundation e Computer Professionals for Social Responsibility, che assieme alla rivista "Wired " danno vita a una vera e propria campagna anti-clipper. Dopo mesi di polemiche il progetto Clipper finisce nell'ombra (Gubitosa, 1998). 
A marzo del 1995 J. Wehling scrive il testo "Netwars and Activists Power on the Internet" in cui descrive la crescente preoccupazione degli US verso l'uso antagonsita delle reti, sulla base di un articolo di un consulente militare e ricercatore per la Rand Corporation, alcune azioni repressive in riguardo ed esalta l'efficacia dell'uso delle reti telematiche nella lotta Zapatista (Wheling, 1995, pag. 40 e seguenti).
Nel 1996 in Cina a Singapore e in Indonesia, viene messo a punto un sistema per filtrare la posta dei propri cittadini.
Nel 1996, all'interno del procedimento sulla costituzionalit del Communications Decency Act, la Corte Distrettuale della Pensylvania dichiara che "Internet  un nuovo mezzo di comunicazione di massa". Il procedimento  teso a verificare la costituzionalit del CDA che all'interno del pi ampio Telecommunications Act pone delle norme restrittive all'uso della rete che vanno in conflitto con il primo emendamento americano che dichiara il diritto alla libert di espressione. In quanto internet viene riconosciuto come un mezzo di comunicazione di massa il governo non pu imporvi delle norme restrittive che vanno contro i diritti costituzionali (Blasi, 1999, pag. 9 e 127 e seguenti).
E' storia recente la scoperta dell'esistenza di Echelon, un sistema di controllo sulle comunicazioni internazionali messo in atto da alcuni Stati nel mondo.

La Repressione Dell'utopia in Rete

Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta l'FBI inizia il programma COINTELPRO o Counter Intelligence Programs per neutralizzare i movimenti politici antagonisti come le Black Panther e successivamente negli anni '80 il CISPES e Earth First! (Wheling, 1995, pag. 41).
Nel 1972 Captain Crunch viene arrestato.
Lo stesso anno esce il numero 12 della rivista YIPL (quella che in seguito si trasformer nella rivista TAP) che descrive la Convention dei Phone Phreeks che si  tenuta a luglio a New York. Nel numero si parla in difesa di Captain Crunch, di Red Box, Blue Box, spiegando come funzionano e come costruirle e dunque come fare telefonate gratuite (Scelsi, 1990, pag. 117 e seguenti).
Nella prima met degli anni ottanta il termine "hacker" viene trasformato in un sinonimo di trasgressore digitale e criminale.
Nel 1986 la BBS della rivista 2600 viene sequestrata dall'FBI e una parte del software in essa contenuta viene definito "un attrezzo da scasso sotto forma di programma di computer" (Sterling, 1992, pag. 65).
Nel 1988, alla "Quinta conferenza hacker", il reporter della CBS Dan Rather prepara una trappola per gli hackers: fa uscire un servizio manipolato rispetto agli accordi che avrebbero previsto una visione oggettiva di chi sono gli hackers. In accordo con specialisti della sicurezza, da una visione distorta e criminalizzata degli hackers (Levy S., 1996, pag. 445).
Nel 1988 Alla fine dell'anno in Germania inizia una serie di arresti e perquisizioni contro la scena hacker.
A gennaio del 1990 l'AT&T a causa di un banale guasto tecnico va in tilt. Scatta l'operazione Sun Devil. Nove giorni dopo il collasso della AT&T, il Servizio Segreto e la polizia dello Stato di New York si scatenano in un'operazione di repressione accusando gli hackers di avere provocato il guasto. Sequestrano i computer di Phiber Optik, Acid Phreak e Scorpion, accusandoli del disastro. Saranno accusati anche C. Neidorf, conosciuto come "Knight Lightning" (l'editore di Phrack) e in seguito anche l'azienda Steve Jackson che sta producendo il gioco GURPS Cyberpunk (sulla storia dell'operazione Sun Devil vedi Sterling, 1992, in particolare da pag. 129 e seguenti e pag. 200 e seguenti). Viene coinvolta anche la rivista 2600.Vengono emessi 27 mandati di perquisizione in 14 citt, sequestrati 23.000 floppy disk, diverse decine di computer e chiusi numerosi BBS. Molte delle persone che subiscono la visita degli agenti e il sequestro delle apparecchiature informatiche non sono accusate di nessun reato, e il materiale requisito verr trattenuto per anni, senza essere mai esaminato. L'obiettivo principale degli agenti federali  in realt la "Legion of Doom" (Gubitosa, 1998). 
C. Neidorf, editore di Phrack, durante l'operazione Sun Devil viene accusato di truffa, in quanto accusarlo per l'attivit della rivista avrebbe aperto un sacco di problemi legali inerenti al Primo Emendamento. Tutto ruoter intorno a un documento della SouthBell, il E911, di cui verr dichiarato un valore di quasi ottantamila dollari accusando Neidorf di aver partecipato al suo furto per rivenderlo. Il processo dimostrer che il contenuto del documento era disponibile per sedici dollari a chiunque ne avesse fatto richiesta tramite un numero verde e dunque il suo contenuto non era ne un segreto di stato e tantomeno un documento i cui contenuti erano pericolosi poich in grado di mettere un eventuale lettore nelle condizioni di effettuare attacchi alla SouthBell. (...) 
Durante il processo contro Neidorf la linea di difesa sostenne una tesi interessante alla base di molte speculazioni filosofiche sulla propriet dell'informazione digitale: fece notare che la BellSouth non aveva in nessun modo "perso" il documento E911 e che di conseguenza non aveva subito nessun danno economico in seguito a questo "furto". L'avvocato della difesa S. Zenner sostenne che l'incursione di Prophet (l'hacker che aveva sottratto il file del documento E911 e in seguito lo aveva passato alla rivista Phrack) verso la BellSouth non era stata una "rapina" ma piuttosto un atto di copiatura non autorizzato (sul caso "U.S. vs R. Riggs e C. Neidorf." vedi Sterling, 1992, pag. 205 e seguenti; Ludlow, 1996, pag. 113).

Lo stesso anno si tiene il caso J. Silber e W. Weld e il caso Revlon vs Logisticon (Druckrey, 1996, pag. 382).
Nel 1990 la polizia americana sequestra il gioco da tavolo GURPS Cyberpunk della Steve Jackson. Verr fatta una casua che la Steve Jackson vince nel 1993 grazie all'aiuto dell'EFF.
Nel 1990 J. P. Barlow riceve la visita dell'FBI in merito all'operazione Sun Devil (Sterling, 1992, pag. 194; Rheingold, 1994, pag. 294-95).
Nel  1990 Stoll scrive The Cuckoo's Egg, in cui racconta come ha catturato un computer-cracker. I protagonisti in negativo del racconto sono sono Jaeger e Pengo, due hacker del CCC che frequentavano la BBS Altos Chat di Bonn e che vengono assoldati dal KGB per penetrare nei computer americani dietro compenso (Sterling, 1992, pag. 90-91).
A settembre del 1991 viene dichiarato concluso con assoluzione il processo contro Neidorf.
Nel 1992 causa degli U.S. vs J. Gilmore (Cypherpunk per spionaggio) (Ludlow, 1996, pag. 202-203).
Nell'estate del 1992 l'area messaggi telematici "Cyberpunk" viene chiusa in base a una decisione dei vertici della rete Fidonet, noncuranti di quelle che fossero le esigenze dell'utenza. La decisione non viene condivisa da buona parte dei nodi italiani della rete. Tale chiusura ribadisce le evidenti differenze di intenti tra l'area cyberpunk e i vertici di tale rete. La censura dell'area Cyberpunk avviene in seguito a discussioni di vario tipo sul rispetto della policy Fidonet. In realt, tra i fattori scatenanti si dice esservi stata anche la visita della Digos (altri parlano di "monitoraggio" della Crimnalpol) al sysop di uno dei nodi Fidonet che ospitava l'area. 
A primavera del 1994 parte in Italia la pi grossa operazione di repressione poliziesca verso i BBS: "Hardware 1", subito rinominata Italian Crackdown (vedi Gubitosa, 1999; Scelsi, 1994, pag. 61-65): una serie di sequestri alla ricerca solo di software copiato che porteranno alla chiusura temporanea di circa 150 BBS italiane soprattutto delle reti Fidonet e Peacelink. Poco dopo un'ulteriore azione repressiva della magistratura colpisce il principale nodo della rete Peacelink sequestrandone il computer: il BBS Taras Communication di G. Pugliese (Gubitosa, 1999, pag. 83-110).
Il CPSR invia una preoccupata lettera al presidente Scalfaro durante il crackdown italiano del 1994 (Gubitosa, 1998).
Nel 1995 viene effettuato il sequestro dei computer di alcuni frequentatori del Centro Sociale Clinamen e della BBS Bits Against The Empire.
All'inizio del 1995 il Terminal Boredom BBS in Scozia viene sequestrato dopo l'arresto di un hacker.
In quel periodo la Spunk Press  oggetto di una pesante campagna di disinformazione dei media che mettono su una montatura accusandola di far uso di internet per diffondere i metodi per fabbricare bombe, distruggere scuole e attaccare le multinazionali. Secondo un libro inglese l'autore di tali articoli ha contatti con i servizi segreti britannici (Wehling, 1995, pag. 41-42).

Nel 1996 vengono arrestati due fornitori di accesso a Internet in Francia per il semplice fatto di avere veicolato dei newsgroup che erano disponibili su internet anche in molti altri luoghi. Ritorna il problema della responsabilit del Sysop.
Nel 1997 una parte della rete ScoutNet viene colpita da un'indagine della magistratura italiana sulla pedofilia in rete.
Il 28 maggio del 1997 esplode il caso "Decoder-Mattino". Il magistrato Italo Ormanni di Roma, riferendosi a delle tavole grafiche sul n. 8 di Decoder, porta avanti la tesi che "la cyberfilosofia, la difesa della privacy e il diritto all'anonimato in rete sono da considerarsi comportamenti complici della pedofilia".
Lo stesso anno viene sporta querela da un magistrato in relazione all'uscita di un libro curato da Luther Blisset Project (vengono coinvolti Helena Velena, Castelvecchi e un provider locale).
Nel 1998 l'assessore alla Rete Civica di Roma chiude lo spazio internet di molte associazioni a causa di presunti contenuti satanismi di alcune pagine ospitate dal comune di Roma.
Tra giugno ed agosto del 1998 si registrano numerosi episodi di tentativi di censura da parte di autorit e magistratura italiana (vedi di seguito)  che evidenziano il clima di repressione crescente in atto e la necessit di un coordinamento internazionale di server antagonisti.
A giugno, in seguito a una querela, il server di "Isole nella Rete" viene sequestrato in quanto al suo interno  circolato un messaggio i cui contenuti contengono una "presunta" diffamazione nei confronti di un'agenzia turistica italiana. Immediatamente parte una massiccia mobilitazione in rete e dei mass media a difesa di Isole nella Rete, di condanna del sequestro, delle sue motivazioni e modalit. L'esito  una restituzione immediata del server. Tra le altre cose viene difeso il principio che il server rappresenta un'intera comunit e non lo si pu far chiudere per causa di un singolo atto, di un singolo utente al suo interno. 
A luglio censura del Foro Romano Digitale da parte della Rete Civica del Comune di Roma.
Ad agosto nuovo maldestro tentativo di sequestro del server di isole nella Rete: in seguito a un'inchiesta della polizia  giudiziaria di Massa su una minaccia a un giornale locale, a cui viene acclusa la stampa di un messaggio immesso in una mailing list di Isole nella Rete, viene paventato il sequestro di Isole nella Rete se non vengono consegnati i "log" di attivit degli utenti. I log non sono da tempo generati su INR e quindi non possono essere consegnati. Il server non viene sequestrato.
Lo stesso mese viene effettuato il sequestro di due personal computer in casa del rappresentante bolognese di Isole nella Rete.
A dicembre del 1999 viene sgomberato il Bulk di Milano. Segue l'immediata rioccupazione del Millennium Bulk che ospita l'Hack-Lab Milano.
A marzo del 2000 in solidariet contro la censura del sito spagnolo di Nodo 50 vengono realizzati diversi mirror di tale sito in Italia.
Ad ottobre del 2000 nuova censura della Rete Civica Romana (vedi in http://forteprenestino.net/RCR/index.html).
A novembre del 2000 il Presidente del Consiglio della Regione Toscana censura il netstrike indetto da T. Tozzi e G. Verde come opera d'arte contro lo Stato del Texas all'interno di una mostra collettiva organizzata dalla Regione Toscana stessa contro la Pena di Morte.
A luglio del 2001 massacro al Media Center installato in occasione dei tre giorni di protesta contro il G8 a Genova.
Ad agosto del 2001 sequestro del sito www.netstrike.it.

Dal 2001 nel sito Isole 
nella Rete  stata creata una sezione "archivio sotto-accusa" in cui si archiviano i casi di censure e repressioni in ambito 
telematico (www.ecn.org/sotto-accusa).
A febbraio del 2002 le forze dell'ordine irrompono in alcune sedi italiane di Indymedia sequestrando i materiali documentativi raccolti sui fatti del G8 a Genova.


NOTE AL CAPITOLO 3


1 La reazione a tale teoria saranno le critiche delle teorie semiotiche della comunicazione che faranno notare che per comunicare non  sufficiente trasmettere dei dati da un posto ad un altro, ma  necessario decodificare il senso della comunicazione. Un senso che  sia nelle intenzioni dell'emittente (uno dei settori d'indagine della pragmatica), ma anche e soprattutto nella capacit di mettere in atto uno scambio interattivo attraverso il quale sia l'emittente che il ricevente sono in grado di decodificare i codici comunicativi utilizzati dall'altro. Gli studi sul Principio di Cooperazione di Grice del 1967 saranno un passo avanti anche in tale ottica.
2 Platone nella "Repubblica" stabil un'analogia tra la societ e un organismo. Un altro esempio in tal senso  la complessa struttura del sistema di circolazione del sangue nell'uomo scoperta da W. Harvey nel 1628 e che fu messa a punto da M. Malpighi una quarantina di anni dopo introducendo il termine ""rete"," fino ad allora riservato all'arte del merletto e da lui usato invece per definire il ""corpo reticolare della pelle"". La scoperta del moto circolatorio del sangue fu in seguito usata come metafora per la progettazione del sistema di comunicazione all'interno dei nascenti stati nazionali. Il complesso sistema di canali e strade doveva dunque riflettere un'ideologia ben precisa che esigeva un centro, la capitale, ovverosia il cuore, da cui si diramassero le molteplici vie di comunicazione verso la periferia. Tale logica centralizzata assolveva alla funzione di controllo che la capitale doveva avere sulla vita dello stato. Veniva quindi individuata una struttura gerarchica che esprimeva un ben preciso punto di vista ideologico sul modello che doveva avere l'organizzazione sociale.
3 Per una breve storia dei tentativi di costruire artificalmente la vita vedi Langton, 1992.
4 Sar nella seconda met degli anni ottanta che, prima con il paradigma connessionista ed in seguito con le ricerche sulla vita artificiale (Langton, 1989), torneranno di moda nella scienza tali teorie legate alla simulazione di organismi artificiali realizzati al computer).
5 A quel tempo l'accesso alle macchine doveva essere fatto da una sola persona per volta e le operazioni erano lentissime. Aspettare il proprio turno era uno stress per ogni programmatore e quindi la ricerca di ogni soluzione valida a diminuire i tempi di attesa era vista come un obbiettivo primario.
6 Un obiettivo questo alla base di ogni ricerca sullo sviluppo delle reti telematiche, ma che inizialmente sar conseguito grazie alle tecnologie "time sharing" (vedi paragrafo successivo).
7 Un elemento di calcolo di una rete neurale.
8 Uno dei primi computer che rendeva possibile il calcolo in parallelo.
9 ITS, Incompatible Time Sharing,  un sistema operativo open-source progettato dagli hacker del Mit. Vedi Levy, 1996.
10 Uno scetticismo ereditato di fresco dal movimento Dada, ma che ha le sue radici profonde in alcuni pensatori e movimenti del passato. Per una storia antica di tale scetticismo si pu vedere il libro di R. H. Popkin "La storia dello scetticismo. Da Erasmo a Spinoza" (Popkin, 1979). In particolare  interessante la parte su Sesto Empirico e altri pensatori da Erasmo in poi. E' interessante la possibilit di un terzo (quarto, quinto, ecc.) pensiero nello scontro sul dogmatismo tra chiesa cattolica e protestante. Di fatto altre radici possono essere trovate non nell'area teologico-filosofica, quanto in quella social-politica.
11 Per il caso italiano vedi Sansavini, 1994.

12 Vedi il manifesto teorico disponibile in rete.
13 M. Heidegger nel saggio del 1965 "La fine della forma del pensiero nella forma della filosofia" critica la cibernetica come un tentativo di dominio, controllo e pianificazione non solo sulle scienze, ma su ogni attivit umana. Una scienza, la cibernetica, a sua volta controllata secondo Heidegger da un potere superiore (vedi Scarlini, 2001, pag. 49).
14 Il Chaos Computer Club si forma ufficialmente solo nel 1984.
15 Un movimento che avr tra le sue caratteristiche quello di usare in particolar modo il fax, ma anche in generale le tecnologie della comunicazione per coordinare e diffondere le sue proteste.
16 Dieci anni dopo, nel 2001, alla Biennale di Venezia, anche il gruppo o1.org di Bologna espone come opera d'arte un virus.
17 I "Point" nei sistemi di rete fidocompatibile sono una sorta di punto di arrivo finale della struttura della rete, leggermente differente dall'utenza vera e propria e che non pu avere nodi o point sotto di se, nella piramide gerarchica con cui e' strutturata la rete. 
18 Vi partecipano tra gli altri anche i G.M.M., Mama Africa, Ram Connection Cyber TV, Sara Maggi, Isola Posse All Star, Sergio Messina (Radio Gladio), Il Generale e il graffitista americano Toxic.
19 Alla manifestazione partecipano tra gli altri Ram connection, Lamer extrm lab, G.M.M., J. Drake, Officine Schwartz, CCC CNC NCN, Amen, Informe, Ario, Cyborg, Nova Express.
20 Trap magazine, Mace, 2 Roc Grasshopper, Rusty, Skuamino ed altri.
21 99 Posse, Radio Gladio, Lion Horse Posse, Papa Richy, Il Generale, Mama Africa ed altri.
22 Tra i circa 70 partecipanti vi sono G. Chiari, Radio Gladio, Ludus Pinsky, Tax (Negazione), M.G.Z., Le Role, Velena (Cybercore), Gronge, M. Cittadini, V. Baroni, G.M.M., Agenzia di comunicazione antagonista, Officine Schwartz, Damsterdamned, Decoder, Mace (Trap magazine), Roby One Kenoby (Amen), Luigi e Oliver (Nautilus), Pankow, A. Valcavi (Informe), Wide Records.
23 E' buffo notare al riguardo che nel 1997 alla mostra sull'Arte Interattiva in Italia al Palazzo delle Esposizioni a Roma Tozzi non viene invitato a partecipare e nella sezione cd-rom viene presentato come primo cd-rom d'artista italiano un prodotto realizzato nel 1995 da alcuni artisti tra cui L. Pancrazzi che figurava tra i partecipanti al progetto Happening Digitali Interattivi di Tozzi.
24 Hub, ovvero il nodo principale che funge da riferimento e smistamento dei file e messaggi tra le varie parti della rete.
25 Che nel 1994 cambia il software e il nome in Virtual Town TV.
26 In particolar modo se si considera che intorno al 1993 la telematica era ancora in Italia un territorio della comunicazione embrionale.
27 Dopo qualche anno diventa presidente del gruppo T. Tozzi.
28 Data anche del compleanno di T. Tozzi :-).
29 Inoltre viene presentato il cd-rom + libro Happening Digitali Interattivi di T. Tozzi, delle animazioni al computer con Fra, Guardie e Ladri e altre animazioni di Luke; dimostrazioni di realt virtuale in Internet con D. Montefusco, e di realt virtuali a basso costo a cura di A. Brancotti; Chorus di S. Reiff + Fritto Misto di Correnti Magnetiche, ESP di F. Malagnini. Inoltre delle installazioni mostrano dei Morphing, sessioni di video hacking, collegamenti con la rete Cybernet, di cui viene fatta la presentazione, un Electronic Coffee e una chat line. Infine il concerto di Sigma Tibet e altro ancora.
30 Partecipano tra gli altri i Mutoid Waste Company, Shake Edizioni Underground (Decoder), A. Bruni, T. Tozzi, Massimo Contrasto, la rete Peacelink con G. Pugliese, Techno God, il sistema telematico Agor, Stampa Alternativa, Officine Schwartz, la rivista Cyborg e altro.
31 Partecipano tra gli altri  S. Scarso (La Calusca), L. Zagato (La Calusca), B. Vecchi (Il Manifesto), Gomma (Decoder), R. Bui, F. Busatta, P. Degli Espinosa, G. Uronesu, M. Ricciardi, Raf Valvola (Decoder), A. Piccinini (Il Manifesto), A. Caronia (Virtual), U.V.L.S.I. (Decoder), D. Brolli, D. Daniele, A. Bruni, P. De Marchi, V. Buda, A. Newton (Clock DVA), La Stanza Rossa, P. Moroni, L. Miglioli, B. Palmieri, N. Gavyna, P. Pensosi, M. Canevacci, M. Ghilardi, Massimo Contrasto, Giovanotti Mondani Meccanici, G. Data, Autocostruttori, Out No Media, T. Tozzi, Freebook.
32 L'idea di A.R.E. viene teorizzata in T. Tozzi "Identit e anonimazione", in Decoder, n. 9, 1993-94, Milano.
33 Tra le altre cose TV interattiva, computer connessi in rete, concerto di Maximum Media Lab, Screen machine.
34 Viene presentato inoltre "The Mediamatic cd-rom", Intro-demo stage" di Micro-Safe exit, "Rendering stage" di Cyberone Apuzzo, "Trance-video stage" di U-bolt, collegamento via satellite con Ars Electronica a Linz per "Arte interattiva" a cura di Ponton Media Lab e poesie di N. Balestrini, "Internet Stage", concerto techno con "Sigma Tibet" e "Ciclo Otto" e altro. T. Tozzi presenta un'installazione interattiva che  la versione ridotta su cd-rom di "Centro Sociale Virtuale" un'installazione pi complessa realizzata da Tozzi in quel periodo al Museo di Rivoli a Torino in cui aveva ricostruito un museo virtuale tridimensionale contenente materiali vari sull'antagonismo telematico che chiunque del pubblico poteva vedere navigandovi all'interno, cos come era possibile collegarvisi tramite modem per inserire materiali da mostrare all'interno di tale museo virtuale.
35 Gli "studios" dei GMM furono in quegli anni a loro volta una vera e propria palestra di alcune tra le migliori esperienze artistiche in Toscana connesse alla multimedialit. Vi passavano grafici, programmatori, esperti audio-video, registi, progettisti, intellettuali e creativi di vario tipo in un modo o nell'altro ognuno portando il loro contributo alla ricerca dei territori ancora inesplorati del multimediale. Vi erano fin dagli anni ottanta a Firenze anche altre realt che sperimentavano la multimedialit, ma, nel settore artistico, nessuna seppe in quei primi anni novanta creare un clima di cooperazione e sperimentazione creativa avanzata come seppero costruire i GMM. Qualcosa di simile al tentativo che, ad esempio, L. Toschi in quel periodo stava facendo e continua tuttora a fare nel campo delle ricerche sul linguaggio multimediale e sulla formazione.
36 Il venerd presentazioni di: VideoZine Decoder n.1 e 2,  Telefascismo di Nando Vitale, con Bifo, F. Giovannini, A. Colombo, H. Velena, G. Borrelli, Luther Blisset. Concerti dei Gronge e Frame:Experience. Il sabato presentazioni di: film Tetzuo e Tetzuo2, No-Copyright di Raf Valvola con: Gomma, B. Vecchi, G. Agamben, G. De Petra, L. Nobile, O.L.S. & the Crew. Concerto: Maximum Media Lab. Rave. Tutti i giorni: Realt virtuale a basso costo, brain machine, video, smart bar. Inoltre: Sciatto produzie, affresco dal vivo del Prof. Bad Trip, Ipermedia "Per Terra".
37 Al convegno partecipano le reti telematiche Cybernet, ChronosNet, EuroNet, E.C.N., Fidonet, Itax Council Net, LariaNet, LinuxNet, LogosNet, OneNet Italia, P-Net, Peacelink, RingNet, RpgNet, SatNet, SkyNet, ToscaNet, VirNet, ZyxelNet. Tra i relatori al convegno figurano Abeline BBS, Altri Spazi, G. Attardi (SERRA, Univ. di Pisa), V. Badii, V. Baroni, R. Belli (Associazione Vita Indipendente), F. Berardi, F. Bolelli, P. Capucci (net-magazine), A. Calvani, F. Carlini (Il Manifesto), A. Caronia (Virtual), A. Castelvecchi, P. Cerioli (Fidonet), A. Cicognani, G. Cipriani, Codici Immaginari, Collettivo Divergenze, CSOA Brancaleone, Cyber Joker (ECN Bologna), Decoder BBS, G. De Petra, ECN Brescia, ECN Milano, ECN Padova, ECN Torino, M. Fuller (Underground magazine), F. Galluzzi (La Stanza Rossa), M. A. Garcia, D. Gasparinetti (Link), N. Gavyna, C. Gerino (La Repubblica), Giovanotti Mondani Meccanici, Wide Records, Gomma, Graffio (Avana BBS), Harno Connection, Honoria, Luc Pac (Bits Against The Empire), T. Macr (Virus), S. Maggi (Controradio), D. Marchi (L'Unit), R. Marchioro, A. Marrone (L'Unit), M. Martinucci (Maximum Media Lab), S. Messina, F. Montanari (La.Mu.), D. Montefusco (Virtual), A. Muccinelli (Cuore), Novaradio, E. Pecis (Malcom X BBS), R. Pinto (Flash Art), M. Puccioni (Contrasti), G. Pugliese (Peacelink), Raf Valvola Scelsi, Rendez Vous BBS, N. Renzoni, B. Salis (Avana BBS), A. Sannucci (Senza Confine BBS), D. Scavetta, M. Stasi, C. Terrosi (Lo Specchio di Dioniso), R. Terrosi, The Wizard BBS (Toscanet), L. Toschi, Utopia BBS, UVLSI, B. Vecchi (Il Manifesto), H. Velena, Virtual Town TV, e molti altri. Inoltre nelle sale del museo vengono realizzate installazioni di Macaroni Media Manipulators (tra i cui componenti c' C. Contini, S. Paola, T. Tozzi e Strano Network) che presentano  un cd-rom contro Berlusconi (da poco al governo in Italia), Strano Network, Virtual Town TV, T. Tozzi che presenta il cd-rom "Centro Sociale Virtuale", Massimo Contrasto, i G.M.M. con dei video "Hacker Test", F. Bucalossi, C. Parrini, G. Verde, Steve Rozz e altri.
38 Inoltre collegamenti ad Internet e a delle reti telematiche amatoriali, presentazione della rivista "Altri Spazi", delle installazioni multimediali di T. Tozzi, F. Bucalossi, C. Parrini, GMM, Strano Network, e degli interventi musicali di T. Nobilio e altri.
39 Inoltre concerto di musica elettronica con Oracle 90. Trance party con Klange.
40 In Sala Concerti: Dance Hall Jungle. In Torretta: Chill Out - Ambient Music, Brain Machine, Smart Bar. In Cattedrale: Techno Party fino all'alba e oltre.
41 Il documento originale  disponibile su www.forteprenestino.net/agenzia/index.html.
42 Tale tendenza  stata tematizzata in questi termini espliciti da alcuni degli intervistati Tra i numerosi e importanti interventi di A.Touraine su questo tema, si veda il recente testo sui movimenti contro la globalizzazione (2000).
43 In riguardo alle azioni dell'hacker K. Mitnik, detto "The Condor", vedi il sito Take Down.
44 La traduzione del testo "La coscienza di un hacker" di The Mentor, scritta nel 1985 viene pubblicata  nel 1986 sul n. 7, vol. 1 della rivista Phrack, n.d.a.. Tr. it. in Videozine Cyberpunk 2, ShaKe, Milano 1993.
45 Riguardo all'operazione Sun Devil vedi Controllo e Repressione oppure il libro Sterling, 1992.
46 La lista  riportata nel libro Sterling, 1992
47 Per ulteriori approfondimenti sull'argomento potete dare un'occhiata ai seguenti libri: Burger, 1988; McAfee e Haynes, 1989; Ludwig, 1990.
48 L'elenco  stato tratto da Hoffman, 1991.
49 Tags ovvero le firme dei graffitisti sui muri.
50 Attenzione, usiamo il termine duplicare in quanto nel caso della duplicazione di software o delle fotocopie di un manuale non vi  reale sottrazione di un bene, ma semplicemente la sua diffusione. In riguardo valgono le parole di J.P. Barlow nel suo testo "Crime and Puzzlement" gi citato nel paragrafo sulla Psichedelia.
51 Per una storia di Stallman vedi Scelsi, 1994, pag. 154-157 e Levy S., 1996.
52 Per ulteriori dettagli sulla storia di GNU, si veda Stallman, 1999. Per l'ITS si veda Levy S., 1996, pag. 126-131.
53 Tra i tanti testi o interventi segnaliamo Stallman, 1990, pag. 95; Stallman, 1993, pag. 253, in cui propone un'alternativa alla tassa sulla musica; Stallman, 1996; R. Stallman, 1999. Sull'argomento vedi anche DiBona et al., 1999.
54 Convergenza Digitale:  il fenomeno della confluenza tecnologica di contenuti prima veicolati attraverso dispositivi specifici (telefono, radio, televisione), riuniti in un unico mezzo produttivo e di trasmissione, il computer, dopo che essi sono stati opportunamente digitalizzati. 
55 Inizialmente tutti i nascenti sistemi vengono denominati CBBS, anzich BBS, e la "C" cadr solo in un secondo tempo.
56 Un classico sulle strategie della persuasione  stato il libro "I persuasori occulti" (Packard, 1958) in cui la pubblicit diventa uno degli strumenti usati consapevolmente da alcuni per manipolare il consenso. In riguardo vedi anche Migliorini, 1975; Kapferer, 1982.
57 Su Fluxus tra le tantissime pubblicazioni si segnala per la loro particolarit "Happening & Fluxus", 1970; Pedrini, 1988;  Storai e Maltinti, 1994.



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